Cage Weekend

orrori.jpgQuesto Weekend tutti a Villa Corridi per uno splendido festival di inizio primavera.

In particolare vi segnalo stasera il Teatro degli Orrori (foto); li ho sentiti un po’ di tempo fa in fortezza, veramente bravi.

Di seguito il comunicato ufficiale dell’associazione culturale cage e il programma completo del festival. Come sempre, per tutti gli altri appuntamenti vi rimando a www.liperli.org

Buon divertimento!

IL TEATRO DEGLI ORRORI – APPALOOSA – THE JACKIE O’S FARM – ITALIA WAVE BAND 2010 tutto questo è l’incredibile weekend che l’associazione culturale The Cage ha preparato per voi. Dopo il Radio Cage  Festival che durante il mese di dicembre ha portato al Teatro Mascagni di Villa Corridi migliaia di giovani ed amanti della buona musica, il The Cage torna per un fine settimana da urlo!! Basta dare un’occhiata al programma per capire che non sarà una normale serie di concerti: Il Teatro degli Orrori arriva a Livorno dopo aver incendiato i palchi di tutta Italia durante la prima parte del tour di “A Sangue Freddo”, l’ultimo acclamatissimo album uscito nell’autunno 2009. Ogni loro data registra il sold out, Pier Paolo è diventato un frontman a tutti gli effetti e si sprecano parole di elogi nei confronti dello spettacolo che i nostri riescono a mettere in scena…oltre il classico rock italiano, finalmente gli Afterhours e i Marlene Kuntz hanno i loro degni eredi e, forse, questa volta gli ultimi arrivati hanno imparato la lezione e sono andati oltre….molto oltre! Gli Appaloosa presenteranno nella loro città natale l’ultimo disco “Savana”.  I ragazzi sono diventati adulti e per fortuna tutta la penisola se ne sta rendendo conto, anche grazie alle loro mitiche esibizioni live che si trasformano in veri e propri happening dove tra il pubblico e la band si crea un mood che li unisce fino all’apice dell’estasi post rock tanto cara ai Don Caballero e agli Slint. Sicuramente gli Appaloosa daranno il meglio di se, come sempre d’altronde quando una squadra gioca in casa. Come tutti gli anni le selezioni di Italia Wave Band 2010 si terranno anche a Livorno, questa è stata la prima molla che ha portato alla realizzazione di questo weekend. Orfani del tanto caro Circolo Arci The Cage di via Provinciale Pisana non potevano lasciare che le selezioni di Italia Wave non venissero svolte a Livorno, la sede appunto del bellissimo festival estivo al quale l’Associazione ha dato tanto e deve tanto. Saranno ben 9 le band che parteciperanno alle selezioni e tra loro si possono trovare tutti i generi e gli stili musicali, siamo sicuri che la qualità sarà altissima anche perchè queste band sono state selezionate tra più di 200 band iscritte. Giovedì 25 febbraio i The Jackie O’s Farm saranno gli ospiti graditissimi del primo giorno di selezione, i “Jackie’s” si stanno facendo largo nel panorama indie rock italiano e presenteranno il loro primo cd, edito dalla Inconsapevole Records, Hard Times for Blonde Surfers”.

 

PROGRAMMA:

Giovedì 25/02/2010 ITALIA WAVE BAND 2010  Special Guest THE JACKIE O’S FARM

ingresso 3 euro

on stage:

Karl Marx Was A Broker http://www.myspace.com/karlmarxwasabroker

Gallara http://www.myspace.com/igallara

Platonick Dive http://www.myspace.com/platonickdive

Betularia http://www.myspace.com/betulariamusica

Lowave http://www.myspace.com/lowavenet_________________________________________________________________

Venerdì 26 /02/2010 IL TEATRO DEGLI ORRORI + Dany Greggio & The Gentleman

ingresso 10 euro – no prevendita! – apertura porte ore 21.30 – apertura biglietteria ore 21.00 – inizio concerto ore 22.30

a seguire ROCKAGE! con Rebez & Phronzoo – ingresso gratuito ________________________________________________________________

Sabato 27 /02/2010 APPALOOSA + Tozzi Fan

ingresso 5 euro

a seguire LateNight Combo (Izzy & Mini J) + Guta – ingresso gratuito ________________________________________________________________

Domenica 28/02/2010 Italia Wave Band 2010

ingresso 3 euro

on stage:

Atomici Bk & Jose Work In Progress http://www.myspace.com/atomicigood

Manzish http://www.myspace.com/manzish

Elephant On Air http://www.myspace.com/elephantonair

Soogo Wonk http://www.myspace.com/soogowonk

Neuromantik http://www.myspace.com/theneuromantik_________________________________________________________________

BIO IL TEATRO DEGLI ORRORI: Il Padre Nostro riveduto e corretto Majakovskij in chiave rock Parole come pallottole, poesia a mano armata Testi che scavano il quotidiano e interrogano le coscienze Un carrarmato rock applicato alla musica d’autore Tutto questo e molto altro ancora è A Sangue Freddo Il nuovo album de Il Teatro degli Orrori

Etichetta: La tempesta / Distribuzione: Universal / Data di uscita: 30 ottobre

Il Teatro degli Orrori, fin dal primo disco, hanno dimostrato di far mus ica per chi ha voglia di riflettere. Rock applicato alla canzone d’autore. Era ora. E’ poesia lucida. Passione sociale. Rock a grande voltaggio. A sangue freddo. Non e’ solo il secondo disco di una delle band meglio accolte da critica e pubblico negli anni zero. A Sangue Freddo e’ un disco denso come la pece. Denso di contenuti e “politico” come non mai, perché Il Teatro degli Orrori mette in scena la tragedia di Ken Saro Wiwa, così come lo sgomento di un paese, il nostro, alla deriva.  La violenza poliziesca, il populismo straccione, l’egotismo analfabeta dell’Italia contemporanea (Il Terzo Mondo, Alt, Mai Dire Mai) Denso di emozioni e di un intimismo che indaga la vita delle persone, guardando a miserie e ipocrisie quotidiane con crudele iperrealismo (E’ Colpa Mia). Denso di cultura. Perchè Pierpaolo (cantante, front man devastante dal vivo) innesta nel furore sonico della band le sue passioni letterarie e poi spara parole come pallottole: riscrive il Padre Nostro (Padre Nostro), canta Majakovskij, cita De Gregori, De André, Pino Daniele come se niente fosse: come se nulla fosse cambiato. E così i testi diventano l’anello non più mancante che congiunge anni di cultura del cantautorato con il rock più intransigente e vero del belpaese. A Sangue Freddo è un disco come non se ne sentono da tanto tempo: non “militante” ma “politico” fino in fondo, attento alle contraddizioni sociali dell’Italia d’oggi. Il populismo, la deriva autoritaria, l’edonismo individualistico, lo smarrimento giovanile, le solitudini di chi non si riconosce nella comunità, le ingiustizie palesi e quelle nascoste nella privatezza delle persone, vengono evocate a volte con crudezza, con dolcezza e malinconia in altre. A Sangue Freddo è stato registrato e mixato alle Officine Meccaniche di Mauro Pagani, una scelta questa di grande importanza: il risultato è un disco di grande spessore sonico, non low f i e underground, ma più classicamente rock. Giulio (bassista e deus ex machina del “carrarmato rock” de Il Teatro), mette a fuoco il “surrou nd sonico” del gruppo, facendolo suonare meno noise, più rock, in definitiva più accessibile. Ma non è tutto. Con A Sangue Freddo la trama si infittisce. Ci sono infatti innesti sonori inusuali e molte collaborazioni per il carrarmato rock del gruppo. Nel nuovo lavoro partecipano Jacopo Battaglia (batterista dei romani ZU), che suona in “Die Zeit”, Giova nni Ferliga (polistrumentista degli eccellenti AUCAN, che suona la chitarra solista in ” La Vita è Breve”), Angelo Maria Santisi e Nicola Manzan – quest’ultimo ideatore del progetto BOLOGNA VIOLENTA -rispettivamente al violoncello e violino in “Io ti Aspetto”, il dolcissimo brano d’apertura, e in “Alt”. Francesca Gaiotto suona il pianoforte nello stesso. Paola Segnana, autrice della musica di “Io ti Aspetto”, nella canzone suona anche lei il pianoforte. Ed ancora: Richard Tiso suona il basso in “Die Zeit”, Elena Grazi suona il moog in ” Alt!”e Robert Tiso gli affascinanti bicchieri musicali in “Die Zeit” e “Io ti Aspetto”. Ed infine, la collaborazione con uno dei gruppi più “caldi” e blasonati del momento, i Bloody Beetroots: apparentemente lontani dal mondo della band, ma grazie ai quali “Direzioni Diverse” è diventato un brano che mette in collisione il rock de Il Teatro degli Orrori con suoni mai sperimentati prima. Il Teatro degli Orrori ha dedicato circa un anno alla stesura di queste canzoni, ed un mese intero di registrazioni presso le Officine Meccaniche. La masterizzazione è stata curata da Giulio Ragno Favero e Giovanni Versari presso gli studi Nautilus di Milano. Per l’innovazione del sound, la ricerca di soluzioni nuove e diverse, per la furia dei suoi episodi più rock, per il contenuto lirico delle canzoni, siamo convinti che “A Sangue Freddo” riserverà inedite sorprese a chi già conosce la band. Ascoltare per credere. Per leggere i testi; http://fliiby.com/user/lunatikottobre8 __________________________________________________________

BIO APPALOOSA / Presentazione nuovo cd: SAVANAhttp://www.myspace.com/appaloosarock Label contact/ URTOVOX info@urtovox.it Press&promo office UNOMUNDO promo@unomundo.it Booking : Locusta/urtovox enrico@locusta.net Edizioni: SUPERMOTA Distribuzione AUDIOGLOBE/iTunes

Gli Appaloosa sono diventati ormai una delle funk/noise/power band più apprezzate della penisola, grazie anche ai loro travolgenti ed infuocati live set che a detta di molti rappresentano un’esperienza difficile da dimenticare. Il progetto nasce nel 1998 a Livorno da Enrico Pistoia e Niccolò Mazzantini a cui si unisce nel 2000 Marco Zaninello. Il gruppo dà forma ad un sound strumentale che fonde sonorità noise con funk e psichedelia: in questo periodo il gruppo compone molto usando due bassi. Nel 2002,partecipa ad Arezzo Wave esibendosi sullo Psycho stage riscuotendo attenzione e approvazione da parte del pubblico e degli addetti ai lavori; Ondanomala, l’etichetta discografica facente capo al festival gestisce l’entrata in studio della band nell’inverno successivo. Il disco omonimo esce in concomitanza di Arezzo wave 2003 e viene presentato con una seconda esibizione ottenendo il bis di successo ed approvazione.  Nell’Aprile 2004 si unisce al gruppo Simone Di Maggio, deviando la composizione dei brani verso l’elettronica. Con questa nuova formazione allargata gli Appaloosa si esibiscono per la terza volta al festival aretino, questa volta sul Main stage con Karate e Cypress Hill; di lì a poco arriveranno le esibizioni al Tora Tora festival di Reggio Emilia e Genova. Nella primavera 2005 gli Appaloosa intraprendono un mini-tour in Spagna e nei Paesi Baschi. Nel giugno 2005 il gruppo si reca presso il Blocco A di Padova per la realizzazione del 2° disco mettendosi nelle sapienti mani di Giulio Ragno Bavero (Teatro degli Orrori, Zu, One Dimensional Man…). I brani che ne vengono fuori sono la testimonianza di come gli Appaloosa siano riusciti a far convivere tutto ciò che hanno maturato finora, dove ogni traccia ha una sua precisa identità, sia per il tipo di canzone che per gli strumenti usati; il tutto è unito da un sound potente e sporco. Il lavoro viene molto apprezzato da Paolo Naselli Flores della Urtovox che decide di pubblicare il disco, ironicamente intitolato “Non posso stare senza di te”. Il gruppo suona per tutto il 2006 e 2007 in giro per la penisola supportato da Urtovox e dall’agenzia Locusta, si aggiunge per il live il bassista Michele Ceccherini e con questa formazione fanno più di 90 concerti, potendo comunicare e sfogare a pieno la loro carica live.  In questo periodo realizzano un video con la collaborazione di Urtovox e del fotografo Martino Chiti della canzone “Are you mons? no i’m Jurgen” che andrà in rotazione nei mesi successivi su Mtv, Mtv brand new e Rock tv.  Dopo aver partecipato nel’estate del 2008 ad Italia Wave, spostatosi nella loro città, parte la produzione del 3° disco che viene registrato nuovamente al Blocco A di Padova dal fido Giulio Ragno Favero nel Maggio 2009. A distanza di 4 anni dall’ultimo loro lavoro eccoli dunque tornare alla ribalta, più carichi che mai. Ed é il solito calcio nello stomaco; sfornano un album dotato di un groove poderoso e potente, votato all’ascolto ad alti volumi, con improvvise impennate electro dance, che impediscono l’immobilità dell’ascoltatore; funk noise scurissimo e marciscente che trivella e seduce in un vortice di sound passione e sudore. Savana rappresenta l’ulteriore passo avanti di una band capace di mettersi in gioco unendo l’amore per la ricerca e la sana voglia di divertirsi facendo divertire. A partire dal sound electro/orientale di “Chinatown Panda” e la spregiudicata ma affascinante “Mons Royal Rumble” fino ad arrivare alla copertina del disco… Un bel minestrone alla nitroglicerina insomma… Per farvi un pò di calduccio nelle prossime giornate d’inverno. Line Up: Niccolò Mazzantini : Basso, Chitarra elet., Sinth, Organo, Drum Machine. Enrico Pistoia : Basso, Sinth, Organo. Marco Zaninello : Batteria, Sinth, Drum Machine Simone di Maggio : Chitarra elet., Drum Machine, Computer Discografia: s/t – Ondanomala – 2003 Non posso stare senza di te – Urtovox/Audioglobe – 2005 Savana – Urtovox/Audioglobe – 2009

Foto: il teatro degli orrori

Quelli che… si lamentano

arbitro-celi.jpgIn città sono tutti furiosi per l’arbitraggio di domenica contro la Fiorentina; è sempre il solito lamento del ci vogliono male perché siamo brutti, poveri e cattivi… e ovviamente comunisti … Ma come è possibile non fischiare quel rigore? Ma come è possibile non buttare fuori Donadel?… Il Presidente Spinelli, per la serie “chiacchiere in libertà”, dice che se la situazione dovesse continuare così deciderà di ritirare la squadra dal campionato…

Non voglio entrare nel merito dell’arbitraggio di domenica (secondo me scarso come mille altre volte da che vedo il calcio) ma voglio dire solo che a me tutte queste polemiche mi fanno venire le bolle… Sono fatto così, i piagnoni mi hanno sempre dato noia, specie nel calcio!

Spinelli addirittura raggiunge il ridicolo con l’intervista che ho letto sul Corriere di Livorno in cui annuncia il prossimo ritiro della squadra, non riesco nemmeno a commentare una boiata simile…

La mia modesta proposta è sempre la stessa: abolire la moviola dalle trasmissioni sportive… Ma poi come si farebbe a vendere i giornali sportivi e a riempire palinsesti televisivi di chiacchiere e polemiche tenute in piedi sul nulla?…

Durante la partita ci si può anche imbestialire per il rigore non dato… io mi incazzo spessissimo, ma poi basta… si fa sempre per ruzzare!

E’ solo calcio: but I like it!… Non ce lo rovinate…

Centrale a Biomasse

biomasse.jpegCi mancava anche la centrale a Biomasse… Non facciamo in tempo ad abituarci all’idea di avere un enorme piattaforma di rigassificazione con relativo via-vai di navi strapiene di gas liquido davanti alle nostre stupende coste, che dobbiamo già preoccuparci per questa nuova pensata dell’amministrazione. Leggo da SenzaSoste che a Livorno si produce l’80% dell’energia di tutta la toscana! Non basterà così?…

La notizia è molto recente: costruiranno una nuova centrale elettrica in zona porto a Biomasse (che vuol dire tutto e niente, bisogna vedere cosa ci butti dentro insomma…) alimentata, a quanto pare di capire, da Olio di Palma… Come al solito, la notizia viene fuori quando è stato tutto già deciso!

Visto che non mi intendo granché di questioni ambientali, lascio parlare chi lo fa di mestiere e riporto un intervento di Medicina Democratica (www.medicinademocratica.org) sulla questione centrale e inquinamento… Leggetelo è molto interessante!

L’unica cosa che non mi piace molto di questo intervento, molto preciso, è il finale che riporta tutto a questioni economiche: l’inquinamento fa male perché fa male all’economia… Io direi che l’inquinamento fa male soprattutto perché ci fa morire, fa morire i nostri amici, i nostri genitori, figli e fratelli, se poi questo è un costo per la società non me ne frega nulla!! Ma probabilmente l’argomento è portato solo per convincere anche a chi della salute (nostra) non importa nulla e ragiona solo in termini di cifre e PIL…

Chi vuole dare un contributo può commentare in fondo al post.

Il Trattato europeo di Aarhus, recepito in Italia con legge n. 108 del 16.3.2001, è chiarissimo: le centrali elettriche superiori a 50 Mw (come i rigassificatori ed altri impianti ad alto impatto) devono essere sottoposti a “consultazione popolare” preventiva. Non possono quindi essere autorizzate da un burocrate della Provincia senza ascoltare la popolazione.

Questo è solo uno degli aspetti, anche se di fondamentale importanza, delle ragioni del no alla centrale.

La centrale si approvvigionerebbe di olio dal sud del mondo, anche se dopo le nostre polemiche la Porto Energia ha corretto il tiro – poco credibilmente – indicando paesi come Romania e Bulgaria, ma confermando comunque anche l’approvvigionamento da Tanzania ed India. Peccato che la Regione Toscana nel Piano Energetico preveda un raggio di solo 70 km per l’approvvigionamento da biomasse ed escludendo esplicitamente la “filiera lunga” inquinante anche durante il trasporto, e specificamente l’importazione di olio di palma. A pag. 68 il Piano afferma “Un esempio in netto contrasto con i principi sopra esposti è rappresentato dall’utilizzo a scopo energetico dell’olio di palma che risulta assolutamente incompatibile con gli obiettivi della Regione Toscana.”http://www.regione.toscana.it/regione/multimedia/RT/documents/1215774931634_TESTO_APPROVATO_IN_AULA_8LUGLIO08.pdf

Ma non solo: nell’intervista mai smentita al Tirreno del 1.12.2009 il presidente della “Porto Energia srl” Raugei, , afferma anche «E poi la centrale sarà alimentata anche da olii di recupero reperiti sul nostro territorio». Olii di recupero sono olii usati, cioè rifiuti tossici. Affermazione molto imbarazzante, quella di Raugei, poi messa in sordina. Viene da chiedersi, ma “Porto energia srl” è in Toscana o no ?

Sul piano dell’inquinamento locale, l’ARPAT (che è sempre, diciamo, molto cauta…) ha affermato durante l’istruttoria autorizzativa, che la nuova centrale sarebbe la prima emettitrice di polveri sottili (cancerogene) della Toscana, o se si vuol dar credito alle stime riviste dal proponente, la seconda emettitrice dopo la mega-centrale ad olio combustibile di Piombino.

Le emissioni di polveri sottili e di ossidi di azoto della centrale in questione sarebbero equivalenti a quelle di una città (traffico, riscaldamento, ecc) di 55.000 abitanti (nostra stima basata sullo Studio di Armaroli e Po, Università di Bologna 2003). La zona di Livorno-Pisa invece è indicata nel “Piano di risanamento della qualità dell’aria” come area da bonificare (una delle quattro in Toscana), ed in cui abbattere l’inquinamento atmosferico, soprattutto di polveri sottili e ossidi di azoto. MD sottolinea i dati ARPAT degli anni precedenti: a Livorno nel 2005 le polveri sottili hanno superato 127 volte il limite di attenzione e 11 volte la soglia di allarme. Nel 2006 si sono registrati 67 superamenti del limite di attenzione e 4 superamenti della soglia di allarme. Nei primi sei mesi del 2007 si sono avuti 28 superamenti del limite di attenzione, poi stranamente le centraline sono state “ritarate”…..

In questa cartina ARPAT 2007 si nota che ben il 42,6 % delle emissioni toscane di vari inquinanti sono concentrate nella piccola provincia di Livorno, le più pericolose delle quali sono le polveri sottili e gli ossidi di azoto.

Vogliamo sottolineare infine quanto afferma il “Piano Regionale di risanamento della qualità dell’aria” 2008/2010 riguardo le ricadute dell’inquinamento atmosferico sulla sanità e sull’economia: ”Le potenziali conseguenze dell’azione di Piano sulla salute umana si riflettono in campo economico nella variazione dei costi sanitari e dei valori delle variabili relative alla crescita del sistema. In generale, la direzione degli effetti attesi è positiva: il risparmio nelle spese sanitarie influenza principalmente il “miglioramento dei conti pubblici”, la riduzione della perdita di capacità produttiva e professionale nel sistema economico (in conseguenza della riduzione di anni di vita persi e di giorni di inattività), incide invece sulle variabili della crescita. “

In altre parole, le potenziali conseguenze dell’azione del Piano sulla salute umana, si riflettono in campo economico nella riduzione delle spese sanitarie e nella riduzione della perdita di capacità produttiva dovuta agli anni di vita persi e alla inattività per malattia.

Quanto ci costerebbero in termini economici e di salute i profitti inquinanti di “Porto Energia srl” ?

Livorno 4.2.10 Maurizio Marchi (Resp. prov.le)

Foto: Files.meetup.com

Weekend

restivo.jpg

Si comincia a sentire aria di primavara… che bellezza, addirittura sono andato in giro senza giacchetto! Vi propongo come di consueto qualcosa da fare in giro per la città, ho inaugurato anche una nuova sezione: fare cose, vedere gente…

Come sempre maggiori informazioni su www.liperli.org

sabato 20 febbraio Gatti mezzi @ Re Noir

sabato 20 – domenica 21 Novecento @ Cral Eni

fino al 3 marzo Valentina Restivo @ Kino Dessè

domenica 21 Fate finta di divertirvi (dieci anni dopo) @ Vertigo

domenica 21 Provaci ancora @ Refugio

Foto: Opera di Valentina Restivo al Kino

Frati e bomboloni

frati gilbi.jpgOggi presentiamo una ricetta favolosa… Io non li ho mai fatti, ma li ho spesso mangiati… Colgo l’occasione anzi per ringraziare Alessandra del regalo dell’altra sera. Erano squisiti!!

Ingredienti per 12 frati circa

200 gr. farina 00 
30 gr. di strutto *
35 gr. di zucchero + 35 gr. per la guarnizione
1 tuorlo d’uovo
10 gr. lievito di birra
80 ml di acqua o latte
Sale
Scorza di limone biologico
Strutto o Olio di semi di arachide per friggere
* La ricetta originale prevede l’uso dello strutto anche per la frittura. Se non si è sicuri della qualità dello strutto utilizzare il burro per l’impasto e l’olio per la frittura.

In una tazza, sciogliere il lievito in poca acqua tiepida. Dopo una decina di minuti unire il lievito agli altri ingredienti ed impastare ancora per dieci minuti, creando una palla omogenea e morbida. Mettere a lievitare in una zuppiera cosparsa di farina sul fondo e coperta con un panno umido in un luogo caldo e senza correnti d’aria.

Dopo circa due ore prendere la pasta e spianarla con un matterello: dovrà essere alta un dito. Con dei coppapasta o altri stampini ricavare delle ciambelle e metterle sopra una teglia da forno spolverata di farina. Gli scarti del ritaglio devono essere rimpastati e spianati o, come alternativa, i dischi centrali possono essere utilizzati per fare dei bocconcini. Quando i frati sono rilievitati (due o più ore), friggerli in una padella in abbondante olio caldo, non troppo bollente. Devono galleggiare. Appena il bordo prende un colore nocciola chiaro, girare e finire di cuocere dall’altra parte. 

Sgocciolare e mettere ad asciugare su della carta gialla o altra carta assorbente. Appena sgocciolati ma ancora caldi passarli in un piatto con lo zucchero facendo in modo che lo zucchero si attacchi da entrambi i lati.

Nello stesso modo si fanno le bombole o bomboloni, ma l’impasto deve essere steso più basso. Si ricavano dei dischi che vanno uniti a due, uno sopra l’altro, interponendo marmellata o crema pasticcera; i due dischi devono essere poi sigillati lungo il bordo con il dito inumidito di latte, facendo una leggera pressione. Si rimette a lievitare e poi si passa alla frittura.

Altrimenti, per fare le bombole, possono essere utilizzati gli appositi tubetti di acciaio o alluminio, gli stessi dei cannoli: una volta fritte si riempiono con una siringa di crema o crema al cioccolato.

 

Da: www.lenostrericette.it

Foto: www.gilbi.it

Corriere di Livorno

corriere-di-livorno.jpgIl Corriere di Livorno è nato nel 2007 e sta attraversando un periodo di grossa crisi. Il compito era quasi impossibile del resto… imporsi in una città dove la gente è abituata per tradizione quasi secolare a comprare il Tirreno, senza neppure sapere perché… Il Corriere era partito bene con diversi buoni servizi sulle condizioni disastrose dell’ospedale e alcune altre notizie scaturite da inchieste esclusive. Poi è iniziato un lento declino… Finita la novità dei primi mesi, il giornale è arrivato sotto la soglia di sopravvivenza: mi dicono qualche centinaia di copie giornaliere… Ora prova a salvarsi con un prezzo promozionale per tutto febbraio di 50 centesimi. Dopo una lettera aperta alla città in cui l’editore Cristiano Lucarelli annunciava la chiusura del giornale prima della fine dell’anno passato, il nostro bomber – mai domo – ci riprova e così la testata ha avuto un cambio di direzione e ora questo prezzo scontato. Speriamo davvero che questo sforzo possa salvare il giornale (ogni voce in più è una ricchezza inestimabile) anche se penso che per battere la concorrenza del Tirreno bisognerebbe provare altre strade. Innanzitutto evitare le notizie relative alle cadute dai motorini e relative sbucciature di ginocchia e tubature che saltano con relativi allagamenti di fondi, ma magari provare a capire cosa non va nella viabilità cittadina o nella gestione dell’acqua pubblica. Mi piacerebbe un giornale con inchieste, interviste a politici e dirigenti pubblici con domande non concordate, nomi e cognomi di chi siede nei consigli di amministrazione della aziende pubbliche e con quali meriti, interventi autorevoli e indipendenti di chi sa di cosa si sta parlando. Il giornale con il nuovo direttore Cristiano Draghi, al di là del prezzo condizionale, mi sembra comunque già molto migliorato; mi auguro che il Corriere possa diventare un serio organo di informazione e sono pronto a pagare anche un euro intero per un giornale così. Faccio quindi i miei migliori in bocca al lupo al giornale al suo nuovo direttore e al suo editore.

CICCI FESTIVAL (Mio non esiste)

CC mano 640.jpgPresentiamo volentieri questa interessante iniziativa al Teatrofficina Refugio, questo weekend.

Sabato 13 e domenica 14 febbraio al Teatrofficina Refugio, Scali del Refugio, 8 Livorno
Il CiCCi Festival (mio non esiste) è una due giorni sulle licenze Creative Commons.
Le licenze Creative Commons sono una tipologia di licenze Copyleft. Il Copyleft – contrapposto ideologicamente al Copyright tradizionale – propone un modello alternativo di gestione dei diritti d’autore, basato su un sistema di licenze attraverso le quali l’autore consente ai fruitori dell’opera di utilizzarla, diffonderla e spesso anche modificarla liberamente, pur nel rispetto di alcune condizioni essenziali.
Il festival sarà dedicato a questo.
Un contenitore di idee libere che circolano liberamente dato che l’arte è fatto mutevole e si può solo trasformare. Un  percorso a 360 gradi tra le varie forme artistiche partendo dalle più classiche per arrivare alla follia. Tavole rotonde con esperti del settore nazionali e internazionali, musica, videoproiezioni, performance, aperitivi.
Tutto all’insegna della cultura ciCCi.
E non solo.
Nei giorni 13 e 14 febbraio, all’interno del CiCCi Festival, dalle 15,30 alle 18,30 si terrà un workshop gratuito sulla Slam Poetry coordinato dal TOR – Teatrofficina Refugio. L’obiettivo è quello di rimare e ritmare un testo, tutto rigorosamente in CiCCi. Il risultato finale sarà presentato e messo in scena la sera della domenica 14.
Infine il CiCCi Festival per la sua prima edizione ha indetto un contest fotografico dal tema “MIO NON ESISTE“. Le foto partecipanti al concorso sono state caricate sul gruppo di Flickr “ CiCCi Festival – MIO NON ESISTE”. Premiazione prevista per la chiusura del festival, con votazione da parte del pubblico: il vincitore sarà premiato con un abbonamento a flickr per un anno e con il CiCCi Pacco a sorpresa.
DOVE
Al TOR Teatrofficina Refugio di Livorno, spazio occupato autogestito autofinanziato e antifascista.
Nel quartiere storico della Venezia, Scali del Refugio, 8.
QUANDO
Sabato 13 e Domenica 14 Febbraio 2010. Dalle 19,00 in poi.
INFO
Blog: http://ciccifestival.wordpress.com/
Per iscrizioni al Workshop: teatrofficinarefugio@gmail.com o telefonare al numero +393281152779
Per il Flickr Contest: http://www.flickr.com/groups/ciccifestivalflickrcontestmiononesiste/
PROGRAMMA
SABATO 13 FEBBRAIO
ore 15,30-18,30 – Slam Poetry Workshop
ore 19 – Apertura CiCCi Festival (Mio non esiste) – Prima Edizione
AperiCiCCi e Cena Creativa
Charlie@tomix Dj in consolle, CiCCi selection
Mostra fotografica del Flickr Contest “Mio non Esiste”
Videoinstallazioni a cura del TOR*Teatrofficina Refugio
ore 22 – MIO NON ESISTE? PARLIAMONE
Palco rotondo con:
Antonella Beccaria (scrittrice)
Traficantes de Sueños (editori indipendenti da Madrid)
Carlo Ascani per GNUfunk, la comunità italiana per l’audio FLOSS.
I Licaoni (Videomakers)
Alessandra Falca (Teatrofficina Refugio) per Re.di.Vivi (Refugio Dischi Vivi)
Enrico Battocchi (programmatore di software libero)
Modera la serata Virginia Tonfoni (traduttrice)
DOMENICA 14 FEBBRAIO
ore 15,30-18,30 – Slam Poetry Workshop
ore 19
AperiCiCCi e Cena Creativa
Charlie@tomix Dj in consolle, CiCCi selection
Mostra fotografica del Flickr Contest “Mio non Esiste”
Videoinstallazioni a cura del TOR*Teatrofficina Refugio
ore 22 – ICCI ICCI SENTO ODOR DI VIDEOCICCI
Al grido di “Cinema libera tutti!” una serata di video e cortometraggi in Creative Commons dall’Italia e dal resto del Mondo:
Dall’open source all’open content: i corti della Blender Foundation
Gli scandinavi ci fanno il culo: da Star Wreck in poi
EmergenzaVideo: le videoproduzioni TOR per Fortezza dal Basso
“Delle licenze cc penso bene”: Antonio Zucconi e la Coma Film
Il Cinema Italiano e il Web: CC Films alla riscossa
Premiazione del vincitore del Flickr Contest “Mio non Esiste”
Chiusura Festival
COME ARRIVARE
IN AUTO :
Da Nord
Da Milano prendere l’autostrada A1, a Parma Ovest continuare sull’autostrada A15 e seguire la direzione Genova – Livorno, poi prendere l’autostrada A12, uscire a Livorno e continuare sulla SS 1 fino a Livorno.
Da Sud
A Roma prendere l’autostrada A12 in direzione di Civitavecchia, continuare sulla SS 1 in direzione di Grosseto e proseguire fino all’uscita per Livorno.
IN TRENO:
La stazione si trova sulla linea che collega Torino e Genova a Roma. La citta è collegata direttamente anche con Pisa e Firenze .
Dalla stazione prendere l’ autobus  8 rosso e scendere alla fermata davanti alla chiesa di S. Caterina, quartiere Venezia.
IN AEREO:
Due gli aeroporti che servono la città: il Galileo Galilei di Pisa e l’Amerigo Vespucci di Firenze. Da Pisa o Firenze prendere poi il treno per Livorno.
A PIEDI – IN BICI – Scali del Refugio, 8 – quartiere Venezia

Tramontoterapia

tramonto città.jpgUna delle cose più spettacolari di questa nostra città sono i tramonti… Quando il cielo è terso come in queste sere lo spettacolo è veramente incredibile… Sabato sera ho scattato alcune foto, scrivo questo post solo per pubblicarne un paio, una dal romito e una da antignano.

Terapia consigliata: dieci minuti di contemplazione di questi tramonti a settimana…. Non ha effetti collaterali e guarisce molti tipi di malessere…

Si può accompagnare anche con ascolto musicale – consigliato Creuza de Ma – ma non troppo alto da non azzerare il rumore del mare!

tramonto romito.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

C.I.E.

cpt.jpgLa nostra costituzione, all’articolo 13, dice, in modo inequivocabile:

“La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’Autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.”

Cioè, tradotto in parole povere: nessuno può andare in carcere senza aver commesso un reato previsto dalla legge e senza un processo che abbia accertato quel reato. Un bel principio direi… e infatti è addirittura il primo della nostra costituzione che riguarda i diritti, come a dire: questa è la cosa più importante di tutte!

Non mi sembra ci possano essere molti dubbi… E quando la Costituzione dice “non è ammessa”, vuol dire: non è ammessa per nessuno – non dice: questa regola vale per gli italiani e non per gli africani…

Ebbene, i centri di identificazione ed espulsione sono delle carceri in cui vanno persone che semplicemente NON hanno commesso reati, senza atto motivato dell’autorità giudiziaria (se non una ridicola convalida di un Giudice di Pace), senza processo, senza garanzie, in violazione dell’articolo 13 della nostra costituzione. Il nuovo reato di immigrazione clandestina non ha nulla a che vedere con la reclusione nei CIE.

Essere contro i Centri di identificazione ed espulsione non vuol dire essere di sinistra o di destra (questa mostruosità è stata introdotta per la prima volta nel 1998 dalla legge Turco-Napolitano, con governo di sinistra – c’è da dire che prima ci si poteva stare al massimo 30 giorni, ora 180 ma il principio è uguale…) ma è semplicemente essere dalla parte della costituzione e per i diritti di tutti.

Si dice, è necessario identificare le persone che non possono stare sul nostro territorio e organizzare il viaggio di ritorno (180 giorni ci vogliono!?…)… ebbene, la cosa più triste di tutta la faccenda è che scontata questa pena senza aver commesso alcun reato e senza alcun processo, le persone vengono in genere semplicemente liberate… e tornano clandestine… fino a quando non vengono riacchiappate senza documenti in un gioco perverso che non serve a fermare l’immigrazione clandestina, non serve come deterrente, ma è solo un’ingiustizia non degna di un paese democratico. Il tutto aggravato dalle condizioni spesso disumane in cui vengono detenute queste persone.

Ora sembra che nel nuovo piano del governo ci sia la costruzione di uno di queste carceri illegale sul nostro territorio. Dobbiamo dire no a questo e a tutti i Centri di identificazione ed espulsione!

Foto: da gcferrara.files.wordpress.com

 

Rivogliamo la Gran Guardia!

gran guardia.jpgDi una città i teatri sono come per un corpo occhi, cervello e anima. Si può far morire lentamente una città come un corpo togliendo progressivamente vista, pensiero e spirito.

I teatri sono i luoghi di incontro per eccellenza, da sempre. I cittadini di tutte le epoche si riuniscono nei teatri e nelle arene per apprezzare l’arte ma anche per discutere e affrontare i problemi della città, tutti insieme. Togliendo questi spazi, i cittadini diventano sempre più soli e quindi meno cittadini, e la città non esiste già più. Rimane solo un gruppo di persone che, tutte sole, occupano un territorio.

Per questo motivo è così preoccupante che in questi ultimi anni teatri e cinema stiano tutti chiudendo: Gran Guardia, Odeon, Metropolitan… quale sarà il prossimo?…

I cittadini livornesi stanno provando a ribellarsi a questo stato di cose. Sappiamo bene qual è la posta in gioco, l’esistenza stessa della nostra città e di noi come cittadini e non come automi creati per consumare… Ah, perché, ca va sans dire, al posto dei teatri in genere ci vengono fatti dei bei negozioni… A questo giro tocca a H&M…

Per tutti questi motivi rilancio con piacere l’appello del gruppo Facebook (se proprio non c’è un altro modo per partecipare!…) “Rivogliamo la Gran Guardia!” che si incontrerà (dal vivo) questo sabato, ore 18,30, davanti all’ex teatro. Speriamo che ci siano tante persone e che l’amministrazione si prenda a cuore questo problema.