Atalanta – Livorno 0-2

a183 (1).jpgIl Livorno torna finalmente a convincere. Una partita giocata molto intelligentemente contro un avversario diretto per la serie A. L’Atalanta ha la sfortuna di perdere quasi subito Doni per infortunio e il demerito di perdere Tiribocchi per espulsione, ma la cosa importante per noi è avere giocato una partita intelligente da tutti i punti di vista con la consapevolezza delle grandi squadre…

Il Livorno ha il merito si subire la sfuriata iniziale dell’Atalanta e non perdere la testa; nel primo quarto d’ora Atalanta in grande forma e sembra una partita in salita… lentamente riusciamo a salire un po’ e alla fine prendiamo il controllo della partita: questo è davvero un ottimo segnale.

Primo gol con deviazione fortunata di Pagano, dopo il gol e l’espulsione di Tiribocchi l’Atalanta è va in crisi e il Livorno può andare a raddoppiare in contropiede.

Ottima partita, bravi tutti. Se continuiamo così inizio a crederci davvero. Livorno Alè…

Appuntamenti del Weekend

logo liperli.jpgEccoci come tutti i venerdì qui a presentare alcuni appuntamenti per il weekend estratti da Li per Li, il sito degli eventi di Livorno. Ricordo ancora che Domenica si vota per il referendum per il nuovo ospedale, potete trovare tutte le informazioni anche su questo blog.

Venerdì Wiked Desire @ Ex Cinema Aurora

Sabato: Cena Emergency @ Circolo Farnesi Coteto

Sabato: Novecento. Atto Secondo @ Galleria Le Stanze

Sabato Scrivere al Cinema @ Cral Eni

Sabato Stefano Disegni @ La Gaia Scienza

Venerdì-Sabato-Domenica Prosa @ Teatro delle Commedie

Domenica Milioni @ Refugio

Domenica Trekking Urbano @ Livorno

Partecipare al referendum

ospedale.JPGDomenica ci sarà un importante appuntamento per la nostra città. Un’occasione da non perdere per partecipare e fare sentire la propria voce come veri cittadini.

La domanda che ci viene posta riguarda come forse già sapete la costruzione del nuovo ospedale e la sua ubicazione. Se si vota Sì si esprime la volontà di annullare la delibera comunale con la quale si stabilisce di costruire il nuovo complesso sotto Montenero. Se si vota No, invece, si vuole confermare la decisione dell’amministrazione e il progetto di costruzione dell’ospedale a Montenero.

I sostenitori del Sì in sostanza si oppongono alla ubicazione lontano dal centro urbano e rilevano problemi di carattere sia idrogeologico che viabilistico per la nuova sistemazione.

I sostenitori del No invece ritengono giusta la nuova sistemazione e affermano che votando Sì si perderebbe l’occasione di avere un nuovo ospedale.

Non voglio dare indicazioni di voto ma invito tutti davvero a informarsi e partecipare. Potete trovare molte informazioni anche in rete. Sono anche contento che i sostenitori del No, abbiano fatto campagna per il No appunto e non abbiano invece invitato a disertare il referendum come avevo paventato in altri post. Bravi!

Qui ci sono i seggi dove votare; è sufficiente portare la Carta d’Identità.

 

Chiuso il Corriere di Livorno

corriere-di-livorno-300x200.jpgDa qualche giorno il Corriere di Livorno non è più in edicola e la cosa ci dispiace molto. Ci eravamo interessati a questa nuova iniziativa editoriale e l’avevamo sostenuta anche qui quando fu annunciata l’inizio della crisi.

Il Corriere di Livorno, pur anche con tutti i limiti di una testata giovane, era una voce diversa e si leggeva volentieri.

Ogni volta che chiude un giornale è un piccolo dramma. Il dubbio che Livorno sia troppo piccola per due testate rimane, ma mi sembrava che ormai il Corriere avesse superato i problemi economici e con la formula del prezzo a 50 centesimi avesse trovato un pubblico di lettori.

Invece da un giorno all’altro ecco che il Corriere è sparito. Il Direttore Draghi, in un editoriale, ha detto che contano di tornare in edicola dopo avere risolto alcuni dei più grossi problemi, ma purtroppo immagino sarà dura…

Sicuramente noi ci speriamo e facciamo i nostri migliori auguri al Corriere di Livorno per un veloce ritorno in edicola.

 

Storia di Livorno – Il porto

torre marzocco.jpgOggi riprendiamo i nostri viaggi indietro nel tempo e ripartiamo dal porto, che caratterizza da sempre la nostra città. Oggi il porto, oltre ad essere un elemento culturale, è il principale motore economico di Livorno.>

 

Vado con la consueta lezione di Storia da Wikipedia, chi volesse aggiungere notizie e curiosità o segnalare inesattezze può farlo come sempre nei commenti.

Dalle origini al XV secolo

Lo scalo livornese in origine era posto ai margini di Porto Pisano, il complesso sistema portuale che si estendeva tra l’allora villaggio labronico e Pisa. Con il lento decadimento della Repubblica pisana e la sempre più scarsa manutenzione per le sue strutture portuali, la piccola insenatura posta presso Livorno assunse maggiore rilevanza.

Il primo importante potenziamento dello scalo labronico si ebbe nei primi anni del XV secolo, quando i Genovesi, divenuti padroni del castello di Livorno, realizzarono, in aggiunta all’esistente approdo (Pamiglione), una piccola darsena interna, nota come Porticciolo dei Genovesi; un canale navigabile collegava la darsena, posta all’altezza dell’attuale piazza Grande, con il mare, in corrispondenza del nucleo originario della futura Fortezza Vecchia.

Nel 1421 Livorno passò sotto il dominio della Repubblica di Firenze e, pochi anni dopo, il porto fu dotato di una imponente torre (la Torre del Marzocco), nel luogo in cui si trovavano numerosi torri di epoca pisana, come il Magnale e la Maltarchiata.

Dal XVI al XIX secolo

Tuttavia un ampliamento delle strutture portuali si registra solo a partire dal Cinquecento, sotto la spinta del granduca Ferdinando I de’ Medici, che decretò la realizzazione dell’attuale Darsena Vecchia; i lavori, secondo le cronache, furono terminati in soli cinque giorni poiché vi lavorarono ininterrottamente ben cinquemila uomini. Lo sviluppo portuale procedette di pari passo alla pianificazione urbanistica della città, il cui impianto originario fu ideato da Bernardo Buontalenti.

Sotto Cosimo II, all’inizio del Seicento, il porto fu dotato di un vasto bacino aperto verso nord, ai cui lavori presero parteClaudio CogoranoAntonio CantagallnaRobert Dudley. Lo scalo fu costruito con la fondazione in mare di due grandi moli (il Braccio Ferdinando, attuale Andana degli Anelli, e il Braccio Cosimo che si spingeva in mare verso il Fanale dei Pisani). A questi, a completamento e difesa dalle ingiurie del mare e dei nemici, fu aggiunto un terzo braccio che si dirige verso nord-nord/ovest e termina con la fortezza del Granatiere o del Molo. Era unito al Braccio Cosimo dal ponte della Sassaia (1613). Il nuovo specchio d’acqua portuale, seppure non molto profondo e soggetto ad insabbiamento, poteva contenere fino a 140 bastimenti. Quelli ad alto pescaggio dovevano ancorarsi in rada presso la torre della Vegliaia. L’intero scalo fu circondato da possenti bastioni, direttamente collegati alle fortificazioni della città poste lungo il Fosso Reale; invece, più a sud si trovava ilLazzaretto di San Rocco. Anche i traffici portuali risentirono positivamente dell’entrata in funzione del cosiddetto Molo di Cosimo: una serie di normative regolavano nei dettagli tutte le operazioni portuali, dall’ormeggio delle navi allo scarico e carico delle merci.

Fondamentale per il suo sviluppo fu il bando granducale del 16 marzo 1565, che serviva a regolare il funzionamento della dogana marittima.[4] Le imbarcazioni erano tenute a disporsi per file (o “andane”) lungo il molo, in un ordine stabilito dalla specifica tipologia delle navi; il carico delle merci avveniva per mezzo di imbarcazioni più piccole, i navicelli, i cui carichi erano severamente controllati dalle autorità al fine dell’esanzione dei diritti di stallaggio. Veniva considerata giurisdizione del porto tutta l’area marina che da sotto Montenero arrivava alla Meloria ed a nord fino alla foce dell’Arno e del Serchio. Inoltre, proprio in questo periodo, lo scienziato pisano Galileo Galilei giunse nel porto di Livorno per effetturare alcuni esperimenti sulcannocchiale.[5]

Fu dichiarato più volte porto neutrale. Infatti, in proposito, nel 1691 fu firmato un trattato con Francia, Olanda e Gran Bretagna[6], ampliandone il controllo e la giurisdizione dalla costa del lago di Massaciuccoli fino alla Gorgona ed a sud fino aSan Vincenzo estesa poi nel 1694 fino a Portoferraio. Il regolameto di neutralità fu definitivamente sancito con un provvedimento del granduca del 1º agosto 1778[7], interessandone anche la navigazione ed il commercio in tempo di guerra: “Non potrà usarsi atto veruno di ostilità fra le Nazioni guerreggianti nel Porto, e Spiaggia di Livorno dentro il circondario formato così a Levante come a Ponente dal Littorale, e dalla Torre, scogliera e linea della Meloria; e ne’ Mari adjacenti agli altri Porti, Scali, Torri, e Spiagge del Gran Ducato non potrà usarsi atto veruno di ostilità nella distanza, che potrebbe circoscriversi da un tiro di cannone, e in conseguenza nello spazio suddetto sarà proibita qualunque depredazione, inseguimento, chiamata a ubbidienza, visita e generalmente qualsivoglia Nazione goder quivi di una piena sicurezza in forza della protezione che loro accordiamo nelle acque adjacenti al nostro Granducato””.

L’assetto portuale rimase sostanzialmente immutato sino alla metà del XIX secolo (ad eccezione della costruzione di una piccola diga di età napoleonica nella porzione settentrionale dello specchio di mare), quando furono avviati i lavori di espansione verso nord; la crescita urbanistica della città, l’apertura della Ferrovia Leopolda tra Livorno e Firenze ed il sorgere delle prime attività industriali, favorirono il concretizzarsi di importanti progetti. Intorno al 1858 l’ingegnere francese Vittorio Poirel, che già aveva lavorato al porto di Algeri, realizzò la Diga Curvilinea, conosciuta come “Molo Novo”, nelle acque antistanti l’antico Porto Mediceo ed altri lavori furono portati a termine negli anni che precedettero la fine delGranducato di Toscana e l’annessione al Regno d’Italia.

Tuttavia, la crisi dovuta all’abolizione del porto franco e la realizzazione della linea linea Pisa – Roma via Collesalvetti, che escludeva di fatto Livorno dalla direttrice principale delle comunicazioni ferroviarie tra nord e sud, causarono una flessione dei traffici portuali. L’economia cittadina fu caratterizzata da una riconversione industriale, con l’apertura del Cantiere navale Orlando e di altre attività ad esso connesse; la presenza del cantiere portò al riassetto dell’area del Lazzaretto di San Rocco, dove venne ampliata la darsena antistante (la Darsena Nuova). [8] Frattanto, nel 1881 furono approvati i finanziamenti per la nuova Diga della Vegliaia e per il completamento del bacino di carenaggio; inoltre, poco dopo furono finanziati altri lavori, ma la cifra si rivelò sufficiente solo per allargare una banchina del Porto Mediceo (l’Andana degli Anelli), che fu completata tra il 1894 ed il 1895.

Dal XX secolo ai giorni odierni

Ciò nonostante, un documento del 1906 rilevava le difficili condizioni nelle quali versava il porto di Livorno, ovvero: l’impossibilità di utilizzare come scalo lo specchio d’acqua delimitato dalla Diga Curvilinea, la riduzione del bacino interno al Porto Mediceo per l’allargamento dell’Andana degli Anelli, la scarsità dei fondali, le difficoltà legate all’ingresso in porto a causa delle ridotte dimensioni della Diga della Vegliaia e la non trascurabile mancanza di mezzi meccanici per il movimento delle merci. Per sbloccare la situazione furono stanziati alcuni fondi e al contempo vennero analizzati diversi progetti per il potenziamento del porto labronico: il dibattito interno alle istituzioni portò all’approvazione del progetto redatto dall’ingegner Cozza, che interessava le aree a nord dell’abitato. I lavori furono avviati il 3 luglio del 1910, lo stesso giorno nel quale fu inaugurata la stazione ferroviaria sulla nuova linea Pisa – Livorno – Roma.

 

Pochi anni dopo, nel 1919, fu avanzata una nuova proposta dall’ingegner Coen Cagli che ipotizzava la costruzione di un bacino interno posto a ridosso della crescente area industriale e della linea ferroviaria Livorno – Pisa, nei pressi del Canale dei Navicelli. A differenza del progetto Cozza, che disegnava una serie di moli allineati lungo la costa, l’ipotesi di un porto interno favoriva i collegamenti con le attività industriali della zona, non aveva bisogno dell’ampliamento delle dighe verso nord ed inoltre non pregiudicava l’eventuale sviluppo lungo la costa del precedente piano. Il progetto Coen Cagli fu approvato nel 1923 e fu portato a termine nei successivi anni trenta. L’ampliamento del porto favorì, anche grazie ad alcuni incentivi promossi da una legge nazionale, lo sviluppo industriale della città, che interessò ben presto tutto il territorio compreso tra la Stazione di Livorno San Marco ed il confine comunale, spingendosi fino a lambire l’abitato di Stagno, nel comune di Collesalvetti, nei pressi del quale fu costruita una vasta raffineria.

Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, il porto di Livorno fu oggetto di pesanti bombardamenti aerei, che distrussero la maggior parte delle strutture e danneggiarono diversi manufatti storici, come la Torre del Magnale e la Fortezza Vecchia; non secondaria fu poi l’opera dei guastatori tedeschi in ritirata, che causarono la perdita del monumentale Fanale. Gli eventi bellici travolsero anche l’elegante Palazzo della Sanità (prima metà del XIX secolo), eretto su disegno di Giovanni Pacini, di fianco alla suddetta Fortezza Vecchia, per il controllo delle operazioni sanitarie; caratterizzato da un elegante porticato lungo il mare, era stato ampliato nel 1863 ed in seguito era divenuto sede dell’ufficio del capitano del porto.

Per la ricostruzione e la ripresa dei traffici furono stanziati alcuni finanziamenti che permisero di far fronte alle prime emergenze: i lavori cominciarono nel 1946, ma non senza difficoltà, tanto che, due anni dopo, la mancanza di un’adeguata illuminazione rendeva ancora molto complesse le manovre di attracco durante la notte. [9]

Negli anni sessanta, dopo un periodo di crescita, lo scalo labronico risentì negativamente dell’insufficienza dei fondali, che solo in due punti raggiungevano i 12 metri. Fu quindi redatto un nuovo piano regolatore ad opera dell’ingegner Vian, che fu presentato solo nel 1965, quando del precedente progetto di Coen Cagli erano stati realizzati solo il canale d’accesso, la Darsena numero 1 ed il Canale industriale; il piano proposto da Vian prevedeva la costruzione di nuove banchine e l’escavo dei fondali fino a 15 metri. Il progetto tuttavia subì numerose critiche a causa dei costi elevati di realizzazione (circa 65 miliardi di Lire) e non fu attuato.

 

Ciò nonostante, nel decennio successivo, fu redatto il progetto esecutivo della Darsena Toscana, un vasto bacino compreso tra il Canale Scolmatoree la bocca d’accesso al porto; i lavori della darsena, che coincisero con l’affermazione del trasporto delle merci su container[10], portarono alla formazione di ampie banchine con fondali di 12 metri.

Parallelamente, nel 1975, entrò in funzione il nuovo bacino di carenaggio, la cui realizzazione era stata prefista sin dal 1962; la struttura, lunga 350 metri e larga 56, fu aperta nei pressi del ricostruito Fanale ed in breve divenne un punto di riferimento per le riparazioni navali a livello nazionale.

La sera del 10 aprile 1991, a poche miglia di distanza dal porto, si verificò la tragedia del Moby Prince, una delle più gravi sciagure della storia italiana, della quale rimangono tuttora ignote le cause.

All’inizio del nuovo millennio si registra l’esecuzione del Molo Italia (inaugurato il 27 settembre 2008), diposto tra la Diga del Marzocco e l’Alto fondale; attualmente sono allo studio la trasformazione del Porto Mediceo in un grande approdo turistico e la costruzione della vasta piattaforma Europa[11] per far fronte al crescente traffico di contenitori. In particolare, l’esecuzione della nuova piattaforma consentirà di ottenere altri 3.000 metri di banchine con fondali di 18 metri e ben 2.000.000 di metri quadri di piazzali. Nel territorio alle spalle del porto, a Guasticce, è ormai operativo l’Interporto toscano “Amerigo Vespucci”, direttamente collegato alla rete viaria e ferroviaria; nei pressi di Vicarello invece è entrato in funzione l’autoparco “Il Faldo”, dove vengono stoccate le autovetture scaricate nel porto.

 

 

 

 

 

 

Intervento di Gabriele Baldocci sulla cultura livornese

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Pubblico volentieri questo intervento di Gabriele Baldocci, sia per le questioni che pone sia perché Gabriele è davvero un artista a livello mondiale e quindi esprime il meglio della cultura labronica. Grande emozione nel vederlo suonare ai 4 mori insieme a Martha Argerich… Non se se vi rendete conto? Martha Argerich ai 4 mori…

Conosco Gabriele da anni e conosco la sua passione e il suo amore per questa città. Noi di Liperli, che nel nostro piccolo e da non professionisti abbiamo cercato di smuovere la cultura in città, rispondiamo presenti.

Cari amici, cari colleghi,
il tempo della sopportazione è finito. La città di Livorno per la sua stessa natura di porto di mare, di punto di commistione fra culture e popoli, di città aperta al diverso è da sempre una fucina di talenti e di persone che nel loro piccolo hanno cambiato il mondo. Da Fattori a Modigliani, da Nardini a Mascagni fino ai nostri più contemporanei Carlo Azeglio Ciampi, Piero Ciampi e Paolo Virzì, giusto per citarne alcuni. Eppure la quasi totalità delle personalità suddette hanno sviluppato la loro carriera fuori dalla nostra amata città dove, anzi, spesso il loro talento è stato riconosciuto soltanto dopo che già erano personalità a livello mondiale.
Si intuisce molto chiaramente che c’è una stretta equipollenza fra quello che è l’altissimo potenziale culturale del livornese e la bassezza intellettuale dei propri rappresentanti politici già dalle azioni intraprese a partire dal dopoguerra. Mi riferisco, ad esempio, all’abbattimento di Teatri come il Politeama, alla chiusura architettonica di Piazza Grande con il mai tanto odiato “nobile interrompimento” o a tutte le scialbe ricostruzioni del dopoguerra, alla demolizione del palazzo natale di Mascagni. Fino agli scempi di oggi: la chiusura de “La Gran Guardia” e dell'”Odeon”, la chiusura della Casa di Modigliani (peraltro a malapena pubblicizzata e conosciuta), la riduzione smodata di fondi destinati alla cultura che hanno portato all’agonia istituzioni come l’Istituto Mascagni ed il Teatro Goldoni. Livorno vive oggi una situazione di totale degrado artistico ed intellettuale che ben poco si addice all’orientamento politico che da sempre la contraddistingue che,anzi, dovrebbe avere tra le basi fondamentali della propria costituzione proprio la cancellazione dell’ignoranza e la promozione culturale ai massimi livelli. 
Tirando le somme, i risultati come tutti possiamo vedere sono a dir poco allarmanti. Viviamo in un’epoca di vile Berlusconismo, un’epoca di tagli all’istruzione, un’epoca in cui si cerca il più possibile di mantenere la popolazione incolta proprio perchè conviene, e quindi ecco che gli si propinano scurrilità, divertimenti all’acqua di rose e montature mediatiche al posto di buona musica, grandi mostre e rassegne teatrali. Il fenomeno è globale e purtroppo non conosce colore politico, come ci stanno dimostrando da troppi anni coloro che governano la nostra città.

E’ giunta l’ora di dire BASTA! 
Basta al nascondere i tagli alla cultura con motivazioni politiche!
Basta predicare bene e poi comportarsi in modo diametralmente opposto! 
Basta mettere in mano la gestione culturale della realtà cittadine a politici che invece di costruire distruggono!
Basta stare in silenzio davanti a questo massacro!

Ecco alcune domande da porsi:
– Che ne è della promozione culturale cittadina? Il Comune sta invogliando la gente ad andare a Teatro o al Museo? 
– Che ne sarà del Teatro Goldoni, che ormai conta su esigue produzioni e che ogni anno vede ridotto il suo budget disponibile, con la solita vecchia scusa dei tagli del governo? Perchè il Teatro Goldoni ha presentato il suo cartellone con grande ritardo, rispetto agli altri teatri della Toscana, che pur soffrono degli stessi problemi derivanti dai tagli del Governo Berlusconi?
– Come e quanto vengono aiutate le Associazioni Culturali cittadine? C’è una vera presenza attiva delle Istituzioni nello sviluppo delle loro attività?
– Che ne è della Fortezza di Livorno? Anni fa era diventata punto di aggregazione e di eventi. Adesso quasi non se ne parla più! Quale sarà il suo destino?
– Quali sono le prospettive per un giovane livornese che voglia intraprendere un percorso artistico o culturale serio e concreto?
– Che ne sarà dell’Istituto Mascagni, che già quest’anno fatica a mantenersi in vita e che da sempre rappresenta un polo musicale di altissimo livello?

Il momento è cruciale e bisogna attivarci. E’ necessario che tutti gli operatori culturali di Livorno, senza distinzione di colore politico, prendano atto della situazione d’emergenza e si uniscano per costruire. Dobbiamo costruire! Costruire il bello, costruire le dignità dei nostri talenti, costruire una coscienza culturale nella popolazione assopita dai governi dello schifo. 
Costituiamo un gruppo solido. Siamo tanti e capaci. Tanti di noi viaggiano molto, conoscono molte realtà e sanno benissimo come il punto del non-ritorno sia vicino nella nostra amata Livorno. 
Costruiamo un tavolo di discussione e di progetti a tutto tondo e presentiamolo ai nostri politici. Non stanchiamoci di manifestare il nostro disprezzo contro i nemici della cultura e contro coloro che solo operano a favore della loro poltrona!
Iniziamo con il proporre un luogo ed un’orario per iniziare la nostra collaborazione. Sono convinto che uniti riusciremo finalmente a cambiare le cose!

Vi invio un calorosissimo saluto!
Gabriele Baldocci

 

 

 

 

 

 


Appuntamenti del Weekend

logo liperli.jpgEccoci al consueto post del venerdì con la presentazione di alcuni eventi culturali per questo weekend. Come sempre vi rimando alle preziose pagine di Li per Li per il programma completo di Livorno – Pisa e zone limitrofe.

Venerdì Mimmo Mollica Trio @ Frankie Pub

Sabato Concorso Letterario – Scrivere al cinema @ Cral ENI

Sabato Arturo Vermi (inaugurazione mostra) @ Galleria Peccolo

Sabato ExtraMidnight @ Fortezza Vecchia

Sabato Inaugurazione Nuovo Teatro delle Commedie @ Teatro delle Commedie

Sabato Ndo Gerundio Night @ Villa del Colle

Sabato Inaugurazione @ Sopravento

Sabato Noyz Narcos (Truce Klan) @ King Club

Domenica Le notti bianche @ Vertigo

Domenica Ho perso il mondo @ Refugio

 

 

Sostegno ad Andrea Romano

romano andrea-ConsCOm.jpgNon capita spesso, ma oggi faccio un po’ di pubblicità ad un politico cittadino. Quando qualcuno fa qualcosa che condividiamo è necessario esprimerlo con forza perché “democrazia è partecipazione”.

Non conosco Andrea Romano e non ho votato Italia dei Valori, ma volevo pubblicamente ringraziare il consigliere comunale livornese per avere ufficialmente preso posizione contro il rigassificatore Off-shore dopo la lettura della relazione degli esperti internazionali sul progetto OLT che presentavamo qui.

Dopo aver letto la relazione appunto e avere visto che “il progetto fa acqua da tutte le parti” (parole di Romano), il nostro eroe – come qualsiasi persona di buon senso – ha chiesto ufficialmente alla maggioranza e al governo cittadino di sospendere le procedure per la costruzione del rigassificatore per verificare i rischi che stiamo correndo.

Visto che la richiesta è venuta da un consigliere comunale, e per giunta di maggioranza, aspettiamo la risposta del Sindaco e della Giunta su questa importante presa di posizione.

Foto: comune.livorno

La sicurezza dell’Off-shore

off-shore.jpg

I lavori per la costruzione del nuovo rigassificatore Off-shore davanti alla nostra costa sono ormai iniziati da tempo. Tutti ci hanno sempre detto che non c’era alcun rischio ed è una grande opportunità per l’economia cittadina.

Non entro nel merito delle opportunità, mi preoccupo più dei rischi…

Leggo su SenzaSoste che è stato reso noto dalla regione Toscana un rapporto commissionato ad un gruppo di esperti internazionali che valuta il progetto Off-shore e la valutazione dei rischi qui contenuta.

Ebbene il rapporto finale dei periti, sempre con la prudenza e l’educazione tipica di queste pubblicazioni, evidenzia una serie di gravi omissioni e sottovalutazioni proprio nella descrizione di questi rischi… E addirittura si descrivono errori logici e scientifici in alcune parti del progetto Off-shore… E ciò è molto preoccupante!

Speriamo che ora siano rese pubbliche queste conclusioni e si apra un dibattito serio su cosa rischiamo. Perché dopo è troppo tardi…

Il rapporto completo lo trovate qui.