Barcellona

Barcellona.jpgNon ne posso più di questo freddo… Precorro un po’ la primavera e inizio a pensare alle gite fuori porta… E quindi oggi nel blog di Livorno parliamo di… Barecellona! Capitale della Catalogna e meta di turismo da tutto il mondo… A Barcellona da Livorno ci si può andare anche in bicicletta, lo sapevate?…

Basta montarla su un traghetto e in meno di 24 ore si potrà scenderla nel porto di una delle città più belle e incredibili del mondo.

E allora vado con un piccolo assaggio da guida turistica… (sempre da Wikipedia)

Barcellona si ha la possibilità, percorrendo a piedi le strade, di trovare tracce della sua storia millenaria, dalle rovine romane e della città medievale fino ad arrivare ai quartieri delmodernismo catalano, con i suoi edifici caratteristici, i suoi isolati quadrati, i suoi viali alberati e le sue strade larghe. La città antica è praticamente piana mentre i quartieri più recenti acquisiscono maggiore pendenza man mano che ci si avvicina alla catena di colline retrostante.

Alcuni esempi del modernismo sono gli edifici del Quadrat d’Or nel quartiere dell’Eixample, le opere di Antoni Gaudí e il Palau de la Música Catalana di Lluís Domènech i Montaner, dichiarato nel 1997 patrimonio dell’umanità dall’Unesco e situato nel quartiere di Sant Pere, accanto a Via Laietana. Non meno importanti sono i contributi architettonici, sempre d’impianto modernistico, di Josep Puig i Cadafalch.

All’interno del Barri Gòtic, nella Ciutat Vella, da notare la bellissima Cattedrale di Sant’Eulalia, dedicata alla patrona della città. La cattedrale è liberamente visitabile in alcune ore del giorno, altrimenti l’entrata è a pagamento e comprende non solo la chiesa ma anche i musei annessi all’interno dei palazzi collegati alla cattedrale tra cui il Palau del Lloctinent che fa da sfondo alla Plaça del Rei. Sempre nel Barri Gòtic si trovano altre due chiese degne di nota, Santa Maria del Mar e Santa Maria del Pi.

Tra i luoghi di maggior attrazione è necessario ricordare Las Ramblas (in spagnolo) o Les Rambles (in catalano), viale situato tra Plaça Catalunya, centro della città moderna, ed il Porto Antico. La strada, sia di giorno che di notte, è colma di gente e lungo il suo marciapiede centrale si possono trovare giornalai, fiorai, venditori di uccelli, artisti di strada, caffetterie, ristoranti e negozi. In prossimità del porto è frequente incontrare bancarelle dove si esercitano e lavorano pittori e disegnatori. Passeggiando lungo Les Rambles si possono ammirare vari edifici di interesse come il Palazzo della Virreina, il colorato Mercato della Boqueria e il famoso Teatro del Liceu, in cui vengono rappresentati opere e balletti. Anche le strade laterali sono caratteristiche; una di queste, molto breve, conduce allaPlaça Reial, una piazza con palme ed edifici i cui portici ospitano birrerie e ristoranti e nella quale, durante il fine settimana, si riuniscono i collezionisti di francobolli e di monete.

Le Ramblas terminano arrivando al Porto Antico, dove si trova la statua di Cristoforo Colombo (Cristobal Colón) che, con il dito puntato, indica metaforicamente la direzione del Nuovo Continente. A pochi passi da lì, si incontra il Museo Marittimodedicato soprattutto alla storia navale del Mar Mediterraneo, nel quale si può ammirare la riproduzione a scala reale di una galera da combattimento. Il Museo è situato nei cantieri navalimedioevali, dove venivano costruite le barche che navigavano per il Mediterraneo. Il Porto Antico offre altre attrazioni, come un centro commerciale con negozi, ristoranti, cinema e il maggior Acquario della fauna marina mediterranea.

 

 

 

 

 

Appuntamenti del Weekend

logo liperli.jpgPer questo weekend vi segnalo alcuni appuntamenti davvero interessanti. Innanzitutto tornano a suonare insieme i REC di cui avevo parlato anche qui, con una formazione un po’ modificata. Poi incontri, teatro, musica classica ecc…

Ecco quindi alcuni appuntamenti per questo fine settimana in provincia di Livorno. Al solito, per tutti gli altri vi rimando a Li per Li

Venerdì Rec @ Teatro C

Venerdì Livorno città di transizione @ Tor

Sabato Ndo – Gerundio Night @ Villa del Colle

Domenica Settimana della Memoria @ Centro donna

Weekend Programma @ Teatro C

Weekend Re Almleto @ Castello Pasquini

 

 

 

 

 

 

Cartoline da Livorno

livorno_at_blue_hour.jpg“Boia deh”, oltre ad essere uno degli intercalari più usati del livornese tipo, è diventato con i Licantropi anche uno degli inni della città. Questa canzone e questo video ormai sono nella storia cittadina e li propongo a tutti in questo periodo di post un po’ amarcord…

Boia deh… E ci acchecchini…

Dopo questa canzone e queste locuzioni oscure per i non labronici, inizierò anche un corso di primo livello italiano livornese…

 

Foto post: trekeart.com

Igor Protti

protti.jpgVista la magrezza dei risultati di questo periodo, guardo al passato per ricordare i bei tempi andati… E il più bel ricordo che ho della storia calcistica livornese ha un nome e un cognome: Igor Protti.

Protti è uno dei più grandi giocatori che abbiano mai vestito la maglia amaranto e sicuramente uno dei più amati. Quando tornò al Livorno in serie C dopo i grandi successi ottenuti in serie A, a Livorno si era capito che iniziava qualcosa di bellissimo. E infatti furono anni stupendi, pieni di successi e di grande passione. Anche quando non si è vinto il campionato si è sempre stati orgogliosi della nostra squadra, in tutte le categorie in cui si militava.

Protti era il simbolo di quella squadra, un uomo prima che un calciatore.

Come ricordo e ringraziamento metto questo gol e questa partita che ancora mi emoziona…

 

Appuntamenti del Weekend

logo liperli.jpgEd eccoci all’ormai classico appuntamento del venerdì con la segnalazione di alcuni appuntamenti per questo weekend che va ad iniziare. Come sempre per il quadro completo potete visitare Li per Li.

Venerdì Io sono con te @ 4 mori

Venerdì Livorno-Albinoleffe @ Stadio

Sabato Blues Experience @ La bua delle orate

Weekend Programma @ Teatro C

Weekend Re Amleto @ Castello Pasquini

Weekend Giorno della Memoria @ Livorno

Weekend Oltre la Pittura @ Bottini dell’oli

Domenica Alessio Franchini Trio @ Tor

 

Verità per Yuri

sughere.jpgDopo il silenzio del lutto per la morte di Yuri, ora bisogna cercare di fare un po’ di rumore e non fare dimenticare la sua storia ma lottare per cercare verità e giustizia.

A questo scopo è nato anche un gruppo su facebook che vi segnalo.

Yuri era un ragazzo di soli 28 anni. Non è importante sapere perché era in carcere, è importante sapere soltanto che non voleva morire e nessuno sa spiegare perché invece è morto. Avevano detto infarto, poi una caduta, poi il gas.

Bisogna chiedere con forza che sia accertata la verità per questo ragazzo morto in circostanze misteriose e per le moltissime morti e suicidi del carcere delle Sughere. Avevamo già parlato su questo blog di Marcello Lonzi, ce ne sono molti altri. Ma il direttore del carcere chi è!? Perché non dà le dimissioni? E il tanto pubblicizzato Garante dei Detenuti che fa?

Si dice che la civiltà di un paese si misura soprattutto dalle sue carceri. A giudicare dal carcere delle Sughere, Livorno non sembra essere un posto molto civile. Questo dovrebbe interessare tutti!

Tessera del Tifoso

bal.jpgDico anch’io la mia sulla tessera del tifoso e le campagne di stampa contro il tifo violento, brutto e cattivo. La tessera dovrebbe servire per trasformare magicamente le curve italiane in compagnie di boy scout…

Ad oggi, mi sembra un dato indiscutibile, la tessera è servita soltanto per svuotare ancora di più gli stadi. Allo stesso modo di come non si può pensare di evitare le rapine chiudendo tutte le banche, non si può sconfiggere la violenza distruggendo uno sport che appassiona da sempre la gente. Non si può sconfiggere la violenza e distruggere un patrimonio anche culturale di questo paese. Chi fa le leggi dovrebbe prendere atto delle conseguenze delle proprie iniziative.

Non voglio fare l’apologia del tifo organizzato, ma spendere solo un’ultima parola sull’approssimazione della stampa nel descrivere il fenomeno Ultras. La settimana scorsa ho letto un lungo reportage su Repubblica che – oltre che instillare la paura nei confronti dei criminali delle curve che sarebbero passati a brevissimo tempo alla fase due della lotta contro la tessera (cioè violenza fisica e guerriglia) – conteneva grossissime approssimazioni nel descrivere il fenomeno. Per quanto ci riguarda, citava come ancora attive le Brigate Autonome Livornesi (foto) che si sono sciolte già da diversi anni. Questo dà il metro con cui si può valutare le idee correnti e come si formano sulle curve italiane.

 

I Quattro Mori

i_quattro_mori.jpgRiprendendo le orme del nostro viaggio nel passato di Livorno, vorrei presentare anche alcuni monumenti. Come non iniziare dai Quattro Mori…

Uno dei simboli di Livorno, il monumento è oggi fonte di un qualche imbarazzo per il suo presunto razzismo… Bisogna però vedere le cose con gli occhi del tempo e in quest’ottica non mi pare esserci nulla di scandaloso, ma rimane soltanto la meraviglia una bellissima opera d’arte. Ovviamente un po’ sciupata e molto poco valorizzata… Ma siamo a Livorno…

 

Vado di seguito con un po’ di storia e curiosità, come sempre da Wikipedia.

Sul finire del XVI secolo, per volontà di Francesco I de’ Medici furono avviati i primi lavori per la realizzazione della nuova città fortificata di Livorno, secondo il progetto dell’architetto Bernardo Buontalenti; tuttavia fu Ferdinando I, salito al potere nel 1587, a dare maggior impulso al colossale cantiere, tanto da essere considerato il vero fondatore della città.[1]

Per celebrare questa impresa ed i trionfi riportati contro i pirati barbareschidall’Ordine dei cavalieri di Santo Stefano, Ferdinando fece erigere un monumento in suo onore. La statua del granduca fu commissionata allo scultore Giovanni Bandini, che la realizzò a Carrara a partire dal 1595, per essere quindi trasportata per mare a Livorno nel 1601. Tuttavia l’imponente monumento restò ai margini della piazza della darsena per ben 16 anni, fino al1617, quando fu innalzato su un piedistallo alla presenza di Cosimo II de’ Medici, succeduto al padre Ferdinando nel 1609.

Successivamente, nel 1621 fu dato incarico a Pietro Tacca di completare l’opera di Bandini con l’aggiunta, alla base del piedistallo, di quattro mori incatenati, che lo scultore portò a termine in più riprese, tra il 1623 ed il 1626. Un allievo del Tacca, Taddeo di Michele, eseguì un gruppo di trofei barbareschi che furono collocati intorno alla statua di Ferdinando: il monumento avrebbe dovuto essere completato da due fontane con mostri marini, realizzate dal Tacca intorno agli anni trenta del Seicento, che però non giunsero mai a Livorno, ma furono poste in piazza della Santissima Annunziata aFirenze.[2]

Il monumento dei Quattro Mori rischiò tuttavia di essere distrutto durante l’invasione francese di Livorno, nel marzo del 1799; l’esercito transalpino, apparentemente animato da ideali di libertà e uguaglianza sociale, vedeva nei mori incatenati un simbolo di oppressione e tirannide. Ciò nonostante l’opera riuscì ad essere salvata, ma i soldati francesi la depredarono dei trofei barbareschi.[3]

Nell’Ottocento, tramontanta l’ipotesi di trasferire il gruppo scultoreo in piazza Grande, il monumento fu solamente arretrato al centro della piazza antistante la darsena del porto. Un’altra proposta per il suo trasferimento si registra negli anni che precedono la seconda guerra mondiale, quando viene avanzata l’idea di collocarlo al centro della piazza delle adunate che sarebbe dovuta sorgere attorno al nuovo Palazzo del Governo. Lo scoppio della guerra portò alla sospensione di ogni piano, mentre, per salvare il monumento dai bombardamenti, fu deciso di trasferire la statua di Ferdinando nella Certosa di Calci, mentre i Quattro mori furono dapprima sistemati al Cisternino di Pian di Rota e successivamente nella Villa medicea di Poggio a Caiano.

Nel giugno 1950, a seguito di accurati restauri, le opere tornarono a Livorno e furono ricollocate al loro posto, ai margini di una città ancora devastata dai bombardamenti.

Il gruppo dei Quattro mori

Il monumento si erge davanti alla piccola darsena che il granduca Ferdinando I de’ Medici fece scavare sul finire del Cinquecento per ampliare il porto di Livorno; il gruppo scultoreo, posto nei pressi della possente cinta muraria,[4]avrebbe così attestato l’autorità granducale agli occhi dei numerosi viaggiatori che avrebbero fatto scalo a Livorno.

L’opera è costituita dai Quattro mori in bronzo incatenati alla base di un altopiedistallo, sopra il quale si innalza la statua del medesimo Ferdinando I. Il granduca è rappresentato con l’uniforme dell’Ordine dei cavalieri di Santo Stefano, l’istituizione militare fondata da Cosimo I de’ Medici per combattere gliottomani e la pirateria nel Mar Mediterraneo.

Tale idea artistica non è nuova. Analoghi complessi furono quello equestre dello stesso Tacca, rappresentante il re Enrico IV di Francia, eretto sul ponte nuovo a Parigi (1614) e abbattuto con laRivoluzione francese nel 1792. Un’analoga opera fu eretta in memoria de re di Francia Luigi XIV nel 1684 sulla Place des Vosges, ed abbattuta anch’essa nel 1792. Infine nel Museo Nazionale di Monaco di Baviera si conservava il bozzeto per un monumento equestre dedicato al principe elettore Massimiliano Emanuele Wittelsbach, dove, sul lato anteriore, sono posti in angolo due statue bronzee di mori.

I Quattro mori costituiscono comunque la parte più rilevante dell’opera: le accentuate torsioni (mutuate dallo stile diGiambologna) e le smorfie di dolore ben rappresentano la condizione di prigionia dei soggetti, che si sublima in un insieme di grande realismo ed eleganza. Infatti Pietro Tacca prese a modello alcuni mori segregati nel Bagno dei forzati, la vasta prigione ubicata a breve distanza dalla Fortezza Vecchia. I modelli furono scelti per rappresentare le quattro età della vita dell’uomo e sono di diversa etnìa, tutti con espressione di sommesso dolore psicologico e rassegnazione. I primi due posti sul fronte del complesso monumentale rappresentano un uomo vigoroso, il più giovane degli altri, conosciuto col nome di Morgiano e forse di origine greca o ionica con lo sguardo rivolto verso il cielo. Gli fa coppia sull’angolo destro il vecchio corsaro, tradizionalmente conosciuto come Alì Melioco, forse di origine turca. La profonda attenzione ai particolari anatomici manifesta l’età avanzata del suo corpo muscoloso e possente, evidenziata in particolare dalle rughe che gli solcano il viso.

La coppia di statue posteriori fu posta alla basa del monumento solo successivamente. Il primo corsaro, di etnia probabilmente nordafricana e conosciuto da alcuni col nome di Alì Salettino (forse dalla città di Salè), rappresenta la vigorìa dell’età matura, ancora con un fisico possente ed energico. Infine il quarto è di chiara origine africana.

Foto: Trekearth.com

 

 

Minuto di silenzio per Yuri

sughere_targa_carcere.jpgMi limito a rilevare che è morto un altro ragazzo nel carcere delle Sughere di Livorno. Non trovo le parole per esprimere rabbia e dolore. Mando solo il mio cordoglio alla famiglia con questo post bianco.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto: Senzasoste.it