Fare TV

faretv-poster.jpgOggi volevo presentare una nuova iniziativa editoriale che sembra molto interessante: Fare Tv. Come dice il promo, FareTv non è la solita TV, ma viene definita televisione comunitaria, cioè un mezzo a disposizione della comunità per dare voce a tutti.

In pratica una Televisione di servizio con imposizioni per legge di programmazione e pubblicità limitata. La nuova televisione che opera e trasmette nelle zone di Lucca, Pisa e Livorno si propone quindi come un nuovo tipo di mezzo di comunicazione per creare contenuti di interesse pubblico e informazione locale. A Livorno il canale del Digitale Terrestre è il n. 79.

La cosa sembra davvero interesante… spulciando sul sito leggo ancora che FareTV:

E’ un laboratorio aperto dove le proposte, le idee, in una parola LA PARTECIPAZIONE sono parole d’ordine e molti soggetti interessati sul territorio possono intervenire e sono i benvenuti.

 

Alfredo Muller a Livorno

restauration_arlequin.jpgBellissima mostra ai granai di Villa Mimbelli dedicata al grande artista livornese Alfredo Muller. La mostra rimarrà in allestimento fino al 25 aprile ed è addirittura ad ingresso gratuito.

Vi consiglio di farci una capatina, ne vale davvero la pena. Bello il luogo, bello l’allestimento, bellissime e numerose le opere dell’artista. L’unico appunto è la mancanza di panche o sedie per gustare i dipinti e l’atmosfera del luogo con calma da seduti. Per il resto una cosa veramente ben fatta e forse poco pubblicizzata.

Visto che non sono un esperto d’arte vi riporto di seguito il comunicato stampa di presentazione e vi rimando al sito ufficiale della mostra e dell’artista: http://www.alfredomuller.info/

Curata da Francesca Cagianelli la mostra dedicata a Alfredo Müller (Livorno, 1869–Parigi 1939) costituisce nel panorama della storia dell’arte italiana un evento di assoluta eccellenza: è infatti la prima volta che l’artista livornese, amico di Cézanne, Renoir e Pissarro, oscurato da decenni di indifferenza critica, approda a Livorno documentato da un percorso espositivo antologico di circa 130 opere, tra dipinti e opere grafiche, in larga parte inediti. 

Il ruolo ricoperto da Müller nel complesso panorama artistico tra Ottocento e Novecento investe le problematiche del rapporto tra Italia e Francia in merito alla diffusione di un linguaggio europeo, dapprima quello del simbolismo e quindi dell’impressionismo e del postimpressionismo, che a tutti gli effetti vede nell’artista un protagonista di sorprendente intuito e di ineguagliabile autonomia espressiva. 

Sulla scorta di una visuale internazionale Müller saprà tuttavia condurre negli anni Dieci le sue riflessioni in margine all’estetica cézanniana, senza incorrere in accademismi subalterni, e soprattutto senza trattenere neppure per un istante il ritmo della propria vertigine creativa, così da poter continuare a trasfondere nei pur aggiornati esiti espressivi della sua produzione pittorica quella leggerezza decorativa e quella grazia cromatica che lo sorressero fino alla stagione delle Arlecchinate e, ancora oltre, fino alle ultime impalpabili invenzioni di campagne e di marine. 

Il 1922, data della mostra alla Galleria Pesaro di Milano, è anche l’occasione per Ugo Ojetti di celebrare non tanto l’opera, quanto il ruolo pioneristico di Müller che a seguito del ventennale soggiorno francese e dell’intimità con artisti quali Cézanne, Pissarro, Degas, Renoir, Toulouse-Lautrec, “per primo li ha fatti conoscere ed amare dai giovani pittori toscani (giovani allora), e adesso a Firenze, con un linguaggio rapido ed affilato, puro toscano o puro parigino, è il più arguto biografo di quelli eroi, santi e santoni della pittura moderna e dei loro profeti, apostoli ed accoliti”. 

Sono in pochi tuttavia ad accreditare all’artista quell’intelligenza critica che negli anni Trenta aveva consentito di citare l’impressionismo mülleriano nei termini di una categoria creativa attuale, finemente psicologica, e universalmente colta, riferibile alle stigmate del dandy: si tratta di Raffaello Franchi che evoca Müller tra “gli ineffabili dandies del romantico impressionismo francese”. 
Si tratta con questa mostra di riavviare una più giusta ed equilibrata prospettiva storica rispetto a quella confezionata nei decenni passati dai vari esegeti dell’opera mulleriana, nel tentativo di reimpostare graduatorie di merito e verità biografiche finora mai ricondotte a una corretta impalcatura storiografica. 

Se infatti la critica si era mossa finora pressoché unicamente in direzione di una rilettura della produzione mülleriana in chiave di un cézannismo privo di autonomia espressiva, in quest’occasione le numerossisime opere riaddebitate al corpus originario dimostrano esattamente il contrario: non solo l’artista aveva trasformato le grigie colorazioni del maestro di Aix in un exploit di solarità mediterranea, ma il suo innato talento decorativo le aveva plasmate nel vortice di un arabesco riannodato sulle fila di un’emotività assolutamente personale. 

Meglio di ogni altra opera conferma tale internazionalismo lo straordinario ciclo delle Arlecchinate, per decenni fraintese e ricondotte dalla critica ad uno snobistico riciclaggio della più superficiale e civettuola arte da salon e ora finalmente reinterpretate alla luce di una coraggiosa scelta avanguardista, tra permanenze cézanniane e illuminazioni fauves, nell’ambito del revival della Commedia dell’Arte e dell’aggiornamento sui Balletti Russi in voga nell’Europa dei primi due decenni del Novecento. 

La mostra, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno in collaborazione con il Comune di Livorno, l’Associazione Archivi e Eventi, gli Amici dei Musei e dei Monumenti Livornesi, è un’iniziativa sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il Patrocinio di Ministero degli Affari Esteri, Ministero dei Beni Culturali, Ambasciata di Francia, Consolato di Francia, Regione Toscana, Provincia di Livorno, e con il contributo di Montenovi srl (Roma), Nobili Pubblicità (Livorno), DOC, Parole e Libri (Livorno). 

L’ampio catalogo, curato da Francesca Cagianelli, edito da Polistampa (Firenze), costituisce a tutti gli effetti la prima monografia ragionata dell’artista, e comprende i saggi critici di Franco Sborgi, Hélène Kohel, Francesca Cagianelli, Emanuele Bardazzi, e inoltre la biografia e la bibliografia a cura di Azzurra Conti. 

Info: 0586.826111 – info@fondazionecariliv.it

Granai di Villa Mimbelli 
via Sant’Jacopo Acquaviva, 65 – Livorno 
Orario: Venerdì 10 – 13 /16 – 19, Sabato 10 – 13 /16 – 19 
Domenica 10 – 13 /16 – 19, Domenica 24 aprile 17 – 19 
Lunedì 25 aprile 10 – 12 / 17 – 19 
Ingresso: gratuito

Foto http://www.alfredomuller.info/

 

 

Appuntamenti del Weekend

logo liperli.jpgPrimo Weekend di Primavera! La temperatura inizia a diventare più gentile e sugli alberi ci sono le gemme! Una stagione bellissima!

Come semrpe vi propongo alcuni appuntamenti per vivere la città, dal nostro amato e indispensabile www.liperli.org

Venerdì Aspettando Godot @ Teatro Cral Eni

Venerdì Stefania Scarinzi Quartet @ Vienivì

Venerdì Emily Plays @ Refugio

Sabato N_Sambo @ The Cage Thatre

Domenica Le bugie di Elisa @ Refugio

Da Sabato Avanti Popolo! @ Bottini dell’Olio

Sabato La Giornata del Rifiuto @ Da Piazza San Marco

Centrali nucleari a Livorno

centrale_nucleare.jpgSono ben quattro le centrali nucleari che secondo le indiscrezioni dovrebbero essere costruite sulla costa toscana; o meglio, tre sulla costa e una sulla splendida isola di Pianosa.

Sicuramente sarebbe una delle più alte concentrazioni di nuovi impianti rispetto a tutte le altre zone d’Italia. Non ho sentito dichiarazioni ufficiali dei nostri amministratori locali ma la cosa non sembra destare né preoccupazione né irritazione. Tutti gli amministratori appartenenti ai partiti di governo nelle altre regioni si sono invece affrettati a dire che – pur essendo favorevoli alla nuova tecnlolgia – sul loro territorio la cosa non si può fare. In Lombardia, molto significativo, il Presidente regionale Formigoni ha detto che il nucleare non “serve” in quanto la regione sarebbe autosufficiente dal punto di vista energetico. Livorno, seguendo questo ragionamento, non potrebbe essere mai scelta per le nuove centrali in quanto produce credo il 50% di tutta l’energia regionale…

Saremmo invece una provincia perfetta per le energie pulite quali solari ed eolico, invece si pensa solo a tecnologie tradizionali e inquinanti (biomasse con oli inquinanti) oltre a questa nuove centrali nucleari ancora più dannose e pericolose.

Dopo la tragedia giapponese oggi il Governo nazionale sembra ripensare al nucleare, ma bisogna sperare e impegnarsi affinché il referendum del 12 Giugno ponga lo stop definitivo a questa tecnologia che ha dimostrato di essere molto più dannosa che utile.

Un’ultima annotazione la voglio fare sull’utilizzo della lingua italiana. Ogni volta che qualcuno parla di nucleare dopo quello che è successo in Giappone rischia di essere accusato di “strumentalizzare” la tragedia. O come quando qualcuno parla di un politico condannato per corruzione o per rapporti con la mafia, ugualmente strumentalizza… La cosa mi sembra piuttosto ridicola. Direi piuttosto che indurre dati e giudizi dalla realtà costituisce un normale processo logico.

Detto questo, esprimo tutta la mia vicinanza al popolo giapponese; e nutro anche la speranza che, grazie alla sua saggezza millenaria e a causa della recente tragedia, possa diventare una nuova guida per l’umanità per trovare nuove forme di socializzazione e di consumo, e farci capire che la felicità non dipende da quanti KW di energia produciamo.

Avanti Popolo!

pci.jpegIl PCI nella storia d’Italia; dal 26 marzo fino al 10 aprile ai Bottini dell’Olio una mostra che si annuncia molto interessante sulla storia del PCI. Come molti sanno il Partito Comunista Italiano è nato proprio qui a Livorno nel 1921 quando, durante il congresso nazionale socialista – che si teneva al Teatro Goldoni (foto) – alcuni “dissidenti” lasciarono i lavori e si ritrovarono al Teatro San Marco per fondare appunto il Partito Comunista.

La mostra ripercorre la storia di questo partito che è stato probabilmente il più importante partito Comunista dei paesi occidentali. Al di là degli aspetti controversi e tragici dei rapporti con la Russia stalinista, il Partito Comunista in Italia è stato sopratutto un partito popolare, un’aggregazione di uomini e donne uniti da un’idea di cambiamento del paese e speranza di un futuro di giustizia. Oggi Partiti così non esistono più e vedere come eravamo può essere molto interessante e istruttivo…

Riporto di seguito la presentazione della mostra dal sito ufficiale.

Raccontare attraverso una mostra la storia di un partito politico come Il Pci ha costituito una sfida difficile. La scelta di una prospettiva non apologetica si è accompagnata alla volontà di dare il senso di una vicenda complessa, settant’anni della storia di un partito che è stato parte della società italiana, nel suo stretto intreccio tra la dimensione nazionale e quella internazionale. 

Il metodo scelto si è fondato su due presupposti: dare conto della straordinaria e articolata messe di documenti del Pci, espressione della sua imponente struttura organizzativa e propagandistica, che sono conservati negli archivi, in primo luogo presso la Fondazione Istituto Gramsci; utilizzare, al tempo stesso, anche documenti che fossero sul Pci. Ad esempio, i film di propaganda realizzati dalla Sezione Stampa e propaganda del partito, ma anche quelli degli avversari del partito comunista, come i Comitati civici, o cinegiornali della Settimana Incom, e inoltre i programmi della televisione pubblica. 

Si è cercato, nell’ambito di un’impostazione prevalentemente multimediale della mostra, di permettere più piani di lettura, e di offire ai visitatori diverse tipologie di documenti, corredati da un rigoroso apparato storico e critico. Da quelli “materiali” – come i verbali di riunioni particolarmente importanti della Direzione del partito, come i Quaderni dal carcere di Antonio Gramsci), come volantini, appunti manoscritti, ecc. – a quelli fotografici, iconografici e audiovisivi. Sono stati privilegiati tutti quei documenti che – sia per il loro valore storico, sia per la loro forza evocativa e narrativa – permettessero di dare il senso di questa storia nel contesto della storia d’Italia, cercando di non omettere nulla anche sugli aspetti più drammatici e discussi della vicenda del Partito comunista italiano.

Appuntamenti del Weekend

logo liperli.jpgEccoci anche in questo venerdì postfesteggiamenti a presentare alcuni appuntamenti per questo weekend livornese. Continuano ancora gli eventi a celebrazione dell’unità d’Italia, oltre a concerti, spettacoli, feste e mostre.

Fino a Venerdì 150 anni dell’Unità d’Italia @ Livorno

Venerdì Licantropi @ Night & Day

Fino al 15/04 Irma Blank @ Galleria Peccolo

Fino al 25/04 Alfredo Muller @ Granai Villa Mimbelli

Venerdì Raindogs @ La bodeguita

Sabato Le luci della centrale elettrica @ The Cage

Sabato 5isters Bro @ Teatro C

Domenica Amico treno non ti pago @ TOR

Tanti auguri a tutti!

bandiera-italiana-cielo.jpgSono già iniziati e proseguiranno fino a venerdì gli appuntamenti per festeggiare il nostro compleanno di cittadini italiani uniti sotto la stessa bandiera. Tante volte abbiamo seri problemi di rapporto con questo paese che – se fosse una persona – apparrirebbe stanca, impaurita, indolente, a volte anche cinica e ipocrita. Ma io, nonostante tutto, non riesco a smettere di essere felice e anche orgoglioso di essere nato su questa striscia di terra in mezzo al mare.

Vi riporto qui tutti gli appuntamenti per questi festeggiamenti e dedico a tutti gli italiani, vecchi e nuovi, questa splendida canzone dei Mercanti di Liquore con Marco Paolini. (Video di Aemulator)

 

La chiesa dei Greci Uniti

Chiesa della Santissima Annunziata dei greci uniti.jpgTornando a far visita alla nostra città, oggi alziamo gli occhi sulla chiesa della Santissima Annunziata, meglio conosciuta come chiesa dei Greci, in via della Madonna. Come già raccontato qui, a Livorno hanno da sempre trovato dimora moltissime comunità nazionali e ognuna aveva diritto a costruire la propria chiesa. Allora era una cosa normale e anzi scontata. Oggi per costruire una Moschea si fanno dibattiti infiniti e – per ora non qui per fortuna – si rischiano sollevazioni popolari.

Ecco alcune informazioni sulla Chiesa dei Greci da Wikipedia.

La chiesa della Santissima Annunziata si trova a Livorno, in via della Madonna, a pochi metri dal tempio di San Gregorio e dalla chiesa della Madonna.

È conosciuta anche come chiesa dei Greci Uniti perché era il luogo di culto di questa comunità cattolica. Gli ortodossi, acattolici, disponevano invece di una chiesa separata (la chiesa greco-ortodossa della Santissima Trinità) e di un proprio spazio cimiteriale (si veda la voce Cimitero greco-ortodosso).

Sul finire del XVI secolo numerosi greci giunsero in Toscana per prestare servizio sulle navi dell’Ordine di Santo Stefano dei Cavalieri. Inizialmente questa comunità si riuniva presso il piccolo oratorio di San Jacopo in Acquaviva, al di fuori della città fortificata. Successivamente, nel 1601, fu avviata la costruzione della una chiesa nazionale in via della Madonna ed i lavori furono portati a termine nel marzo 1606; il progetto si deve adAlessandro Pieroni, architetto molto attivo nella Livorno medicea.

Chiesa_della_SS.Annunziata_dei_Greci_Uniti.JPGUn secolo più tardi Giovanni Baratta innalzò l’elegante facciata, mentre a lato della chiesa fu realizzato un piccolo campanile. Intorno alla metà del XVIII secolo il soffitto fu arricchito da una struttura a cassettoni, con al centro un dipinto dell’Annunciazione di Giovanni Domenico Ferretti, che andava a celare il precedente ornamento di travi e capriate a vista.

I bombardamenti della seconda guerra mondiale cancellarono gran parte della chiesa, che fu ridotta ad un cumolo di macerie dal quale emergevano solo la facciata e la parte della navata con il campanile. Restaurata, nel 1951fu ceduta all’Arciconfraternita della Purificazione che, prima degli eventi bellici, disponeva di una cappella presso il Bagno dei forzati.

All’esterno l’elemento più interessante della chiesa è la facciata, lontana dai movimenti barocchi, ma sobria e composta, con un ingresso sormontato da un frontone triangolare e affiancata da due colonne tuscaniche che inquadrano la parte centrale del prospetto, con una finestra rettangolare.

Fino alla seconda guerra mondiale, il prospetto principale della chiesa era ornato da due statue raffiguranti l’Innocenza e laMansuetudine. Le opere, recuperate dopo i bombardamenti, non furono più ricollocate sulla facciata; ciò nonostante, si legge che nei primi anni ottanta furono eseguiti dei lavori per riposizionare le due opere nella loro collocazione originaria.[1]Eppure, ad oggi, quei lavori non hanno avuto alcun esito.

L’interno è una semplice aula rettangolare, con il soffitto ligneo ricostruito nel dopoguerra. Notevole invece l’iconostasi, una struttura lignea del XVII secolo, sulla quale sono posizionate le icone e che serve a suddividere la parte della chiesa riservata alle funzioni del clero da quella aparta ai fedeli. Gravemente danneggiata nel corso degli eventi bellici, è stata ricomposta dopo il restauro conclusosi nel 1985.

 

Appuntamenti del Weekend

logo liperli.jpgAncora in attesa di un po’ di caldo (continuiamo a sperare) presento come tutti i venerdì alcuni appuntamenti per questo weekend livornese che va a iniziare. Per tutti gli altri eventi e per maggiori informazioni, vi rimando come sempre su www.liperli.org.

Fino al 28 marzo Momenti equestri @ TS Art Gallery

Venerdì-Sabato Prova Generale (ovvero: Serata Delirio) @ Grattacielo

Fino a Venerdì Art-Expo: Android Market by Ted Taylor @ La Svolta

Sabato Virginiana Miller @ The Cage Theatre

Sabato Livorno Calling… Dario Palline @ Controcorrente

Domenica Chi non muore…@ TOR

 

Meno linee e servizio più caro

bus piazza grande 500.jpgPer la serie la città che non vogliamo, era già cosa nota ma adesso, dal primo marzo, quando si compra il biglietto dell’autobus ATL si dovrà pagare venti centesimi in più.

Da Gennaio l’Azienda dei Trasporti aveva tagliato moltissime corse, e ora aumentano i biglietti. Quindi, per una stranissima legge economica da un po’ di tempo in voga in Italia, si dovrà pagare di più per avere di meno.

In un momento in cui la città soffre già della crisi, con un traffico cittadino impazzito per lavori, restringimenti, doppiefile, l’ATL e il Comune avrebbero dovuto fare l’impossibile per evitare questi tagli di linea e ora quest’aumento; che anche dal punto di vista simbolico e psicologico è pesantissimo.

Già l’autobus viene usato pochissimo, ora probabilmente lo sarà ancora meno.