Fortezza dal Basso

livornofortezzanuova.jpgCome ogni anno la Fortezza Nuova verrà occupata pacificamente dal 29 aprile al 1 maggio dagli animatori del gruppo Fortezza dal Basso. L’occupazione vuole porre l’attenzione sia sui problemi del lavoro a Livorno sia sull’utilizzo degli spazi pubblici.

Sull’occupazione è notizia di qualche giorno fa un poco lusinghiero primato per Livorno che, secondo un articolo del Sole24ore, risulta essere prima nel centro nord per disoccupazione giovanile. La percentuale dei giovani in cerca di occupazione nella nostra provincia è pari al 36,7 per cento, una misura davvero preoccupante.

Sugli spazi pubblici c’è molto poco da dire. La Fortezza Nuova è il simbolo dell’incapacità della città (non dico volutamente solo dell’Amministrazione) di sapere gestire gli spazi e le bellezze a disposizione per tutta la comunità.

Come ogni anno allora la Fortezza si animerà (purtroppo credo solo sul pratone davanti al Pontino – ormai la struttura è irrimediabilmente inagibile) con concerti, aperitivi e braciate popolari. Per tutto il programma vi rimando al sito dell’organizzazione.

 

 

Eventi 25 Aprile

25aprile.jpgEcco gli appuntamenti istituzionali per festeggiare il 25 Aprile a Livorno.

LUNEDÌ 25 APRILE

• ore 10.00 – Piazza della Vittoria Monumento ai Caduti in Guerra
Deposizione delle corone da parte delle Autorità cittadine.
Onori Militari e Civili

• ore 10.20 – Via Ernesto Rossi Bassorilievo al Partigiano
Deposizione delle corone da parte delle Autorità cittadine.
Onori Militari e Civili
Intervento della Banda Musicale “Città di Livorno”

• ore 11.00 – Palazzo Comunale Sala delle Cerimonie
Ricevimento delle Autorità Civili, Militari, Religiose e delle Associazioni Combattentistiche e della Resistenza
Saluto del Sindaco
Intervento di David Bidussa
Conferimento della Livornina d’Oro a Mario Canessa

Livornina d’oro Mario Canessa

“Per aver contribuito a salvare tra il 1943 e il 1945, come agente di polizia di confine, centinaia di ebrei e perseguitati politici, trasferendoli in Svizzera o favorendone l’espatrio, rischiando la vita, animato solo dal principio di giustizia”. Con questa motivazione lunedì 25 aprile il sindaco Alessandro Cosimi consegnerà il massimo riconoscimento della città, la “Livornina d’Oro”, a Mario Canessa. Nato a Volterra il 20 novembre 1917 ma da moltissimi anni residente a Livorno Canessa è Grand’Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana e, nel gennaio 2008, gli fu consegnato dall’ambasciatore di Israele il riconoscimento di “Giusto fra le nazioni”.
La consegna della Livornina avverrà nel corso del ricevimento per il 66° anniversario della Liberazione nazionale che si svolgerà, alle ore 11, nella sala delle Cerimonie del Palazzo comunale, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose e delle associazioni combattentistiche e della Resistenza cittadine. Alla cerimonia interverrà lo scrittore e giornalista David Bidussa. Nato a Livorno, Bidussa lavora presso la biblioteca della Fondazione “Giangiacomo Feltrinelli” e si occupa di storia sociale delle idee. 
Prima del ricevimento, alle ore 10, presenti le autorità cittadine, saranno deposte corone di fiori e resi gli onori militari e civili al Monumento ai Caduti in Guerra di piazza della Vittoria e al Bassorilievo al Partigiano in via E. Rossi. Nello slargo di fronte al Bassorilievo al Partigiano la Banda musicale “Città di Livorno” eseguirà l’Inno di Mameli e musiche della Resistenza.
Il programma delle cerimonie è stato promosse dal Comune e dalla Provincia di Livorno insieme ad Anppia, Anpi, Anei, Aned Pisa e Istoreco (Istituto Storico  della resistenza  e della Società Contemporanea della provincia di Livorno).

• Le modifiche alla circolazione

Per consentire il regolare svolgimento delle cerimonie di lunedì 25 aprile sono previste le seguenti modifiche alla circolazione:

• dalle ore 9.45 alle ore 11, istituzione del divieto di transito in via E. Rossi, nel tratto compreso tra piazza Cavour e via Magenta; in via Magenta ed in corso Amedeo, nel tratto compreso tra piazza Attias e via Magenta. Le linee di trasporto pubblico potranno transitare in via Ricasoli;
• dalle ore 8 fino al termine delle cerimonie divieto di sosta con rimozione forzata su entrambi i lati  di via Magenta, nel tratto compreso tra corso Amedeo e piazza della Vittoria; di piazza della Vittoria, nella corsia compresa tra il Monumento ai Caduti e via Poggiali, e nella corsia compresa tra via del Collegio e il Monumento ai Caduti; in piazza della Vittoria, nell’intera area di parcheggio antistante la chiesa S. Maria del Soccorso;
• dalle ore 8 fino al termine delle cerimonie, istituzione del divieto di sosta con rimozione forzata in piazza del Municipio, nell’area di parcheggio antistante il Palazzo Granducale, eccetto autorizzati;

Appuntamenti del Weekend

logo liperli.jpgWeekend di Pasqua e del 25 aprile insieme, le feste più importanti dell’anno sia per i cattolici che per tutta Italia che festeggia la liberazione dal nazifascismo. Giornate di grande gioia e vera unità nazionale… E pazienza se così ci perdiamo un giorno di vacanza!

Vado con il solito estratto degli eventi tratto dal sempre aggiornato Li per Li

Venerdì Bob Corn @ Refugio

Venerdì Presentazione “Tra crimini e misteri – Livorno” @ Libreria Edison

Sabato Non smettere di riflettere @ Fuoricentro

Sabato Talent & the Move @ Grattacielo

Domenica Ottavo Padiglione & Bobo Rondelli @ The Cage Theatre

Fino al 25 aprile Alfredo Muller @ Granai Villa Mimbelli

 

 

Ardenza

Casini_d'Ardenza_(a).JPGPer i nostri percorsi storici e turistici livornesi, oggi andiamo all’Ardenza, quartiere pieno di fascino e bellezza, perfetto per le passeggiate primaverili e anche per i primi tuffi…

Vado con il consueto racconto tratto da Wikipedia. Studiate mi raccomando che poi interrogo!

Originariamente sorto come un vero e proprio borgo distaccato dalla città labronica, nel corso del Novecento è stato inglobato a tutti gli effetti dallo sviluppo urbanistico cittadino. Qui hanno infatti sede i principali impianti sportivi di Livorno, primo tra tutti lo Stadio comunale “Armando Picchi”, nonché numerose ville ottocentesche ed eclettiche in cui si respira ancora quel clima di Belle époque legato allo sviluppo dei primi stabilimenti balneari.

Il nome di Ardenza deriverebbe da quello del torrente che lambisce l’abitato, il Rio Ardenza, citato come flumine lardensae in alcuni documenti medioevali. Tuttavia, varie sono le ipotesi relative al toponimo Ardenza. Il nome della località appare subito diverso da quello di località limitrofe di chiara origine latina come Antignano (da Antenianus o Antinianus o Antonianus, cioè “podere di Antenius” o “di Antinius” o “di Antonius”),Salviano (da Salvianus, “podere di Salvius”) o Rosignano (Rasinianus, “podere di Rasinius”). Ardentia o Lardentia, come più anticamente si chiamava la località, sembra abbia origini più antiche, forse liguri oetrusche. Secondo Repetti anticamente si chiamava Ardensia, nome che sembra suggerire una derivazione dal latino aridum, forse in connessione con l’aridità dei terreni locali.[1]

Storia

In antichità il territorio d’Ardenza era sommerso dalle acque; intorno emergevano solo le alture delle attuali Colline livornesi. Gli studi geologici della zona fanno risalire il territorio emerso alla fase di Wuerm della quarta glaciazione del Pleistocene (25-11 milioni di anni fa) come terreno di recente formazione. Verso il 1854 in occasione dello sbancamento della collinetta chiamata Monte Tignoso, in località “Buca delle Fate” furono rinvenuti numerosi manufatti, databili attorno al periodo delneolitico e del eneolitico, costituiti da ossa lavorate, corna di cervo, frammenti di ceramiche, di rame e numerosi resti di animali esotici (ippopotami), allora abitanti la zona che aveva un clima più caldo e umido di oggi. Non mancano ritrovamenti di epoca più tarda, come una necropoli romana del III secolo d.C., rinvenuta solo nel 1992 tra l’abitato d’Ardenza e l’entroterra (Collinaia).

Si ritiene con una certa sicurezza che nel basso impero romano la zona fosse andata spopolandosi se il papa Silvestro Ichiese all’imperatore Costantino di autorizzare l’apertura di un piccolo eremo a San Jacopo per il ricovero dei vari eremiti che vivevano nei boschi dell’Ardenza. Qui, in epoca medioevale, sorgevano un’antica pieve (oggi scomparsa) e alcune torri d’avvistamento a servizio del tratto di costa compreso tra Livorno e Vada.

Chiesa di San Simone e Immacolata Concezione

Dopo secoli di silenzio, si parla di Ardenza come un’antichissima pieve di San Paolo di Villa Magna, di cui si ha notizia nell’823, dove Villa Magna indica un importante agglomerato di case. Documenti coevi registrano che nel 942Martino era pievano dei “SS. Paolo et Giovanni de Lardentia”. Intorno alla pieve di San Paolo si sviluppò un importante borgo prossimo al mare; la pieve comprendeva varie cappelle e chiese come quelle di San Martino di Salviano, San Paolo di Coteto, San Felice di Oliveto, l’eremo di Santa Maria della Leccia. Tutta la zona circostante era coperta da una fitta macchia, conosciuta come “Selva di Treulo” di proprietà della Mensa arcivescovile di Pisa. Verso l’anno1000 la pieve fu denominata come “Sancto Felice de Ardentia”, quale una delle quattro pievi esistenti nel distretto del piano di Porto Pisano, compreso traStagno e Montenero, fittamente popolato e florido. Sotto la dominazione pisana, Ardenza era un comunello con propri consoli. Alla metà del XIII secolo la zona venne devastata e spopolata da alcune scorrerie di corsari barbareschi e dalla spedizione di Carlo d’Angiò, re di Napoli (1267) contro Pisa ghibellina. L’esistenza della pieve è tuttavia ancora confermata nel 1292, sia pure povera ed in misere condizioni (Plebi de Lardenza, sive cappellis S. Felicis quia nihil habet), dai documenti che indicano il suo obbligo ad inviare un fante per l’esercito pisano.

Fu proprio ad Ardenza che, secondo la tradizione, la Madonna apparve ad un pastore il 15 maggio 1345, dando quindi origine alla fondazione di un primo Santuario sul vicino colle di Montenero. Nuove distruzioni e scorrerie, nel corso del XIV secolo, fecero scomparire definitivamente la pieve a cui successe quella di Santa Lucia dell’Antignano (1370). Con la caduta della Repubblica pisana e la dominazione genovese, il comunello di Ardenza, nel 1405 fu assorbito da quello di Livorno divenuto capoluogo del nuovo vicariato, per passare poi, dal 1421, a Firenze, seguendone le sorti.

Nell’ambito del programma difensivo delle coste toscane, il granduca Ferdinando I de’ Medici fece erigere nel 1595, presso la foce del rio Ardenza, una piccola torre di avvistamento (andata distrutta durante l’ultima guerra mondiale). La torre a pianta quadrata si elevava su tre piani; si accedeva al primo piano mediante una scala esterna sul lato est. Intorno, era affiancata da piccole costruzioni ad un piano che fungevano da abitazione del castellano, da forno, stalle e approdo coperto. Vi risiedeva un comandante con quattro cavalleggeri, finché, sotto il governo del granduca Pietro Leopoldo venne disarmata.

Nel XVIII secolo i terreni di Ardenza erano ripartiti in grosse proprietà quali la Tenuta di Salviano, Tregolo e Cala Mosca, la fattoria de La Rosa, la tenuta della Certosa di Calci, il podere di Santa Lucia con mulino sul rio Felciaio, dato a livello dalla Certosa ai Michon. Le principali strade di collegamento alla zona erano la via del Littorale o Maremmana che da Livorno scendeva verso Rosignano e le Maremme, la via dell’Erbuccia (poi dei Pensieri) che dal Borgo dei Cappuccini arrivava presso la fattoria di Santa Lucia, ove un guado permanente detto “bastorovescio”, fatto di pietre acconciate sul letto del Rio Felciaio, immetteva sulla strada litoranea dei Cavalleggeri. Superato il guado del rio Ardenza, la strada Maremmana inizia ad inerpicarsi sul colle di Montenero. Qui, presso il bivio con la strada che attraversando la Banditella arrivava ad Antignano, si racconta che apparve ad un pastorello la sacra immagine della Madonna. Nel 1603 vi fu eretta a spese del priore di Montenero una cappella per ricordarne il miracoloso evento. Nel 1723 il possidente Giuseppe Gerbaut, proprietario della limitrofa villa detta “a Campo a lupo”, la ampliò con un piccolo porticato e la fece affrescare a sue spese. Distrutta dalle mine tedesche nel 1944, la cappella fu sostituita dall’attuale chiesa (1956), denominata della Madonna dell’Apparizione, con la facciata rivolta verso Livorno e caratterizzata da una grandiosa raffigurazione del miracolo.

Tuttavia solo nell’Ottocento l’abitato conobbe uno sviluppo consistente: nel1839 fu consacrata la chiesa di San Simone apostolo, in ricordo di Simone Bini che nel 1835 aveva donato il terreno, il materiale da costruzione e 1000 scudi fiorentini. Eretta a parrocchia dal marzo 1844, la chiesa ha la facciata completata nel novembre 1854 e caratterizzata, nella parte sovrastante la porta d’ingresso, da una grande lunetta che ospita la statua dell’Immacolata. Il grande crocifisso ligneo dell’altare maggiore vi fu posto nel 1939.

Intanto, con l’avvento dei primi stabilimenti balneari, nuove costruzioni furono realizzate verso il mare, dando origine all’abitato detto appunto di Ardenza Mare, nel tratto di costa compreso tra un antico lazzarettosettecentesco (nell’area in cui nel 1881 entrerà in attività l’Accademia Navale) e il piazzale della Rotonda, posto proprio al termine dellapasseggiata a mare.

Terminata la nuova cinta doganale della città, nel 1835 furono iniziati i lavori di ampliamento e rettificazione dell’antica strade litoranea dei Cavalleggeri, con l’idea di crearvi una nuova strada di passeggio costiero che arrivasse fino al nuovo borgo ardenzino. Nel 1846 nell’ambito del piano urbanistico di Livorno, l’ingegner Mario Chietti rilevò le condizione precarie e della costruenda passeggiata. Prioritaria si rivelò la necessità di rettificarne il percorso colmando il tratto antistante la chiesa di San Jacopo ove il mare formava una insenatura e creare un lungo rettifilo lungo gli antichi lazzeretti. Ma il problema più arduo fu lo studio della piantumazione delle essenze arboree che potessero creare una barriera protettiva dai violenti venti marini che spazzavano la costa, per creare un passeggio sicuro e comodo per pedoni e carrozze.

Con il prolungamento della passeggiata del lungomare fino al “Parterre della Rotonda”, progettato dall’architetto Giuseppe Faldi, presso il rio Felciaio fu rinvenuto un vasto sepolcreto di origini cristiane, testimonianza dell’antica floridezza della pieve medievale di San Felice. Il vasto piazzale che ospitò il Parterre della Rotonda fu ideato come una figura ovale simmetrica che chiudesse il termine della lunga passeggiata. La zona fu arredata da sedili e colonnini, indicando l’uso del marmo di San Giuliano e piantumata con alcune specie di piante che solo dopo molti anni di esperimenti e fallimenti hanno trovato il giusto equilibrio con l’aridità del terreno e il salmastro dei venti marini.

L’intero lungomare fu definitivamente completato grazie all’interessamento del gonfaloniere Luigi Fabbri solo nel 1852quando veniva proposto un prolungamento fino al villaggio di Antignano, con la lottizzazione della zona della “Banditella” con alcune ville (il progetto sarà attuato dal 1899 dopo l’apertura dei “Tre ponti”).

Tra le numerose attrezzature turistico – ricettive e i vari caffè, si ricordano ad esempio i Granducali Casini (prima metà del XIX secolo), la Baracchina Rossa (1897), lo Chalet Scoglio di Garibaldi (oggi scomparso) e l’Ippodromo “Federico Caprilli”(1894).

Inoltre, nel 1881, lo sviluppo dell’abitato comportò il trasferimento del cimitero, allora prossimo al nucleo urbano, in un’area più distante, situata nelle vicinanze del Rio Maggiore.

Nel 1890, con l’erezione della monumentale Barriera Margherita, opera di Adriano Unis (collaboratore dell’ingegnere comunale Angiolo Badaloni) la località di Ardenza venne idealmente limitata verso la città di Livorno, fino agli inizi del XX secolo, quando le mura furono abbattute e, intorno al 1935, parte della barriera fu trasformata nel capolinea della Ferrovia Pisa-Tirrenia-Livorno.

Nel 1898, il cav. avv. Vincenzo Mostardi-Fioretti fece erigere i cosiddetti Tre ponti, un piccolo ponte in pietra con tre arcate (portate a cinque solo negli anni novanta del XX secolo, in occasione di una grande piena del rio che danneggiò molte abitazioni limitrofe) che sostituì quello di legno che attraversava il rio Ardenza dal 1859.

Con l’inaugurazione, nel 1910, della linea ferroviaria Livorno-Cecina, e l’apertura di una piccola stazione nella zona di Ardenza Terra, il turismo balneare, che era notevolmente diminuito con il nuovo secolo per spostarsi verso la Versilia, venne di nuovo incrementato: agli storici “Bagni Pejani” si affiancano e si sviluppano quelli “Fiume” (di chiaro richiamo irredentista) e “Lido”.

Frattanto, sul finire del XIX secolo la passeggiata a mare fu portata a termine fino ad Antignano e nei primi decenni del Novecento si registra un ulteriore sviluppo urbanistico legato alla costruzione dello stadio labronico (1933-1935) e di alcune villette eclettiche (1930 circa), progettate da Fosco Cioni (un abile disegnatore privo di ogni titolo di studio), che ancora oggi caratterizzano fortemente la passeggiata del viale Italia. Lo chalet al centro della Rotonda fu costruito nel 1931 come chiosco ad uso di bar.

Con il secondo dopoguerra si ebbe un nuovo incremento residenziale della zona con il “villaggio americano” (1953), costituito da una serie di villette per la residenza di ufficiali americani. Poi, dal 1958 il borgo d’Ardenza fu definitivamente integrato nel tessuto urbano livornese con la realizzazione del nuovo quartiere residenziale di edilizia popolare de La Rosa, il cui piano fu redatto dal celebre Luigi Moretti. Inoltre, sulla via dell’Ardenza, di fronte al nuovo quartiere degli anni sessantadel XX secolo, fu costruita la vasta caserma “Paolo Vannucci”, dominata da un caratteristico serbatoio idrico a torre; è sede della Brigata paracadutisti “Folgore”. Nel suo vasto cortile interno è stato eretto un monumento in memoria dei soldati paracadutisti della “Folgore” caduti nella battaglia di El Alamein.

Le Ville

Tra le ville di maggiore interesse storico artistico si ricordano: Villa Trossi-Uberti con un elegante porticato sulla facciata ed arricchita da un’artistica fontana in marmo con sculture in bronzo; la sontuosa Villa Letizia eretta per volontà del principe polacco Stanislao Poniatowski nel 1839 poi venduta ai Cave-Bondi i cui eredi, nella parte settentrionale del vasto parco, vi apriranno, fin dal 1868, una prima struttura ippica per le corse estive, finché il terreno nel 1888 verrà donato per erigervi l’attuale ippodromo; Villa Montanelli del 1876 con l’imponente facciata neoclassica in calcare bianco prospiciente la Rotonda; l’elegante Villa Kutufà in via del Mare, poi acquistata dal primo sindaco di Livorno, Eugenio Sansoni, proprietario di un’altra villa all’Ardenza terra, l’eclettica ed imponente Villa Sanromerio, nota anche come Villa Gioli, (1873) in via Pacinotti, caratterizzata da una facciata con timpano ed orologio ed arricchita da cariatidi, statue, vasi in terracotta, peschiere, grotta e gazebo che si affaccia sull’Ardenza.

Presso l’antica torre medicea, in località “Tre Ponti”, sorgeva dalla fine dell’Ottocento l’elegante Villa Boretti, demolita neglianni trenta del XX secolo per fare spazio alle corse automobilistiche del famoso circuito di Montenero. Sul lato opposto a quello ove si trova la chiesa dell’Apparizione, lungo la via di Montenero, sorge invece la Villa Ombrosa, il cui vasto parco è chiuso da un alto muro: costruita verso il 1760 da Filippo Freccia, sulle rovine di un convento di monache, l’edificio ha forma rettangolare con due ali avanzate e terrazzo sostenuto da colonne tuscaniche. La costruzione rivela il gusto lineare e funzionale dell’architettura rurale della villeggiatura livornese del tempo. Circondata da un ampio parco secolare la villa sul retro è abbellita da una elegante scalinata in pietra che degrata verso il giardino, ove si trova anche un piccolo cimitero per i cani dei proprietari. Merita infine essere ricordata la Villa Donokoe in via del Parco, ora Villa Francesca, che prende il nome dalla proprietaria Francesca Armosino (1888), vedova di Giuseppe Garibaldi, che vi soggiornò per stare più vicina al figlio Manlio Garibaldi, iscritto all’Accademia Navale.

 

Flash Mob Precari Starweb

DSCN9812.jpgI lavoratori del call center della starweb di Livorno – per fare sentire la loro voce – sono costretti a stendere teloni di venti metri sulla loro azienda, filmare tutto e mettere su youtube. La denuncia viene raccolta con piacere da questo blog con i migliori in bocca al lupo per la lotta che li vede coinvolti.

Incollo qui di seguito il video realizzato del flashmob e vi rimando al sito Wake Up Livorno se avete voglia di approfondire, conoscere, capire.

Appuntamenti del Weekend

logo liperli.jpgEccoci con il consueto post del Venerdì in cui elenchiamo alcuni degli appuntamenti livornesi per fare cose e vedere gente… Ormai lo sapete, per l’elenco completo dovete andare su Liperli, il sito degli eventi di Livorno.

Fino al 16 aprile Mostra Gaia Greogori @ 84 Via Mayer

Fino al 26 aprile Mostra Maurizio Biagini @ TST Art Gallery

Fino al 25 aprile Manifestazioni per il 25 aprile @ Livorno

Venerdì Ciao Mario! Un borghese piccolo piccolo @ Don Nesi Corea

Venerdì Dariopalline @ Controcorrente

Venerdì Gabri Baldi – Solforetti – Amplifunk – C.Lauretti @ King

Venerdì D-Vaga @ The Cavern Club

Sabato Juta @ Tor

Sabato Inaugurazioni Mostre @ Livorno

 

 

Il Duomo

250px-Duomo_Livorno.JPGTorniamo ad alzare gli occhi sui nostri palazzi storici e oggi parliamo un po’ del Duomo, o per essere precisi della “Cattedrale di San Francesco”, in Piazza Grande. Particolare da non sottovalutare nella pianta pentagonale della città disegnata da Buontalenti, il Duomo è esattamente al centro.

La voce è come sempre presa da Wikipedia.

Storia

Nel progetto della nuova città di Livorno elaborato da Bernardo Buontalenti prevalevano le opere a carattere militare e quelle legate al potenziamento delle strutture portuali, ma sul finire del Cinquecentoebbero inizio anche i lavori per dotare Livorno di una grande piazza d’armie di una “nuova chiesa” a chiusura di uno dei lati della piazza.

Sulla base del disegno buontalentiano fu dato inizio ai lavori, ma il progetto subì presto modifiche. Fra la fine del XVI secolo e i primi anni del successivo, i lavori di costruzione dell’edificio continuarono sotto la direzione di Alessandro Pieroni e Antonio Cantagallina e nel primo decennio del XVII secolo la chiesa fu consacrata e intitolata a Santa Maria, San Francesco e Santa Giulia.

Nel 1629 il Duomo fu elevato al titolo di “Insigne Collegiata” ed il suo pievano veniva sostituito da un Proposto avente funzioni di vicario dell’Arcivescovo di Pisa e di Primo Dignitario ecclesiastico della città.

Nel Settecento la chiesa fu ampliata con l’aggiunta di due cappelle laterali, che mutarono la pianta rettangolare in una acroce latina. Successivamente, nel 1817, su progetto di Gaspero Pampaloni, fu aggiunto il campanile a pianta quadrata in sostituzione di quello a vela seicentesco.

Sia la Cattedrale che la piazza antistante, danneggiate gravemente dagli eventi bellici del 1943, sono state ricostruite nell’immediato dopoguerra: la piazza, con la realizzazione di Palazzo Grande e altri edifici di contorno, ha mantenuto ben poco dell’assetto originario, mentre la chiesa è stata ricostruita riproponendo, seppur in modo semplificato e approssimativo, le strutture originarie e le componenti di arredo.

Descrizione

La facciata, interamente ricostruita, presenta un portico con arcate a tutto sesto, che alcuni, per la sua grazia, attribuiscono a Inigo Jones, il padre dell’architettura rinascimentale inglese. Nel dopoguerra furono aggiunti altri due portici più piccoli davanti ai prospetti del transetto, mentre la zonaabisidale, già modificata nei primi decenni del Novecento con l’aggiunta di una fontana, fu completamente trasformata con la costruzione di una grande esedra affiancata dal ricostruito campanile.

L’interno è a croce latina, per la presenza delle suddette cappelle laterali: quella del Santissimo Sacramento, iniziata nel 1716 su progetto diGiovanni del Fantasia; e quella della Concezione di Maria, del 1727 (poi decorata con pitture di Luigi Ademollo). La cattedrale in origine era coperta da un preziosissimo soffitto ligneo intagliato e dorato eseguito fra il 1610 e il 1614; in esso erano inseriti sette dipinti, salvati dai bombardamenti e ricollocati in una struttura fortemente semplificata, ma che ripropone la ripartizione dello spazio dell’opera originaria.

Tra il 1619 e il 1623, Jacopo Ligozzi, Domenico Cresti detto il Passignano, e Jacopo Chimenti detto l’Empoli realizzarono tre grandi dipinti raffigurantiSan Francesco che riceve il Bambino dalla Vergine, l’Assunzione della Madonna, l’Apoteosi di Santa Giulia. Ai loro aiuti fu affidata l’esecuzione delle quattro tele minori.

All’ingresso della chiesa fu collocato il monumento funebre a Marco Alessandro del Borro, governatore di Livorno, opera settecentesca diGiovan Battista Foggini, gravemente danneggiata dai bombardamenti. Poco oltre, lungo la parete destra, si trova il monumento sepolcrale diCarlo Ginori, che fu governatore di Livorno intorno alla metà del XVIII secolo.

In occasione degli eventi legati al bicentenario della diocesi labronica(2006), è recente la collocazione in Cattedrale del Cristo coronato di spine del Beato Angelico (Cappella del Santissimo Sacramento) e l’installazione di una porta monumentale in facciata, opera di Antonio Vinciguerra, in cui sono raffigurati gli episodi più significativi nella storia di Livorno e della sua Chiesa. Nel corso del 2008, a seguito del manifestarsi di episodi di degrado, sono state innalzate delle cancellate intorno ai porticali laterali del Duomo.

Qui Livorno

Quilivorno.jpgPresentiamo con gioia una nuova iniziativa editoriale: QuiLivorno.it. Eravamo molto curiosi di leggere questo nuovo giornale che era stato annunciato con una bella campagna pubblicitaria.

Qui Livorno si presenta come un quotidiano On-Line sui fatti cittadini. L’idea in fondo è molto semplice ma direi abbastanza rivoluzionaria, perché il giornale è soltanto on-line: in edicola non c’è nulla. Particolare da non sottovalutare, poi, è che il sito è completamente gratuito e si regge soltanto sulla pubblicità.

La redazione è giovanissima, sembra che nessuno dei giornalisti del giornale arrivi a trent’anni: complimenti davvero!

Qui Livorno si chiama “quotidiano” ma viene aggiornato durante tutto il “giorno”, quindi bisognerebbe trovare anche un’altra parola per descriverlo…

Ovviamente, trattandosi di giornale on-line molta attenzione è data all’interazione con i lettori che possono inviare notizie e video. Il settore Video del giornale, con un nuovo canale su Youtube, mi sembra molto ben fatto e, ovviamente, non manca neppure la fan-page su Facebook dove verranno continuamente postate le notizie del giornale.

Poi ci sono rubriche di servizio come “Ho smarrito…”, dove si possono segnalare smarrimenti e ritrovamenti, “Caro Sindaco”, per scrivere al primo cittadino (a proposito: qualcuno si chiede a che punto sono i ponteggi di Via De Larderel!…), oltre agli immancabili “Auguri” e “Posta dei lettori”…

Insomma sembra davvero una cosa ben fatta! Unico appunto, noto non troppa attenzione per l’italiano e questo un po’ mi dispiace… Forse è il prezzo da pagare nel passare dalla carta al digitale ma mi auguro che andando avanti si migliori anche quest’aspetto.

E allora un grosso in bocca al lupo per il futuro e complimenti vivissimi per quanto già fatto ai ragazzi di QuiLivorno.

Appuntamenti del Weekend

logo liperli.jpgLe giornate finalmente si allungano e si ha voglia di stare fuori. Propongo come tutti i venerdì alcuni appuntamenti per questo weekend che va ad iniziare presi dal nostro Li per Li; che, ricordo a tutti, è un sito assolutamente autofinanziato con cui nessuno dei suoi autori prende una lira (o euro che dir si voglia… ). Se volete farci pat pat sulla spalla siamo contenti…

Venerdì Rassegna Ciao Mario! – I Compagni @ Don Nesi Corea

Da Venerdì Android Market @ Kino Dessè

Sabato Moby 451 @ Teatro C

Sabato Eugenio Finardi @ The Cage Theatre

Da Sabato L’altraLivorno @ Mercato Centrale

Sabato Beatles Party @ Villa del Colle

Fino a Domenica Avanti Popolo @ Bottini dell’Olio

Domenica The Walrus @ TOR

 

Finale di Campionato

livorno_calcio_09-10.jpgQuest’anno qui sul blog si è parlato pochissimo del campionato di Serie B. Questa squadra non entusiasma davvero granché, anche se in realtà siamo sempre in corsa per un posticino nei play off che ci peremetterebbe di sognare ancora la Serie A.

Fino a non moltissimi anni fa era follia anche soltanto immaginare di giocare in Serie A, oggi la cosa non sembra neppure interessare… Questa è sicuramente la colpa più grossa di Spinelli che è riuscito prima ad accendere l’entusiasmo di una città intera e poi a disperdere in pochissimi anni un patrimonio di passione sportiva enorme.

Forse, comunque, la colpa non è solo di Spinelli ma anche del calcio come è diventato, dei tornelli, del Panino Amaranto che ora è al Picchianti, di Sky nei bar e all’Arci, della militarizzazione degli stadi, ecc…

Le colpe maggiori di Spinelli di questi ultimi anni invece, e qui sono forse in disaccordo con molti tifosi, non è esattamente quella che “un si fruga”, ma perché non è riuscito a costruire un progetto intorno a giocatori simbolo che avessero voglia di giocare a Livorno (magari livornesi… due nomi mi vengono in mente: Matteini e Moro), ma è sempre vissuto alla giornata campando su squadre di gente in prestito che passava da Livorno per poi andare da qualche altra parte. Si poteva fare una specie di Atletico Bilbao del calcio italiano… E squadre così secondo me si possono fare anche senza doversi frugare più di tanto… basta essere capaci e non al servizio dei grandi potentati calcistici.

E poi, ovviamente, i prezzi dei biglietti… Se la gente non va allo Stadio, secondo me la prima cosa da fare è abbassare i prezzi…

Quest’anno la squadra finalmente è stata costruita su giovani quasi tutti di proprietà, ma forse ora è troppo tardi… Questo finale di campionato dirà se la squadra c’è e possiamo ancora emozionarci per questo Livorno.

E’ stato un campionato stranissimo dove abbiamo giocato alla grande spesso con le squadra più forti e abbiamo fatto ridere (o piangere…) contro squadre decisamente inferiori. Ora mancano otto partite e si potrebbe ancora dire la nostra, anche perché gli avversari non sembrano messi molto megliodi noi… Io ci spero ancora insomma.