In cucina ci si stà bene… e allora oggi scagliozzi!

Scagliozzi.jpgPartiamo dal presupposto che la cucina è il luogo più vissuto e più caldo della casa! Ho trascorso molto tempo nella mia infanzia nella cucina della mia nonna…noi bambini volevamo sempre starle dietro ed aiutarla… il divertimento era assicurato! A me piaceva molto quando si cucinava la polenta. Nonna la metteva sul fuoco e poi a noi, a turno, toccava rimestarla fin tanto che assumeva la consistenza giusta.

A Livorno (ma si trova anche nella cucina napoletana, foggiana e barese) c’è una ricetta che di solito si fà con la polenta che avanza: gli scagliozzi! Dalla polenta, oramai rappresa,
si ricavano delle fette di un centimetro di spessore, che vengono lasciate riposare perché perdano un po’ del contenuto d’acqua, in modo da tenere la cottura nell’olio che deve essere abbondante. Gli scagliozzi vanno levati dall’olio e messi su carta paglia quando si forma una patina croccante e poi serviti con una bella spolverata di sale. Nelle fredde giornate d’inverno non si può passare davanti alla rinomata friggitoria in p.zza Cavallotti e non prendere una porzione di scagliozzi. Gustarli per strada, tra i colori e i rumori del mercato ortofrutticolo è una goduria… L’importante è mangiarli “cardi cardi…anzi a bollore!”

 

Ingredienti:

polenta rappresa

abbondante olio di semi di arachidi

sale

 

 

L’ora dell’ormai. Un altro Bobo Rondelli


L'ora dell'ormai_copertina copia.jpgLivorno by night il tuo mare sorveglia nottambuli incalliti atleti del sorriso stanco che più di tutto temono il sale della vita ma te un lo puoi sapè di notte a Livorno piove sempre anche se non si vede Lacrime che bagnandomi il viso mi dicono che un giorno anch’io dovrò morire È notte sulla terrazza mascagni anche i lampioni dormono essa ospita i miei fantasmi e insieme aspettiamo la pioggia che non serve a dimenticare e mentre il libeccio mi spettina l’anima tetro ho un sorriso e respirando le righe del buoi mi sdraio dentro me Vista da un cieco stanotte Livorno è bellissima.

Livorno Nocturne…settima traccia del nuovo disco di Bobo Rondelli “L’ora dell’ormai”, scritta da Dimitri Espinoza (saffofonista nel disco e nella vita), ennesimo omaggio che il cantautore labronico dedica alla sua città…questa volta vista attraverso gli occhi bui di un cieco. Struggente ballata notturna in una Livorno solitaria, dannata, buia ma sempre bella, anzi di una bellezza che ti riempie il cuore ogni volta che parti e poi ritorni, ogni volta che ti vien voglia di scappare e poi non sai perché è l’unico posto al mondo dove ami vivere…Anche in quest’ultimo lavoro di produzione livornese (registrato da Antonio Castiello presso lo Studio Spaziozero in Via degli Asili, spazio purtroppo oramai chiuso), Rondelli non si nasconde dietro niente, regalandoci uno dei più bei dischi della sua carriera. Affetti (Per amarti, L’albero, Canto di un padre), ricordi (La giostra dell’amore, L’ora dell’ormai), lotte (Sporco denaro), amore (Angelo azzurro, Bambina mia, Sì a me delle donne, Tu mi fai cantare, Blu) si susseguono in quel suo modo unico di raccontarli attraverso parole e musica, che riescono sempre ad abbracciarti, a cullarti. Continua dunque a venir fuori il suo lato più intimo, nascosto, quello che ci piace e come dicono a Livorno “Bobo ci fa sta’ bene!”…perché se potessero i Livornesi, e forse qualcuno lo fà, si metterebbero in casa la gigantografia di Bobo! Ed aggiungo io: “Farebbero anche di morto bene!”.

C’è una traccia nel disco che è un piccolo capolavoro, una poesia di grande estetica, Franco Loi, dedicata al poeta dialettale di origini genovesi, tra l’altro autore anche della canzone Sì a me delle donne (tradotta poi in italiano e musicata da Bobo). È un po’ come entrare in un’altra stanza attirati da una voce calda, corposa, come quelle voci di nonni che da piccini ti raccontano le favole e te staresti ore ad ascoltarli. Voce come musica. Parole come suoni. Dunque grazie a Bobo che anche questa volta ci ha portato altrove!

Una terrazza sul mare

livorno_terrazza_mascagni.jpg

La prima volta che venni a Livorno non ebbi dubbi su dove andare. I miei amici livornesi (compagni di studi a Pisa) mi avevano tanto parlato della Terrazza Mascagni come uno dei posti più belli e suggestivi della città, e non solo.

Quando arrivi alla terrazza (dalla città o dal mare, precisamente dopo aver percorso tutta la costa livornese) l’impatto visivo è talmente forte da rimanerne subito affascinati. Il pavimento a scacchiera e la particolare balaustra costituiscono i tratti unici di questo meraviglioso affaccio sul mare.

Guai a chi tocca la terrazza! I livornesi amano questo posto più di ogni altra cosa ed hanno ragione. L’effetto ottico suscitato dalla camminata lascia stupefatti…nei giorni di sole, che sia estate o inverno,  passeggiare alla terrazza è un rituale al quale difficilmente si rinuncia…e quando lo fai nelle ore del tramonto allora sì che ti metti in pace con il mondo! Il sole che scende nel mare, entrando dalla balaustra, dipinge sul pavimento giochi di luce molto amati dai fotografi che si divertono a immortalarli dai vari punti di vista. Mi è capitato di andare alla terrazza nelle giornate di libeccio…allora sì che la si vive veramente! Le onde sorpassano la balaustra e arrivano ad inondare il pavimento (a volte in maniera talmente forte che sono stati necessari lavori di ripristino). Comunque, in un modo o nell’altro, l’impatto emotivo è unico. Parlando con alcuni livornesi, c’è chi la preferisce nelle giornate di vento:

“ Questa è Livorno! Il libeccio, il salmastro che si respira è meglio di qualsiasi medicina!”. Sono un po’ così i labronici, attaccati  alle loro cose in maniera viscerale, “di pancia” dicono loro e non c’è da stupirsi se anche a gennaio si vede qualcuno che, piacevolmente, fà il bagno in mare!

foto:  Eliandric ©iStockphoto.com

Arrivederci…

Con un po’ di tristezza devo annunciare i miei saluti da questo spazio. Sono passati due anni e mezzo e un sacco di chiacchiere…

Ora nuove esigenze lavorative e di famiglia mi hanno accorciato i tempi liberi. Come avrete notato non riesco più a seguire il blog con la necessaria costanza e quindi è giusto che qualcun altro prenda questo posto.

Nei prossimi giorni conoscerete la persona che vi accompagnerà ancora in giro per la nostra amata città. I migliori pat pat sulla spalla a lui/lei!

Io mi ricorderò sempre con piacere di alcuni post in particolare che hanno generato bei discorsi e begli incontri. E anche di quelli che hanno fatto arrabbiare in molti. Comunque grazie a tutti per il contributo e la partecipazione.

Ringrazio moltissimo anche Virgilio e Bitness (specie Tiziana con la sua infinita pazienza che mi ha aiutato in molti momenti di casini tecnici e non solo) e tutti gli altri blogger di Virgilio Città con cui si è condiviso molto in questi anni.

E allora arrivederci a tutti a risentirci…