Livorno… quattro per quattro!

Curva Nord Livorno, armando picchi, scuole allo stadio, operai alcoa, livorno calcioAd inizio mese vi avevo parlato dell’iniziativa di alcuni tifosi ed ultras amaranto che in una nottata avevano addobbato molte strade della città con bandiere, striscioni, cartelli inneggianti al Livorno e al rilancio del tifo allo stadio. Già, perchè se è vero che il calcio è lo sport o gioco più seguito e sentito, è altrettanto vero che da evento sportivo vissuto in prima persona è diventato per molti spettacolo o intrattenimento da vedere in tv. E Livorno di questo fenomeno ne ha risentito molto negli ultimi anni. Ma a volte basta poco per far tornare l’entusiasmo e riscoprire cosa vuol dire vedere una partita di calcio, magari di buon calcio, sugli spalti, partecipando in prima persona alla gara con il proprio tifo ed incitamento.

E così l’iniziativa che abbiamo segnalato e ricordato sopra ha avuto il merito e la fortuna di innescare una sorta di rinnovata passione, anche perchè la squadra è partita davvero forte, quattro vittorie per quattro partite e primato in classifica: goal a raffica e gioco divertente, ma soprattutto tanto tanto impegno che è l’aspetto che più preme ai tifosi.

Naturalmente come abbiamo già scritto il cuore di questa passione rinata è la Curva Nord, anima del tifo amaranto e luogo che ancora una volta si distingue per il suo sguardo che va ben oltre i destini di “22 uomini in mutande che rincorrono il pallone” (per recitare la frase luogo comune di chi davvero non si sforza di capire il valore sociale di questo sport/gioco, al di là delle moltissime contraddizioni, soprattutto in Italia, che lo contraddistinguono): non è un caso infatti che dal cuore della curva sia sabato, che durante la prima partita casalinga siano stati esposti striscioni in solidarietà a chi sta vivendo giorni drammatici come ad esempio gli operai dell’Alcoa. 

Più viva del solito anche la Gradinata (ancora per metà vuota: anche perchè il biglietto costa e non sarebbe male in questi tempi di crisi tenere i prezzi bassi e dare la possibilità a molte più persone di godersi lo stadio ed il Livorno) dove tra gli altri hanno assistito alla bella vittoria contro l’Empoli (4 a 2) anche cinquanta bambini delle scuole Primarie Carducci, che hanno inaugurato il bel progetto “Scuole allo Stadio”, elaborato dal Livorno Calcio in collaborazione con la Questura di Livorno, l’Ufficio Scolastico Provinciale e l’Atl che si pone l’obbiettivo di far conoscere ai più piccoli il Livorno, la sua Storia ed il suo Stadio.

Anche loro crediamo abbiano capito il perchè quando gioca il Livorno “io non resto a casa!”.

 

Prossimo appuntamento all’Armando Picchi martedì 25 settembre alle ore 20.45 contro il Cittadella. Tutti e tutte sotto i riflettori a tifare Livorno!

 

 

Foto: by Amex (alelivorno.it)

 

 

Info:

http://www.alelivorno.it/

 http://www.livornocalcio.it/

 

Quando il tifo colora le strade

livorno calcio, striscioni amaranto, curva nordUna delle grandi passioni della città di Livorno è da sempre l’attaccamento alla gloriosa squadra di calcio e alla maglia amaranto che la contraddistingue. Città e squadra sono sempre state fortemente legate l’una all’altra e lo Stadio Comunale di Ardenza, poi intitolato ad “Armando Picchi”, è sempre stato il luogo eletto per esprimere e ciclicamente rinsaldare questo legame.

Negli ultimi anni, per varie ragioni che non sto qui ad affrontare, questo legame sembra essersi un po’ indebolito ed allo stadio da tempo ormai non si vedono più i pienoni di una volta: i gradoni e gli spalti spesso regalano scorci tristi e desolanti.

Ad ogni modo, il campionato del Livorno Calcio (che ai meno e alle meno avvezze ricordiamo che gioca in Serie B) è ripartito con una convincente vittoria in trasferta e stasera (si è lunedì.. ma ormai è da anni che il calcio non è più appuntamento esclusivo della domenica: la legge della tv commerciale è implacabile) la squadra amaranto gioca la prima di campionato in casa.

Vuoi perchè è lunedì sera, vuoi perchè il meteo sembra promettere nuvole e pioggia, non credo che stasera l’Armando Picchi si riempia, ma sono sicura che il vero cuore pulsante dello stadio (e diciamolo, a volte sembra esserlo anche dell’intera città) ovvero la Curva Nord regalerà una cornice di pubblico dignitosa ed orgogliosa dei propri colori.

Da circa una settimana infatti molte strade della città sono state “colorate” d’amaranto (il blitz notturno è scattato tra lunedì e martedì) con bandierine, cartelli e striscioni che incitano la squadra e soprattutto invitano i livornesi a svegliarsi e tornare allo stadio.

Una iniziativa promossa da quel che resta del tifo caldo labronico, da quel che resta dei cosiddetti “ultras” amaranto, una iniziativa che ha suscitato naturalmente grande attenzione e clamore ed innescato immancabili polemiche da tastiera: già, perchè da dietro un computer criticare i gesti altrui è sempre molto comodo.

A me ha fatto piacere girare per la città ed imbattermi in questi cartelli e striscioni che speriamo davvero contribuiscano a riaccendere una passione collettiva che è davvero troppo importante, al di là del calcio in se, per Livorno e la sua storia.

Che dire, ci vediamo allo stadio!

 

 

25 per sempre

25morosini.jpgE’ lunedì…ma il sabato a Livorno non è stato un sabato come tutti gli altri…mentre il sole decideva che non sarebbe uscito e che la pioggia avrebbe bagnato un solito pomeriggio di calcio. Un pomeriggio come tanti altri fino al trentesimo minuto quando un ragazzo di venticinque anni si accascia sull’erba di un campo diverso e lontano da quello “baciato dal sole” dell’Armando Picchi: così è intitolato lo stadio comunale di Livorno, nel quartiere Ardenza, vicino a quel mar sovente “increspato dai venti..”.

Il campionato è quello di serie B, il campo quello di Pescara, dove la squadra amaranto stava giocando in trasferta, 25 il numero di quella maglia che d’un tratto diventa inanimata. La maglia è quella di Piermario Morosini. Il destino lo aveva portato da pochi mesi (gennaio) nella nostra città, ed il destino ha deciso che a questa città doveva ineluttabilmente rimanere legato per sempre.

Il tempo per un attimo si ferma, come un fermo immagine televisivo, ma la vita continua inesorabilmente a scorrere in quei momenti che rimarranno impressi per sempre negli occhi della gente… dove le lacrime si mischiano alla pioggia che fino a notte fonda continua a cadere sulla nostra città quasi a voler cancellare quelle immagini di una grigia giornata.

Quella gente che da subito attraverso internet (da Facebook a Twitter) ha seguito la drammatica vicenda conclusasi in un tempo amaramente breve, la stessa gente che, appresa la notizie della morte di quel giovane con il n°25 sulle spalle, ha espresso prima in rete tutta la tristezza, la rabbia, ma anche la solidarietà e l’affetto per questo giovane uomo morto con la maglia amaranto addosso, per poi radunarsi in una folla commossa la domenica mattina davanti al Picchi, sul Piazzale Montello, dove la bandiera amaranto sventola triste e a mezz’asta e dove uno striscione firmato Curva Nord recita “Nella tua vita hai lottato in campo l’hai dimostrato”. Questo inaspettato nuovo lutto (che cade alla fine di una settimana caratterizzata dalla commemorazione delle vittime del Moby Prince) ha scosso una città intera. Ma è tutta l’Italia ad essere stata colpita, e per una volta il “gioco” è stato interrotto: la FGCI ha sospeso i campionati, in altre competizioni sportive è stato osservato un minuto di silenzio e molti ultras e tifosi hanno voluto ricordare il giovane Piermario, da Pescara a Bergamo. Morosini è stato ricordato anche in altri stadi del mondo, dall’Inghilterra al Canada, alla vicina Spagna: a Madrid il giocatore amaranto è stato omaggiato con le musiche di Morricone (da C’era una volta il West) o a Valencia dove un tifoso del Barcellona ha esposto un cartello listato a lutto “Morosini siempre con nosotros”. Rimane un grande vuoto ed un diffuso sentimento d’impotenza.

La maglia n° 25 nel frattempo è stata ritirata e rimarrà per sempre la maglia del “Moro” alla cui memoria sarà dedicata la prossima partita interna del Livorno dove tutti i tifosi si sono dati moralmente appuntamento per salutarlo intonando al cielo alcune delle nostre parole più care..

 

Campi e prati baciati dal sole,
Il bel mare increspato dai venti,
ecco i luoghi dei nostri cimenti,
i teatri del nostro valor…

foto: gazzetta.it

Le telecronache di Vezio – Amarcord

vezio.jpgChi segue il calcio a Livorno non può non conoscere Vezio Benetti, telecronista tifoso di Granducato TV.

I commenti di Vezio sono ormai celeberrimi insieme anche ai suoi moccoli quando qualcuno sbaglia un gol davanti alla porta o quando non è -diciamo- d’accordo con l’arbitro…

Attacco questo video non solo per la telecronaca di Vezio ma anche per ricordare questo calcio di vent’anni fa, dove in C2 c’era lo stadio pieno. Che spettacolo…

 

 

Fine del sogno

padova.JPGPer quest’anno il sogno della serie A finisce a Padova. Una partita comunque molto bella e intensa quella giocata sabato dai nostri che fa onore ad un campionato giocato spesso su altri livelli e con altra intensità.

Alla fine è 3-2 per loro e bisogna fare i complimenti anche al Padova per averci sempre creduto e aver giocato a tratti anche meglio di noi. Sopratutto nel primo tempo quando sembravamo un po’ troppo intimoriti, specie sulla nostra fascia destra, dove Lambrughi sembrava aver decisamente sbagliato pomeriggio…

Il Gol di Danilo all’inizio del secondo tempo però, preceduto e legittimato da un periodo di buon gioco e occasioni per noi, ci aveva decisamente illuso. Tutto sembrava possibile in quel momento: vincere a Padova e col Frosinone e poi giocarci tutto da outsider nel finale di campionato dei Playoff. Invece è bastato pochissimo per pareggio e sorpasso del Padova: due a uno per loro con una facilità impressionante… Tutto sembrava finito… Invece ancora Danilo sporca in mischia una palla per il pareggio che avrebbe mantenuto viva la speranza fino all’ultima giornata. Eravamo al 41′ minuto del secondo tempo… Fino alla follia finale di Lambrughi che su un cross imprendibile del Padova pensa bene di stendere da dietro il suo uomo in mezzo all’area (che non ce l’avrebbe fatta a prenderla nemmeno fosse stato superman…). Trasformazione di Italiano e fine dei sogni per quest’anno.

Campionato strano, l’abbiamo già ridetto. Fatto di discrete -e anche buone- prestazioni contro le grandi del campionato – due vittorie sull’Atalanta per dirne una – e incredibili sconfitte e punti persi contro squadre di basso livello.

L’anno prossimo bisognerà riprovarci subito dall’inizio con una convinzione tutta diversa.

 

Livorno – Piacenza 1 – 0

Livorno-Piacenza.jpgLo dicevamo qui qualche settimana fa che questo era un campionato incredibile e che si poteva continuare a sperare nonostante tutto… Nonostante una squadra davvero ben poco esaltante che fa una fatica incredibile a concretizzare sopratutto. Il fatto è che gli altri sono messi ben poco meglio di noi. Questo è sicuramente uno dei campionati di serie B di più basso livello da che seguo il calcio.

Ma tant’è, prendiamoci le cose buone! Sabato un gollaccio di Dionisi a nove minuti dalla fine ci porta ancora a meno uno dall’ultimo posticino utile per continuare a giocarcela fino in fondo per la serie A. La cosa migliore della giornata è proprio questa: questi ragazzi sembrano avere acquisito un carattere e chissà che si stia costruendo un bel gruppo compatto che possa farci il regalo finale!… I superstiziosi sono autorizzati a toccarsi dove credono.

Intanto Sabato si va a Padova per uno spareggio fuori casa in cui si può soltanto vincere. E ovviamente sperare anche che l’Empoli non perda in casa col Torino. A quel punto tutto diventerebbe possibile!… 

Finale di Campionato

livorno_calcio_09-10.jpgQuest’anno qui sul blog si è parlato pochissimo del campionato di Serie B. Questa squadra non entusiasma davvero granché, anche se in realtà siamo sempre in corsa per un posticino nei play off che ci peremetterebbe di sognare ancora la Serie A.

Fino a non moltissimi anni fa era follia anche soltanto immaginare di giocare in Serie A, oggi la cosa non sembra neppure interessare… Questa è sicuramente la colpa più grossa di Spinelli che è riuscito prima ad accendere l’entusiasmo di una città intera e poi a disperdere in pochissimi anni un patrimonio di passione sportiva enorme.

Forse, comunque, la colpa non è solo di Spinelli ma anche del calcio come è diventato, dei tornelli, del Panino Amaranto che ora è al Picchianti, di Sky nei bar e all’Arci, della militarizzazione degli stadi, ecc…

Le colpe maggiori di Spinelli di questi ultimi anni invece, e qui sono forse in disaccordo con molti tifosi, non è esattamente quella che “un si fruga”, ma perché non è riuscito a costruire un progetto intorno a giocatori simbolo che avessero voglia di giocare a Livorno (magari livornesi… due nomi mi vengono in mente: Matteini e Moro), ma è sempre vissuto alla giornata campando su squadre di gente in prestito che passava da Livorno per poi andare da qualche altra parte. Si poteva fare una specie di Atletico Bilbao del calcio italiano… E squadre così secondo me si possono fare anche senza doversi frugare più di tanto… basta essere capaci e non al servizio dei grandi potentati calcistici.

E poi, ovviamente, i prezzi dei biglietti… Se la gente non va allo Stadio, secondo me la prima cosa da fare è abbassare i prezzi…

Quest’anno la squadra finalmente è stata costruita su giovani quasi tutti di proprietà, ma forse ora è troppo tardi… Questo finale di campionato dirà se la squadra c’è e possiamo ancora emozionarci per questo Livorno.

E’ stato un campionato stranissimo dove abbiamo giocato alla grande spesso con le squadra più forti e abbiamo fatto ridere (o piangere…) contro squadre decisamente inferiori. Ora mancano otto partite e si potrebbe ancora dire la nostra, anche perché gli avversari non sembrano messi molto megliodi noi… Io ci spero ancora insomma.

 

Walter Novellino

novellino.jpgBreve ritratto di Walter Novellino, l’allenatore che ci dovrà portare fuori dalla tempesta e – speriamo – a giocarcela fino in fondo per il ritorno in Serie A. Un allenatore di grande esperienza e di tutto rispetto. Speriamo che anche i giocatori ci mettano del loro; senza gambe e senza cattiveria ci potrebbe venire ad allenare anche Nereo Rocco ma sempre lì rimarremmo…

Vado con queste note biografiche di Novellino tratte da Wikipedia.

Calciatore

Ex centrocampista, ha vissuto l’infanzia a San Paolo del Brasiledove era emigrato con la famiglia al seguito del padre in cerca di lavoro; nel 1965, la famiglia fa ritorno in Italia, e il dodicenne Walter ha così modo di giocare prima a Montemarano, nel paese natìo, poi a Milano, dove al capofamiglia Giuseppe era stato garantito un posto di lavoro come capomeccanico; qui viene notato dagli osservatori del Torino, che lo portano nelle giovanili granata; aggregato alla prima squadra nel 1970, con il Toro fa il suo esordio in Serie A nella stagione 1972-1973 in Torino-Napoli; in seguito indossa tra le altre la casacca del Perugia e quella delMilan, dove gioca per 4 stagioni. A Milano viene spesso impiegato come attaccante anche se è una mezza punta o un tornante. Con il Milan vince lo scudetto nella stagione 1978-1979, quello della “stella”. Gioca in seguito nell’Ascoli e nel Catania. Vanta anche una presenza in Nazionale, a Firenze il 23 settembre 1978nell’amichevole vinta contro la Turchia per 1-0.

Deve a Giorgio Ferrini il soprannome Monzòn, per via di una vaga somiglianza con il pugile Carlos Monzon, nato quando Nino Benvenuti nel 1971 si recò allo Stadio Filadelfia a far visita agli allenamenti del Torino[1].

Allenatore

Esordisce come allenatore nel 1992 nel Perugia in Serie C1, venendo esonerato.

L’anno successivo allena il Gualdo, con cui ottiene prima la promozione dalla C2 alla C1 e l’anno dopo la finale play-off per la Serie B. Viene richiamato dal Perugia, allora in Serie B, ma viene nuovamente licenziato. Viene quindi ingaggiato da altre società di Serie B, prima il Ravenna, poi il Venezia, con cui nel 1998 conquista la promozione in Serie A.

La stagione successiva, sempre con il Venezia, ottiene la salvezza. Segue un ingaggio al Napoli in Serie B, con una nuova promozione (2000).

Specialista in questo tipo di traguardi, viene promosso in A con il Piacenza nel 2001 e con la Sampdoria nel 2003.

Novellino rimane alla Sampdoria per intraprendere un progetto a lungo termine con l’obiettivo di far tornare la squadra genovese ai massimi livelli del calcio italiano; dopo un 8º posto nel 2004 e un 5° nel 2005, la stagione 2005-2006 è tuttavia difficile per i blucerchiati, e viene conclusa in dodicesima posizione e l’eliminazione dalla Coppa UEFA e dalla Coppa Italia.

Quello del 2006-2007 è l’ultimo campionato con la Sampdoria, vissuto e concluso nelle posizioni mediane della classifica che consente ai blucerchiati di qualificarsi per l’Intertoto, grazie alla buona rosa a disposizione.

Il 6 giugno 2007 firma un contratto biennale con il Torino[2]. Viene esonerato nel mese di aprile del 2008, a sole 5 giornate dal termine del campionato, dopo gli scarsi risultati ottenuti con i granata, a rischio retrocessione[3].

Viene nuovamente chiamato alla guida del Torino l’8 dicembre 2008, in sostituzione di Gianni De Biasi, dopo la quindicesima giornata di campionato[4]. Il 24 marzo 2009 è a sua volta esonerato, con la squadra in zona retrocessione a sole 9 giornate dal termine del campionato.

L’11 giugno 2009 viene ingaggiato come allenatore della Reggina, appena retrocessa in Serie B, sottoscrivendo un contratto annuale con opzione per il secondo[5]. Il 24 ottobre 2009 viene esonerato[6] dopo la sconfitta subita il giorno precedente per 2 a 0 proprio dal ‘suo’ Torino, dopo aver raccolto 9 punti in 10 partite[7] e con la squadra quart’ultima in classifica.

Ritorna ad allenare l’anno successivo quando, il 12 febbraio 2011, gli viene affidata la guida del Livorno in sostituzione diBepi Pillon[8].

Novellino predilige il modulo di gioco 4-4-2. Uno dei suoi giocatori di riferimento è Sergio Volpi: dopo averlo avuto a disposizione nel Venezia, lo ha allenato anche nel Piacenza, nella Sampdoria e nella Reggina.

Nel 2010 è stato opinionista alla trasmissione di Rai 1 Notti Mondiali, condotta da Paola Ferrari, in diretta da Piazza di Siena a Roma.

Da luglio 2010 a febbraio 2011 è stato consulente e consigliere dell’A.S.D. Perugia Calcio, riformatasi dopo il secondo fallimento della società umbra.

 

Foto: spoletosport

 

Igor Protti

protti.jpgVista la magrezza dei risultati di questo periodo, guardo al passato per ricordare i bei tempi andati… E il più bel ricordo che ho della storia calcistica livornese ha un nome e un cognome: Igor Protti.

Protti è uno dei più grandi giocatori che abbiano mai vestito la maglia amaranto e sicuramente uno dei più amati. Quando tornò al Livorno in serie C dopo i grandi successi ottenuti in serie A, a Livorno si era capito che iniziava qualcosa di bellissimo. E infatti furono anni stupendi, pieni di successi e di grande passione. Anche quando non si è vinto il campionato si è sempre stati orgogliosi della nostra squadra, in tutte le categorie in cui si militava.

Protti era il simbolo di quella squadra, un uomo prima che un calciatore.

Come ricordo e ringraziamento metto questo gol e questa partita che ancora mi emoziona…

 

Cristiano ripensaci!

lucarelli.jpgDico anch’io la mia sulla vicenda Cristiano Lucarelli e famiglia e scontri verbali coi tifosi via web.

Riassumo brevemente la storia per chi non la conoscesse. Tutto nasce da un indagine per presunti abusi della mamma di Cristiano per l’assegnazione di un alloggio popolare. Penso che qualcuno sospetti che la casa non sia dovuta visto che la signora è mamma e moglie di milionari. Si scatena però la rabbia del babbo di Cristiano, che sul Tirreno si sfoga con la città, vile e ingrata, e fa un po’ il pottaione…

Di rimando, molto prevedibile, la rabbia di molti tifosi su un forum di discussione in internet. Fin qui direi tutto normale e tutto molto livornese…

Questo idillio da vecchia commedia vernacolare viene però interrotto dalla notizia che i Lucarelli vogliono querelare per ingiurie e diffamazione i tifosi che hanno scritto quei post sul forum! Una cosa mai vista!!…

Cristiano e Alessandro, ripensateci almeno voi. Voi che sapete cosa voglia dire essere calciatori con tutti gli onori ma anche oneri. Lo sberleffo e anche l’insulto (scusate) dei tifosi ci stanno e rientrano nel gioco. E’ il prezzo che dovete pagare per la vita piena di comfort che vi è concessa. Lo avete sempre saputo… Quindi fate ragionare il babbo e ritirata la querela se davvero è stata presentata.

Foto: calciomercato.it