Combat Comics: quattro giorni di fumetti a Livorno

teaterofficina refugio, combat comics 2012Si è conclusa domenica 18 la prima edizione del Festival Combat (una produzione del TeatrOfficina Refugio),  microfestival dedicato al fumetto di ‘denuncia e realta’ autoprodotto.

Sono stati giorni intensi pieni di presentazioni, mostre, video e musica, tutti in una qualche maniera ‘dentro’ al linguaggio della cosiddetta ‘nona arte’.

Il TeatrOfficina Refugio, visto il successo delle quattro giornate del festival, ringrazia tutti i partecipanti e invita tutti gli interessati alla prossima edizione, cercando di avviare già da subito un proseguo a questo percorso.

Già il fumetto aveva animato il palco del Teatrofficina Refugio e da ciò la volontà di ripensare ed auto produrre un vero e proprio festival, un micofestival (anche se poi proprio micro non è stato), dedicato a quel tipo di fumetto che non solo racconta la realtà ma cerca di cambiaria.

La grande partecipazione e la necessità di dare spazio alla nona arte, soprattutto nella nostra città, hanno fatto decidere di proseguire il percorso intrapreso, per poter dialogare al meglio con le realtà combat dei fumetti e delle narrazioni grafiche.

L’auspicio è di poterlo fare con ancor più partecipazione, con la convinzione che l’autoproduzione, collettiva e dal basso, sia una pratica e una risorsa che permette una concreta libertà espressiva.

Ogni giovedì alle ore 21.30 il Tor è aperto sugli Scali del Refugio,8  e potete scrivere le vostre idee e commenti a teatrofficinarefugio@gmail.com

 

Saluti Combat!

 

Foto: Irene Carmassi

Corti di Sabbia…piccoli film in riva al mare!


corti di sabbia, bagni vittorio emanuele, calambrone, diego collaveri, paolo e marco bruciati, marco sisiCome sapete questo blog è dedicato a Livorno. Beh, per una volta sconfiniamo… ed arriviamo al Calambrone, (provincia di Pisa per ora), località di Mare tra Livorno e Tirrenia (nota per le ex Colonie di Mare, molte delle quali negli ultimi anni, ripristinate od in via di riqualificazione). Non siamo ai Caraibi, è chiaro. Ma ci sono comunque il mare, la sabbia e questi sì, splendidi tramonti.

Perché vi sto “portando” al Calambrone?

Perché è li che si trovano (lungo la via Tirreno al n. 68 i Bagni Vittorio Emanuele, stabilimento balneare che ospita la prima edizione del Festival Corti di Sabbia, iniziativa dedicata al cortometraggio cinematografico e all’audiovisivo breve in genere promossa dall’Associazione Stranamente di Livorno (che credevate.. questo blog è imprescindibile da Livorno) nell’ambito di una più vasta progettualità, attivata dall’iniziativa di Patrizia Romano e Veronica Socci, che spazia dalla letteratura (“Scritti sulla Sabbia”) al teatro (“Palcoscenico sulla Sabbia”), all’espressività artistica (“Color Sabbia”) denominata BIANCO SABBIA, organizzata in collaborazione proprio con la gestione dei Bagni V.E.

Il Festival, che è poi un Concorso con tanto di Bando, giuria popolare e giuria tecnica (anche questa tutta labronica: dal regista e montatore Marco Sisi, allo scrittore e sceneggiatore Diego Collaveri, ai videomakers Paolo e Marco Bruciati), è partito domenica 29 Luglio e si è articolato nelle altre due domeniche successive d’Agosto: in queste tre serate sono stati proiettati sia i corti in concorso che altri lavori fuori concorso.

Domenica prossima, 19 agosto, si tireranno invece le somme durante la serata finale del Festival, durante la quale saranno proiettati i corti finalisti e naturalmente poi decretati e poi premiati i vincitori.

Una serata quindi da non perdere e consigliata vivamente a tutti ed a tutte le amanti del cinema, dell’audivisivo, e dello star bene in generale.

 

 

 

 www.facebook.com/CortidiSabbia

 

Foto: www.bagnivittorioemanuele.it

 

In giro nella Notte Blu, tra Caproni e Barontini

Coppa Barontini, Borgo Cappuccini, Bodeguita, Barrocciaia, Quartiere Venezia, notte blu livorno, fortezza vecchia, P.zza Cavallotti, pentagono buontalenti,Per il secondo anno consecutivo uno dei tradizionali appuntamenti della vita dei Livornesi, la “Coppa Ilio Barontini”, gara remiera a cronometro che si svolge lungo i fossi medicei, è stato organizzato in contemporanea con altro evento di socializzazione (e rilancio commerciale) dell’estate della provincia labronica, ovvero la Notte Blu, con negozi aperti fino a tarda sera e spettacoli sparsi in vari angoli della città.

Come ricordavo in un post di un paio di settimane fà, le gare remiere sono occasioni per riscoprire ogni anno la natura acquatica della città. Nello specifico la Coppa Barontini, intitolata al livornese Ilio Barontini (leggendario comandante partigiano, membro della Assemblea costituente e Senatore della Repubblica, scomparso nel 1951) e giunta quest’anno alla 45esima edizione, ci permette di godere dei percorsi e specchi d’acqua dei “Fossi” (canali scavati a partire dal XVI secolo su iniziativa di Cosimo I dei Medici), la cintura d’acqua che partendo dalla Darsena Nuova abbraccia il cosiddetto pentagono del Buontalenti (la pianta storica della città, diciamo il centro storico, per quanto atipico rispetto al canonico centro storico dell’immaginario comune, soprattutto della Toscana) e che si perde nei canali del Quartiere Venezia per poi ricongiungersi al mare sotto la Fortezza Vecchia, di fianco alla Darsena Vecchia.

Andare a vedere la Barontini vuol dire quindi innanzitutto godersi i percorsi e gli scorci insoliti della città di sera, che cambiano a seconda da dove si arrivi e dove si voglia arrivare (perchè la coppa la si può seguire da molti posti diversi). Percorsi e scorci da due anni arricchiti dall’incrocio con gli eventi della Notte Blu, che se da una parte distoglie l’attenzione dalla gara, dall’altra porta molte più persone in strada, anche chi è meno affezionato ai gozzi e che magari, vogliamo sperare, ne abbia per caso, attraversando un ponte o sostando su una spalletta in Venezia, scoperto la forza e la magia.

Io sono partita dal quartiere dove vivo Borgo dei Cappuccini, risalendo la lunga Via Verdi ed attraversando la Piazza Cavour in direzione degli Scali Olandesi.. ma per l’occasione mi sono permessa una deviazione nella vicina e raccolta P.zza Caproni, uno spicchio di città intitolata ad un suo immenso personaggio, il poeta Giorgio Caproni, dove era stata organizzata una maratona notturna di letture. Giusto il tempo per godere in silenzio della lettura di alcuni suoi versi che poi mi hanno accompagnata per tutto il resto della serata, attraversando il ponte davanti a Via Novelli, passando di fianco al Mercato Centrale per risalire gli Scali Saffi prima e San Cosimo poi per poi curvare, godendo di un suggestivo scenario naturale, a sinistra verso P.zza della Repubblica, ovvero un immenso e largo ponte di fatto, sotto al quale passano infatti i gozzi dei vari rioni che si contendono la Coppa e che sbucano dall’altra parte nello specchio d’acqua che circonda la Fortezza Nuova. Dalle grate nel mezzo alla P.zza si possono sentire le voci e vedere i remi dei vogatori nel massimo del loro sforzo da una prospettiva davvero speciale. E poi ancora perdersi nei colori e riflessi dei palazzi degli Scali delle Cantine, che dal Pontino portano seguendoli in Venezia, dove la Coppa viene seguita da ponti e spallette tra un ponce, una birra o il celebre mojito della Bodeguita, uno dei tanti locali del caratteristico quartiere.

E proprio da P.zza dei Domenicani (giusto sopra la Bodeguita) dove spicca la cupola ottagonale della Chiesa di Santa Caterina, in direzione di Via della Madonna e transitando da P.zza Cavallotti, ancora animata dai musicisti dell’Orchestrina e da chi ancora mangia e beve ai tavoli della mitica Barrocciaia me ne torno stanca verso casa. Stanca ma vincitrice, già, perchè nel frattempo mi sono scordata di dirvi che questa 45esima edizione della Barontini durante la quale si è ricordato la scomparsa recente (6 aprile) di un grande livornese amante dello sport Gino Calderini (presidente provinciale del Coni) l’ha vinta proprio l’armo bianconero a 10 remi del Borgo Cappuccini.

Cosa volere di più da una notte blu?


Foto: Martina Bacci


 

 

 

Lucciole in festa a Villa Regina

festa delle lucciole, villa regina, wwf livornoSabato 9 giugno non è stata una serata come tutte le altre quella che si è svolta a Villa Regina (splendido parco situato nel quartiere di Borgo dei Cappuccini). Come ogni anno (questa era la settima edizione), il WWF ha organizzato la Festa delle lucciole. Molto suggestivo il percorso tracciato con le lanterne lungo i vialetti. Il tempo sembra fermarsi davanti allo spettacolo naturale delle lucciole che, nonostante l’invasione dei lampioni urbani e il rumore del traffico, anche questa volta sono apparse numerose per la gioia di grandi e piccini. È impagabile la meraviglia negli occhi dei bambini davanti alle piccole lucine ad intermittenza e per una sera niente televisione e giocattoli per vivere un momento semplice e pulito immersi nella natura. Al prossimo anno, sempre con la speranza che le lucciole ci allietino con la loro presenza!

 

Livorno: città del cinema nei libri e sullo schermo

cinema, biblioteca labronica, Fondo Athos Rinaldi, Marco Sisi, Livorno super starIl cinema è una delle mie grandi passioni. Ed un aspetto che mi piace di questa città è proprio il suo particolare rapporto con il cinema. Dai primissimi spettacoli di fine ‘800 presentati sull’allora Spianata dei Cavalleggeri, dove ora c’è la bellissima Terrazza Mascagni, ai recenti successi del regista labronico Paolo Virzì. Ve ne ho parlato, o meglio, scritto, anche recentemente raccontando la mostra del fotografo Paolo Ciriello, che appunto mette spesso a servizio del cinema la sua capacità di catturare in un click momenti del set ed espressioni uniche di attori ed attrici.

In quel post ho accennato anche che nel luogo di allestimento della mostra, ovvero il primo piano della Villa Fabbricotti, struttura pubblica adibita a biblioteca, circondata dal verde, a due passi dal centro città, è custodito un piccolo tesoro che ancora una volta sottolinea il rapporto tra Livorno e la settima arte, ovvero il Fondo Bibliografico “Athos Rinaldi”, donato alla comunità pubblica dalla famiglia Rinaldi, dopo la scomparsa del creatore di quella raccolta, Athos appunto, chimico di professione ma amante del cinema ed autodidatta del suo studio ed approfondimento, ha dedicato una vita a raccogliere e collezionare (e leggere) libri e riviste di cinema.

Ogni anno la famiglia insieme alla Biblioteca Labronica “F.D. Guerrazzi”, Istituzioni pubbliche e con il supporto dell’Associazione “Livorno città del Cinema” che lo stesso Rinaldi, insieme ad altri amici, creò nel 2002, promuove un incontro pubblico per ricordare la figura di Athos, valorizzando allo stesso tempo il Fondo Bibliografico e promuovendo lo studio della cultura cinematografica approfondendo così il rapporto tra il cinema e la città.

Così è stato lunedì scorso, 28 maggio, con l’iniziativa, molto partecipata, strutturata sulla presentazione del lavoro audiovisivo e bibliografico di un altro livornese doc, videomaker, amante del cinema e montatore di professione, Marco Sisi, autore del volume Livorno Superstar. La mia città dentro il cinema (ETS 2005) e dell’omonimo documentario, in cui sono raccolte le immagini di tutti quei film che hanno impresso Livorno ed i suoi paesaggi come scenario delle loro storie. Un bellissimo viaggio nella città di celluloide. Durante il pomeriggio è stato proiettato anche un documentario “Jewels of Tuscany” sulla Livorno di cinquant’anni fà (http://www.youtube.com/watch?v=oYT_UkDPXfQ)

Un accurato lavoro, quello di Marco Sisi, nel quale scoprire o riscoprire quel legame indissolubile a cui mi riferivo all’inizio di questo post. Un emozionante viaggio per conoscere meglio il profilo di questa nostra città e ricordare quello che oramai non c’è più.

 

 

Come si faceva un tempo. Piccolo mercato di scambio, riuso e autoproduzione

teatrofficina refugio, take it easy, baratto, Ci sono dei piccoli avvenimenti che riescono a cambiare per un giorno (un pomeriggio) il modo di vivere nella tua città e riscrivere il tempo, le abitudini, mescolare le emozioni, riscoprendo tradizioni perdute e cancellate dalla velocità della vita di tutti i giorni. Venerdì 18 (prossimo appuntamento venerdì 25 Maggio), in occasione di Ecologia e Riciclo Urbano (un mese dedicato a dibattiti, spettacoli, laboratori, assaggi e baratto, per alimentare lo scambio di competenze e di idee ecologiche nello sviluppo di una concreta soluzione possibile) ideato e ospitato dal Teatrofficina Refugio, l’associazione Take it Easy (attiva da anni sul territorio) ha organizzato un piccolo mercato di scambio e riuso. Stuoie e teli per allestire il proprio spazio e cesti o scatole per esporre oggetti, vestiti da barattare bastano ad allestire con semplicità un luogo.

L’iniziativa sarà ripetuta venerdì 25 maggio dalle 17 alle 20 ed il fatto che avvenga in uno dei quartieri più belli della città e in un luogo occupato ed autogestito dà un valore aggiunto all’evento.

Quindi… non mancate!

 

 

http://www.associazionetakeiteasy.it/info/

http://www.myspace.com/takeiteasymagazine

http://www.flickr.com/photos/takeiteasymagazine/

 

foto: TeatrOfficinaRefugio

Livorno noir, Livorno pulp! Win For Death. L’ultimo reality di Daniele Cerrai

 

daniele cerrai, libreria gaia scienza, win for death, Più si vive a Livorno, più si scoprono aspetti a prima vista nascosti della sua identità. Un’identità multipla, plurale, espressa a più voci e raccontata da diversi punti di vista attraverso varie attività, discipline, linguaggi. Tra questi anche la scrittura, la letteratura, anche se, a dire il vero, fino ad alcuni anni fà latitava una vera e propria narrativa di autori labronici (ricca invece la tradizione poetica e la saggistica), soprattutto delle generazioni più giovani, quelle cresciute tra la fine degli anni ’70 e la metà dei ’90. Poi, anno dopo anno, hanno iniziato ad emergere dai cassetti racconti e storie e ci siamo imbattuti in nuove opere ed in nuovi autori: da Emiliano Dominici ad Aldo Galeazzi, entrambi ad esempio editi dalla locale casa editrice Erasmo, legata alla Libreria Gaia Scienza, che si trova in pieno centro (via di Franco 12).

 

Tra questi ne spicca però uno, decisamente atipico (come molti contratti di lavoro del nostro tempo), che negli ultimi anni ha saputo dare continuità alla scrittura nella forma romanzo, creando per altro un’ottima sinergia tra il libro ed internet: Daniele Cerrai. Nato a Livorno nel 1977, esperto in tematiche ambientali e molto attivo e conosciuto in città e non solo per il suo impegno sociale, Cerrai ha esordito nel 2009 con Non è tempo di eroi (Zona), un romanzo pulp ambientato in una città di porto che somiglia tanto alla nostra Livorno, nella quale l’autore si addentra, fino al cuore, scoprendone l’ “orrore” nascosto. Poi nel maggio del 2011 ha bissato con la pubblicazione de Il circo Ivankovic (Round Robin), un romanzo ambientato in una generica periferia di una ancora più generica cittadina di provincia, dove il senso comune è geneticamente modificato e condizionato da falsi miti, cattiva cronaca e leggende metropolitane. Ed arriviamo così al recente Win for Death. L’ultimo reality, il suo terzo romanzo, questa volta autoprodotto e distribuito (da metà aprile scorso) inizialmente in rete in formato PDF, per poi trovare sostanza cartacea, con la formula del Creative Commons (nell’edizione stampata e pubblicata da MediaPrint Livorno). Un racconto polifonico ambientato in una Roma del nostro tempo all’orizzonte del quale si profila una sorta di apocalisse, come si dice vorrebbe il famoso calendario Azteco, nel quale agiscono, cinici, quattro oscuri personaggi legati ad una società segreta dedita ad inventarsi svaghi, fino ad inventarsi lo svago finale, ovvero giocare, scommettendo, sulla (e con la) vita degli altri.

 

Buona lettura!

 

Domani pomeriggio il libro sarà presentato alla libreria Gaia Scienza alle ore 18, ovviamente alla presenza dell’autore introdotto da Paolo Bruciati.

 

 

 

“Win For Death – L’ultimo reality” booktrailer

 

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=vM_atvpZqao

 

http://www.editricezona.it/nonetempodieroi.htm

 

http://www.ilcircoivankovic.it/

 

http://winfordeath.it/

 

 

70m2 che lasciano il segno!

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Nel cuore di questa strana e contraddittoria città d’adozione che è Livorno, a due passi dall’Attias ed ancora meno da P.zza della Vittoria, è nato pochi anni fa su iniziativa di 3 architetti lo studio d’architettura nonché spazio espositivo 70m2, un luogo che da subito si è connotato come contenitore capace di adattarsi al contenuto ospitato all’insegna della contaminazione tra ambiti, arti e differenti discipline, espressi da individui e gruppi accomunati dalla creatività e dalla ricerca. Nei 70 metriquadrati di Via Poggiali 10 (questo l’indirizzo preciso) si sono incontrati nel tempo architettura, cibo, design, fotografia, musica, e spesso calici di buon vino.

Recentemente 70m2 ha dato spazio ad una delle tante discipline artistiche che hanno forte tradizione in città in termini di esperienza e talento espresso, ovvero il fumetto (comprendendo l’illustrazione in genere, quindi anche declinato alla vignetta, alla satira: non a caso Livorno è la casa madre del mensile satirico di respiro nazionale Il Vernacoliere), con l’allestimento “Lasciare il segno”, strutturato sull’esposizione di alcune tavole inedite e non di 4 autori che hanno animato due differenti appuntamenti nelle ultime due settimane di aprile. Il 20 gli ospiti sono stati due punte di diamante della scena satirica (e non) di origine labronica, Daniele Caluri ed Emiliano Pagani, ovvero i Paguri, padri di molti antieroi del Vernacoliere prima e di altri progetti poi in proprio (tra le altre cose Caluri ha collaborato anche per alcuni albi Bonelli). Il 27 invece è stata la volta del duo Francesco Ripoli Gianfranco Maffei entrambi autori per la casa editrice Becco Giallo, che da anni dà spazio al fumetto declinato all’impegno sociale ed alla salvaguardia della memoria storica del nostro paese. Ripoli, livornese di nascita ma cresciuto in provincia a Rosignano Solvay, nel 2007 ha esordito con il volume Ilaria Alpi: Il Prezzo della Verità (scritto da Marco Rizzo); Maffei, anche lui toscano “di mare”, ma della vicina Viareggio, nel 2011 ha presentato Viareggio. Una strage annunciata, graphic novel dedicata alla drammatica strage del 29 giugno 2009. 

La bianca linearità delle pareti di 70m2 si è così incrociata perfettamente con le chine ed i colori di quel linguaggio espressivo che è il fumetto, linguaggio che può essere utilizzato in diverse forme e modi e che varia da autore ad autore, garantendo diversi risultati mantenendo sempre l’efficacia della narrazione per immagini del nostro stesso mondo.

Ogni volta che si passeggia in questa città si scopre sempre qualcosa, angoli e posti interessanti…è così che ho scoperto questo studio un pomeriggio di qualche anno fà girovagando in bicicletta.

 

Informazioni generali

arch. Lucia Posarelli: lucia@70m2.it
arch. Marco Lulli: marco@70m2.it
arch. Marta Righeschi: marta@70m2.it
dott.ssa Alessandra Dini Hidalgo (resp. comunicazione)

 

https://www.facebook.com/pages/70m2/189063258660

 

http://www.70m2.it/filosofia.htm


foto: 70m2

 

Spazio Zero – Cultura inagibile

Lascio decisamente spazio a parole musica e immagini di questo bellissimo video (e a quelli successivi) a proposito della chiusura dello SpazioZero. Purtroppo la festa di addio (arrivederci, speriamo) è già passata – e anch’io me la sono persa purtroppo! – ma questi video restano come testimonianza di uno spazio che non dovrebbe morire.

Effetto Venezia

effettovenezia.gifCom’è ovvio, Effetto Venezia si farà. Non avevo dato conto dei problemi, degli annunci e delle mezze smentite sulla possibilità che quest’anno la più importante manifestazione culturale livornese non si tenesse.

Qualche settimana fa l’amministrazione comunale era stata addiritura perentoria: Effetto Venezia quest’anno non si può fare, non ci sono i soldi. Fine dei discorsi, nessuna apertura possibile. Poi però è iniziato il lungo balletto delle altalenanti dichiarazioni di questo e di quello.

Non avevo riportato di questa giostra, un po’ perché questi discorsi mi annoiano, e un po’ perché non ci credevo più di tanto… Mi pareva impossibile che Livorno perdesse Effetto Venezia. E infatti è di ieri la comunicazione (questa pare definitiva, speriamo…) che i soldi si sono trovati e come ogni anno, a fine Luglio, la Venezia si colorerà di luci e colori per un nuovo appuntamento con Effetto Venezia.

Appena avrò il programma, ovviamente lo pubblicherò su queste pagine. Intanto, possiamo tirare un sospiro di sollievo… Fino all’anno prossimo!!