W i chicchi!

candycanes.jpgGiorni freddi di un sole limpido…il mercato è pieno di colori e voci. Noci, noccioline, datteri, frutta secca  e candita di tutti i tipi, a Livorno “i chicchi” non mancano mai! Un personaggio tipico della nostra città è stato ed è ancora oggi il chiccaio. Nei racconti delle nonne girava in bicicletta con davanti incorporato un carretto che custodiva tante bontà e meraviglie. Appena i bambini intenti nel gioco sentivano la sua voce si interrompevano immediatamente e gli correvano incontro: noccioline, seme, carrubbe, zizzole, chicchi di zucchero e perfino buste sorpresa, ma quelli che più attiravano l’attenzione erano i “chicchi di menta” o “duri di menta” che costavano poco. Questi nascevano da una tradizione natalizia nella quale si voleva rappresentare il Signore dolce ma nel contempo solido come una roccia. A livorno il colore era verde appunto e ci volevano i denti “boni” (dicevano gli anziani !). Oggi i chiccai vendono grandi varietà di dolcetti di tutte le forme possibili ed immaginabili ma vorrei raccontarvi la ricetta dei chicchi di menta per ritrovare un po’ quel sapore antico e genuino oramai svanito….

 

Dosi per qualche durone di menta

 

400 gr di zucchero

olio q.b.

pochi cucchiai di acqua

essenze coloranti q.b.

 

Sciogliere lo zucchero con qualche cucchiaio d’acqua a 150°, poi colarlo su di una lastra di marmo precedentemente oliata e impastarlo continuamente fino a farlo risultare compatto lasciandolo ancora caldo e malleabile.

Dividere l’impasto in due parti e unire l’essenze colorate di menta e fragola. Lavorarlo fino a creare dei bastoncini e chicchi di menta. Il procedimento è semplice e consiste nel distendere la massa facendo una specie di treccia, continuamente riportata al suo punto di partenza. Questo allungamento continuo rende lo zucchero filoso e un attimo prima che si freddi procedere al taglio e gustatevi quel sapore unico e magico!

 

(da Paolo Ciolli, La pasticceria a Livorno Storie e ricette, Ed. Erasmo 2010)

Combat Comics: quattro giorni di fumetti a Livorno

teaterofficina refugio, combat comics 2012Si è conclusa domenica 18 la prima edizione del Festival Combat (una produzione del TeatrOfficina Refugio),  microfestival dedicato al fumetto di ‘denuncia e realta’ autoprodotto.

Sono stati giorni intensi pieni di presentazioni, mostre, video e musica, tutti in una qualche maniera ‘dentro’ al linguaggio della cosiddetta ‘nona arte’.

Il TeatrOfficina Refugio, visto il successo delle quattro giornate del festival, ringrazia tutti i partecipanti e invita tutti gli interessati alla prossima edizione, cercando di avviare già da subito un proseguo a questo percorso.

Già il fumetto aveva animato il palco del Teatrofficina Refugio e da ciò la volontà di ripensare ed auto produrre un vero e proprio festival, un micofestival (anche se poi proprio micro non è stato), dedicato a quel tipo di fumetto che non solo racconta la realtà ma cerca di cambiaria.

La grande partecipazione e la necessità di dare spazio alla nona arte, soprattutto nella nostra città, hanno fatto decidere di proseguire il percorso intrapreso, per poter dialogare al meglio con le realtà combat dei fumetti e delle narrazioni grafiche.

L’auspicio è di poterlo fare con ancor più partecipazione, con la convinzione che l’autoproduzione, collettiva e dal basso, sia una pratica e una risorsa che permette una concreta libertà espressiva.

Ogni giovedì alle ore 21.30 il Tor è aperto sugli Scali del Refugio,8  e potete scrivere le vostre idee e commenti a teatrofficinarefugio@gmail.com

 

Saluti Combat!

 

Foto: Irene Carmassi

C’era una volta…la libreria Gaia Scienza

libreria gaia scienza, libreria feltrinelli livornoLa nostra città ha subito molti cambiamenti in questi ultimi anni, molti cinema hanno chiuso i battenti (magari diventando parcheggi o gallerie di negozi di catene di abbigliamento), negozi storici si sono ritrovati a calare la saracinesca sopraffatti da altre realtà che oramai hanno preso il sopravvento, i quartieri stanno diventando anonimi (menomale abito in un quartiere che ancora cerca di resistere a questa omologazione generale!)…qualche giorno fa è stata inaugurata la libreria Feltrinelli, i locali sono quelli della libreria Gaia Scienza, quindi una libreria che non ha chiuso ma è diventata altro (di catena)…senza nulla togliere alla Feltrinelli che da sempre si distingue in ambito librario con una qualità al di sopra della media, questo cambiamento non riesco ad accettarlo. Ho sempre sognato di vivere in una città dove nei posti che scegli ti senti a casa (così era nella libreria di via di Franco) e dove, con le persone che incontri riesci a condividere passioni, progetti e a non vedere il mondo tutto uguale. Qualcuno è ancora rimasto in città, per fortuna!

Quì una volta c’era la libreria Gaia Scienza…è stato un luogo importante per la città e tante belle persone sono passate di lì…” ,“ e poi mamma?…racconta ancora…”.

Biblioteca al mare, leggere sotto l’ombrellone

biblioteca al mare, cooperativa itinera, biblioteca labronica, bagni pejani, bagni lidoQuando si và al mare si porta sempre un libro dietro per il gusto di leggere rilassandosi tra un bagno e l’altro o anche (come spesso accade per isolarsi, magari da un vicino di ombrellone non troppo simpatico!).

Questa volta ben duecentocinquanta libri sono arrivati negli stabilimenti balneari (Bagni Pejani e Bagni Lido) grazie all’iniziativa “ Biblioteca al mare”. Nei mesi di luglio e agosto, ogni martedì e venerdì mattina grazie alla Cooperativa Itinera (operante in città da diversi anni in ambito culturale) in collaborazione con la Biblioteca Comunale F. D. Guerrazzi, allestendo anche una postazione internet per effettuare ricerche bibliografiche per scegliere il libro da prendere in prestito dal romanzo al giallo,al fumetto, dal thriller al libro di avventura ma anche i bambini hanno fatto la loro scelta. L’iniziativa ha avuto molto successo e chissà se nei prossimi mesi si ripeterà in altri luoghi della città magari al Mercato Centrale o al Teatro Goldoni…

Livorno: città del cinema nei libri e sullo schermo

cinema, biblioteca labronica, Fondo Athos Rinaldi, Marco Sisi, Livorno super starIl cinema è una delle mie grandi passioni. Ed un aspetto che mi piace di questa città è proprio il suo particolare rapporto con il cinema. Dai primissimi spettacoli di fine ‘800 presentati sull’allora Spianata dei Cavalleggeri, dove ora c’è la bellissima Terrazza Mascagni, ai recenti successi del regista labronico Paolo Virzì. Ve ne ho parlato, o meglio, scritto, anche recentemente raccontando la mostra del fotografo Paolo Ciriello, che appunto mette spesso a servizio del cinema la sua capacità di catturare in un click momenti del set ed espressioni uniche di attori ed attrici.

In quel post ho accennato anche che nel luogo di allestimento della mostra, ovvero il primo piano della Villa Fabbricotti, struttura pubblica adibita a biblioteca, circondata dal verde, a due passi dal centro città, è custodito un piccolo tesoro che ancora una volta sottolinea il rapporto tra Livorno e la settima arte, ovvero il Fondo Bibliografico “Athos Rinaldi”, donato alla comunità pubblica dalla famiglia Rinaldi, dopo la scomparsa del creatore di quella raccolta, Athos appunto, chimico di professione ma amante del cinema ed autodidatta del suo studio ed approfondimento, ha dedicato una vita a raccogliere e collezionare (e leggere) libri e riviste di cinema.

Ogni anno la famiglia insieme alla Biblioteca Labronica “F.D. Guerrazzi”, Istituzioni pubbliche e con il supporto dell’Associazione “Livorno città del Cinema” che lo stesso Rinaldi, insieme ad altri amici, creò nel 2002, promuove un incontro pubblico per ricordare la figura di Athos, valorizzando allo stesso tempo il Fondo Bibliografico e promuovendo lo studio della cultura cinematografica approfondendo così il rapporto tra il cinema e la città.

Così è stato lunedì scorso, 28 maggio, con l’iniziativa, molto partecipata, strutturata sulla presentazione del lavoro audiovisivo e bibliografico di un altro livornese doc, videomaker, amante del cinema e montatore di professione, Marco Sisi, autore del volume Livorno Superstar. La mia città dentro il cinema (ETS 2005) e dell’omonimo documentario, in cui sono raccolte le immagini di tutti quei film che hanno impresso Livorno ed i suoi paesaggi come scenario delle loro storie. Un bellissimo viaggio nella città di celluloide. Durante il pomeriggio è stato proiettato anche un documentario “Jewels of Tuscany” sulla Livorno di cinquant’anni fà (http://www.youtube.com/watch?v=oYT_UkDPXfQ)

Un accurato lavoro, quello di Marco Sisi, nel quale scoprire o riscoprire quel legame indissolubile a cui mi riferivo all’inizio di questo post. Un emozionante viaggio per conoscere meglio il profilo di questa nostra città e ricordare quello che oramai non c’è più.

 

 

Livorno noir, Livorno pulp! Win For Death. L’ultimo reality di Daniele Cerrai

 

daniele cerrai, libreria gaia scienza, win for death, Più si vive a Livorno, più si scoprono aspetti a prima vista nascosti della sua identità. Un’identità multipla, plurale, espressa a più voci e raccontata da diversi punti di vista attraverso varie attività, discipline, linguaggi. Tra questi anche la scrittura, la letteratura, anche se, a dire il vero, fino ad alcuni anni fà latitava una vera e propria narrativa di autori labronici (ricca invece la tradizione poetica e la saggistica), soprattutto delle generazioni più giovani, quelle cresciute tra la fine degli anni ’70 e la metà dei ’90. Poi, anno dopo anno, hanno iniziato ad emergere dai cassetti racconti e storie e ci siamo imbattuti in nuove opere ed in nuovi autori: da Emiliano Dominici ad Aldo Galeazzi, entrambi ad esempio editi dalla locale casa editrice Erasmo, legata alla Libreria Gaia Scienza, che si trova in pieno centro (via di Franco 12).

 

Tra questi ne spicca però uno, decisamente atipico (come molti contratti di lavoro del nostro tempo), che negli ultimi anni ha saputo dare continuità alla scrittura nella forma romanzo, creando per altro un’ottima sinergia tra il libro ed internet: Daniele Cerrai. Nato a Livorno nel 1977, esperto in tematiche ambientali e molto attivo e conosciuto in città e non solo per il suo impegno sociale, Cerrai ha esordito nel 2009 con Non è tempo di eroi (Zona), un romanzo pulp ambientato in una città di porto che somiglia tanto alla nostra Livorno, nella quale l’autore si addentra, fino al cuore, scoprendone l’ “orrore” nascosto. Poi nel maggio del 2011 ha bissato con la pubblicazione de Il circo Ivankovic (Round Robin), un romanzo ambientato in una generica periferia di una ancora più generica cittadina di provincia, dove il senso comune è geneticamente modificato e condizionato da falsi miti, cattiva cronaca e leggende metropolitane. Ed arriviamo così al recente Win for Death. L’ultimo reality, il suo terzo romanzo, questa volta autoprodotto e distribuito (da metà aprile scorso) inizialmente in rete in formato PDF, per poi trovare sostanza cartacea, con la formula del Creative Commons (nell’edizione stampata e pubblicata da MediaPrint Livorno). Un racconto polifonico ambientato in una Roma del nostro tempo all’orizzonte del quale si profila una sorta di apocalisse, come si dice vorrebbe il famoso calendario Azteco, nel quale agiscono, cinici, quattro oscuri personaggi legati ad una società segreta dedita ad inventarsi svaghi, fino ad inventarsi lo svago finale, ovvero giocare, scommettendo, sulla (e con la) vita degli altri.

 

Buona lettura!

 

Domani pomeriggio il libro sarà presentato alla libreria Gaia Scienza alle ore 18, ovviamente alla presenza dell’autore introdotto da Paolo Bruciati.

 

 

 

“Win For Death – L’ultimo reality” booktrailer

 

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=vM_atvpZqao

 

http://www.editricezona.it/nonetempodieroi.htm

 

http://www.ilcircoivankovic.it/

 

http://winfordeath.it/

 

 

70m2 che lasciano il segno!

70M2TavoleFumetti.jpg

Nel cuore di questa strana e contraddittoria città d’adozione che è Livorno, a due passi dall’Attias ed ancora meno da P.zza della Vittoria, è nato pochi anni fa su iniziativa di 3 architetti lo studio d’architettura nonché spazio espositivo 70m2, un luogo che da subito si è connotato come contenitore capace di adattarsi al contenuto ospitato all’insegna della contaminazione tra ambiti, arti e differenti discipline, espressi da individui e gruppi accomunati dalla creatività e dalla ricerca. Nei 70 metriquadrati di Via Poggiali 10 (questo l’indirizzo preciso) si sono incontrati nel tempo architettura, cibo, design, fotografia, musica, e spesso calici di buon vino.

Recentemente 70m2 ha dato spazio ad una delle tante discipline artistiche che hanno forte tradizione in città in termini di esperienza e talento espresso, ovvero il fumetto (comprendendo l’illustrazione in genere, quindi anche declinato alla vignetta, alla satira: non a caso Livorno è la casa madre del mensile satirico di respiro nazionale Il Vernacoliere), con l’allestimento “Lasciare il segno”, strutturato sull’esposizione di alcune tavole inedite e non di 4 autori che hanno animato due differenti appuntamenti nelle ultime due settimane di aprile. Il 20 gli ospiti sono stati due punte di diamante della scena satirica (e non) di origine labronica, Daniele Caluri ed Emiliano Pagani, ovvero i Paguri, padri di molti antieroi del Vernacoliere prima e di altri progetti poi in proprio (tra le altre cose Caluri ha collaborato anche per alcuni albi Bonelli). Il 27 invece è stata la volta del duo Francesco Ripoli Gianfranco Maffei entrambi autori per la casa editrice Becco Giallo, che da anni dà spazio al fumetto declinato all’impegno sociale ed alla salvaguardia della memoria storica del nostro paese. Ripoli, livornese di nascita ma cresciuto in provincia a Rosignano Solvay, nel 2007 ha esordito con il volume Ilaria Alpi: Il Prezzo della Verità (scritto da Marco Rizzo); Maffei, anche lui toscano “di mare”, ma della vicina Viareggio, nel 2011 ha presentato Viareggio. Una strage annunciata, graphic novel dedicata alla drammatica strage del 29 giugno 2009. 

La bianca linearità delle pareti di 70m2 si è così incrociata perfettamente con le chine ed i colori di quel linguaggio espressivo che è il fumetto, linguaggio che può essere utilizzato in diverse forme e modi e che varia da autore ad autore, garantendo diversi risultati mantenendo sempre l’efficacia della narrazione per immagini del nostro stesso mondo.

Ogni volta che si passeggia in questa città si scopre sempre qualcosa, angoli e posti interessanti…è così che ho scoperto questo studio un pomeriggio di qualche anno fà girovagando in bicicletta.

 

Informazioni generali

arch. Lucia Posarelli: lucia@70m2.it
arch. Marco Lulli: marco@70m2.it
arch. Marta Righeschi: marta@70m2.it
dott.ssa Alessandra Dini Hidalgo (resp. comunicazione)

 

https://www.facebook.com/pages/70m2/189063258660

 

http://www.70m2.it/filosofia.htm


foto: 70m2

 

La colpa di vivere – Romanzo livornese

barbara goti presentazione libro.jpgForse è un po’ infantile ma la mia più grossa invidia nei confronti degli intellettualoni che fanno conferenze e scrivono articoli sui giornali nazionali non è la popolarità, non sono i soldi ma è solo la possibilità di ricevere gratis libri, dischi e biglietti per concerti per fare recensioni! Tutto il giorno a leggere e scrivere. Ed essere anche pagati per questo… incredibile.

Grazie a questo piccolo blog di Virgilio che sta guadagnando ogni giorno qualche lettore, e anche a quei simpatici bischeri di Li per Li che mi fanno promozione, ho ricevuto già un libro e un disco, dati a me apposta per essere recensiti… Incredibile! Ancora nessuno mi paga per fare questo ma è già una bella soddisfazione…

Ringrazio quindi pubblicamente Barbara (Goti) e Nicola (Barghi) per la fiducia e invito altri scrittori/cantanti/artisti a contattare Li per Li o anche la mia email (oggiscrivoafranco@gmail.com) per inviare le loro opere.

Per le recensioni ufficiali del blog parto con il libro di Barbara per cavalleria e anche perché è più legato a Livorno.

La colpa di Vivere – di Barbara Goti

La Colpa di Vivere è davvero un bel romanzo, che si legge volentieri. Un classico pulp che ricorda un po’ la rapidità di sguardo e l’incisività di Carlotto, con un finale molto intenso. Qui la protagonista è Anna Rodomonti, una giornalista che indaga su un “mostro” che uccide delle ragazzine dopo averle adescate. I personaggi sono tutti ben approfonditi e molto amabili. E questa secondo me è una delle cose più importanti per un romanzo. Anna è una donna adorabile, con la sua forza e le sue debolezze. Tutti gli altri non fanno solo sfondo, ogni personaggio ha qualcosa da dire e da dare. E Livorno è protagonista quanto Anna; bello leggere questo libro anche per questo, ci si sente a casa…

Non sono un grande amante dei gialli e dei noir, e forse qualche esperto potrebbe dire che questo libro presenta anche qualche piccola ingenuità da “opera prima”, ma tutto questo vale poco rispetto alla voglia di vedere che combina quella simpatica livornese alle prese con il mostro e i suoi guai familiari…

Quindi consiglio assolutamente questo libro, perfetto anche sotto l’ombrellone ai Pancaldi.

Nella foto: l’autrice alla presentazione del suo libro

Don Zauker Show

donzauker.jpgDomani sera, 10 dicembre, nell’ambito del Radio Cage Festival, al Teatro Villa Corridi il fumetto diventa realtà.

Don Zauker, per i pochi che non lo conoscono, è il prete più irriverente e sboccato della letteratura mondiale; sincero -a suo modo-, pervicacemente contrario ad ogni convenienza, riesce a coniugare il suo difficile mestiere di prete esorcista con i suoi mille vizi.

Il dolce e benevolo curato nasce dalle idee e dalle mani di Emiliano Pagani e Daniele Caluri ed è pubblicato sul Vernacoliere, oltre che sugli albi speciali.

Lo spettacolo si presenta come una sorta di talk show dove è immaginabile che il nostro parlerà a ruota libera dei suoi e dei nostri peggiori peccati…

Come molti altri “fedeli” lettori anch’io seguo per quanto posso gli insegnamenti di Don Zauker… convinto ormai di poter dire: il maligno me lo puppa!…

Se volete approfondire: http://www.donzauker.it/

Mangiarsi le parole

Livorno_bastioni_della_Fortezza_Vecchia.JPGQuesto Weekend, da oggi fino a Lunedì, in Fortezza Vecchia: Mangiarsi le Parole. Quest’anno dedicato a: Il malinconico e l’ironico.

Un festival un po’ letterario e un po’ enogastronomico. Oltre trenta eventi nei quattro giorni: incontri, letture, assaggi, cene con delitto…

L’idea del festival è quello di legare due piaceri della vita: leggere e mangiare… Gli ospiti quindi sono scrittori, intellettuali, cuochi, pasticceri e sommelier…

Da Oliviero Beha – stasera alle 18,30 – a Tiziano Scarpa – Domenica 18,30 – (solo per citare qualcuno) a maestri pasticceri e cuochi famosi nel mondo ci saranno giornate intense, ricche di incontri ed eventi. E poi videoproiezioni, mostre, libreria e sala lettura. Tutte le sere si chiude con la cena con delitto – su prenotazione – dove si mangerà nel mezzo di un giallo costruito in diretta… e poi ancora musica e festa.

Per tutte le informazioni e il programma completo vi rimando al sito: http://www.mangiarsileparole.it/