Il moletto di San Jacopo

moletto.jpgPrimo di altri post che voglio scrivere sui diversi siti (non internet, reali) dove vi potete comodamente (e liberamente – cioè aggratis) bagnare sugli splendidi lidi livornesi. Parto dal Moletto di San Jacopo in quanto il più comodo per chi abita da quelle parti. Cioè io.

Descrizione: simpatica striscia di cemento che parte da Piazza San Jacopo in Acquaviva e si dirige verso i bagni Pancaldi. Il cemento è stato alzato l’anno scorso (perché quando c’era mare grosso in pratica spariva) e ora salire dall’acqua senza scaletta può risultare un po’ difficoltoso per chi non è in formissima. Le scalette però in compenso ce l’hanno messe (quando son bravi bisogna dirglielo: bravi…). Dal moletto ci si può tuffare in mare in quanto l’acqua è subito altina; non altissima attenzione alle chiorbate. Se nuotate una decina di metri potete fare arrembaggio ai signorili bagni Pancaldi per andare a salutare gli amici ricchi.

Accesso: facilissimo, ampia scala da piazza San Jacopo in Acquaviva. Accesso al mare o con tuffo carpiato o con scaletta.

Acqua: dipende dalle giornate e dalle correnti: quasi sempre bella o anche bellissima. Se c’è mare brutto, ci sta invece che sia piena di estathe (per quei deficienti che li lasciano sulle balaustre sul viale italia), soprattutto dietro il moletto, dove l’acqua ristagna.

(foto comune di Livorno)

 

Il mercato delle vettovaglie

mercato centrale.JPG Sempre per la serie “compriamo livornese”, volevo parlare oggi di uno dei vanti della nostra città: il mercato delle vettovaglie, meglio conosciuto come mercato centrale.

Come dicevo per il pesce sul porto, al mercato delle vettovaglie il concetto di acquisto è molto più arricchente di quello che ci viene proposto dalla tv e dalla grande distribuzione. Innanzitutto si fa la spesa in un posto bellissimo e non in un supermercato anonimo con mattonelle bianche e luci al neon. Ora ci sono ancora un po’ di impalcature ma ogni volta che vado al mercato sto bene solo per il luogo: è un posto pieno di vita e colori, con i soffitti altissimi e banchi tutti diversi uno dall’altro. In secondo luogo, la relazione umana è fondamentale e attraverso l’acquisto si stabilisce un contatto che col tempo diventa fiducia e condivisione. In questo modo, oltre alla possibilità di avere prodotti quasi sicuramente migliori, si entra in contatto con persone e non con marche e pubblicità.

Anche al mercato centrale il pesce è protagonista, l’ala verso la via Buontalenti è quasi esclusivamente dedicata. Poi c’è ovviamente verdura (anche se io a dir la verità la compro quasi sempre in piazza Cavallotti, su cui scriverò un altro post…), saponi, legumi nei sacchi di juta (bellissimo!), pasta fresca (buonissima e a buon mercato) e poi di tutto e di più. Insomma, andate al mercato centrale a fare la spesa!…

Palio Marinaro

Questa domenica si terrà la gara remiera più importante dell’anno. Il Palio Marinaro. Non mancate all’appuntamento…

Intorno al Palio ci sono diverse manifestazioni collegate per un weekend di festa. Vi consiglio di tenere d’occhio gli appuntamenti…

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Dal sito rete civica, la descrizione dell’evento di domenica.

Il Palio Marinaro è una gara remiera che si svolge in mare aperto la prima domenica del mese di luglio. Davanti alla Terrazza Mascagni, nello specchio d’acqua compreso tra il Porto e i Bagni Pancaldi, i 16 rioni cittadini danno vita a due distinte gare. La prima è riservata alle “gozzette” e vi partecipano 8 rioni; la seconda è invece il Palio Marinaro vero e proprio a cui partecipano gli altri 8 rioni con i famosi “gozzi”. I gozzi sono imbarcazioni a 10 remi con sedili fissi e timoniere. Le gozzette sono invece imbarcazioni più piccole a 4 remi.  Il rione primo classificato nella gara delle “gozzette” ha diritto, l’anno successivo, a partecipare  al Palio sostituendosi all’ultimo classificato  del Palio che retrocede nella categoria delle gozzette. Il Palio è uno stendardo realizzato da un famoso pittore appositamente per questa occasione che viene consegnato al rione vincitore della manifestazione. Il campo di regata, in mare aperto, permette alle barche di svolgere un percorso complessivo di 2200 metri con tre virate oltremodo spettacolari. La gara ha questo svolgimento: gli equipaggi partono avendo alla propria sinistra la Terrazza Mascagni, che ospita il pubblico, e compiono un primo tratto rettilineo fino alle boe della prima virata, quindi tornano indietro per percorrere il secondo tratto rettilineo  ed effettuare  il secondo giro di boa, ancora un tratto rettilineo in senso inverso per il terzo giro di boa e poi gli ultimo 500 metri di sprint finale in piena vista del pubblico.   La struttura della gara con tre virate esalta la spettacolarità del percorso e sottolinea la preparazione degli atleti e la necessità di intesa fra rematori e timoniere; inoltre rende molto difficile prevedere l’esito della gara stessa. La partecipazione dei livornesi è vasta ed entusiasta e tutta la manifestazione si svolge in una cornice di folla che sostiene con passione gli equipaggi in competizione.

Fonte foto e notizia: www.comune.livorno.it

Carneigra

carneigra.jpgOggi parliamo di uno dei miei gruppi preferiti: i Carneigra, da Livorno (dove sennò!?…).

I Carneigra sono Emiliano Nigi (voce), Matteo Pastorelli (chitarre), Mirco Capecchi (contrabbasso), Simone Padovani (batteria) Alessandro Riccucci (sassofoni) e Antonio Ghezzani (chitarre) e fanno una musica difficilmente classificabile tra la world music e il cantuautorato tradizionale.

La smetto subito di fare il finto critico musicale ché tanto non mi riesce e parlo della mia particolare esperienza con i Carneigra.

La storia è buffa e sembra quasi incredibile. Ho conosciuto Emiliano Nigi una sera di qualche anno fa a San Vincenzo dove tutte le estati fanno un bel festival musicale. C’era un concerto di un altro gruppo che amo molto: i Mercanti di Liquore. Emiliano era uno degli organizzatori e abbiamo fatto due chiacchiere prima del concerto, tra le altre cose mi dice che anche lui canta e mi dice il nome di questo gruppo che mi devo fare ripetere un paio di volte. Per chi non lo sapesse,una particolarità di questa strana e incredibile città è che tutti suonano o cantano, quindi la cosa non mi provocò particolare stupore.

Uno o due giorni dopo incontro Emiliano, entrambi sulla bici, facciamo giusto in tempo a scambiarci qualche parola al semaforo sul concerto e lui mi dice che quella sera stessa avrebbero suonato in Piazza del Luogo Pio per l’apertura di Effetto Venezia. Ci lasciamo nel fiume di macchine e io che penso, ma possibile?… Effetto Venezia?… Piazza del Luogo Pio?… Praticamente il palco più grosso per l’evento più importante della città… Vabbe’, non sarà Wembley, però io pensavo di parlare con il solito ragazzo che suona con quattro amici nel fondino sotto casa. A Effetto Venezia un giro ce lo si fa per forza e poi ormai la curiosità era parecchia, e così mi beo della mia ignoranza in fatto musicale e della poesia dell’incontro e rimango per due ore buone veramente ammaliato dalla musica, dalla teatralità di Emiliano, dai testi, dalla bravura di tutti i musicisti.

Ho rivisto i Carneigra in diversi concerti e preso tutti i loro album (be’, sono due) e ormai mi posso considerare un vero fan… A Livorno comunque non sono certo il solo… per chi leggesse queste righe da foravìa invece: cercate i Carneigra su internet, ascoltateli, e se vengono nella vostra città andate a sentirli dal vivo, non ve ne pentirete…

Per info: http://www.carneigra.it

Foto: Emiliano D.