Vietare

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Vi siete spaventati a morte, eh? Avete pensato come faremo senza il blog trisettimanale di Franco, dite la verita!…

Ah!? non eravate arrivati neppure alla fine dell’ultimo articolo!?… Be’, come non capirvi…

Vista tanta partecipazione riprendo, con un altro tema “caldo”….

Sembra che a Viareggio e Piombino vogliano “copiare” l’ordinanza di Milano che vieta la vendita e il consumo di alcool ai minori di 16 anni. L’altr’anno, di questi tempi, non si faceva altro che parlare delle ordinanze dell’assessore Cioni a Firenze contro lavavetri e mendicanti. In alcuni comuni del nord sono vietate le riunioni di più persone nei parchi cittadini nelle ore serali… A Pordenone hanno vietato di parlare a voce troppo alta per le vie cittadine… Vietare vietare vietare…

La risposta all’ansia securitaria arriva con un bel divieto, che fa notizia, rassicura i benpensanti e non costa nulla (anzi, con le multe si raggranella pure qualcosa)…

Quanto questi divieti funzionino non è dato sapere… A Milano è già finita sul giornale una ragazzina mezza imbriaca con 300,00 Euro di multa. Questa cosa convincerà lei o i suoi coetanei a non diventare alcoolista?
Non è più facile che non lo diventi se le si spiegasse forse meglio di quanto non si sia fatto finora quanto è bella la vita e quanto rischia di perdere…
O magari lo sa già benissimo e si stava proprio godendo la vita anche con un bicchiere in più, bevuto in strada in una bella notte estiva… Quello che l’essere umano ha fatto da millenni in qua praticamente…

E poi: non è che tra qualche mese tutti si saranno dimenticati dell’ordinanza e si continuerà a potersi ubriacare ovunque, solo con più ansia che non passi qualche vigile urbano che abbia voglia di fare lo sceriffo?

Insomma, la risposta di semplice divieto non è mai stata la soluzione secondo me, in nessun tempo e in nessun luogo. Questi divieti estemporanei del “colpirne uno per educarne cento” lo sono ancora meno.

A Livorno fortunatamente non è ancora arrivata tanta idiozia, ma meglio aver paura che toccarne…

Voi che ne pensate?

La democrazia e la partecipazione dei tempi moderni

escher.gifOggi non parliamo in particolare di Livorno ma di vita di blog e di questa nuova forma di partecipazione democratica che è internet….

 

Dai tempi della scuola ci ricordiamo che la parola Democrazia deriva dal greco e si sintetizza in quella bellissima traduzione di “governo (o potere) del Popolo”.

 

Questo è facile e molto retorico, bisogna però vedere cosa significhi in pratica governo del popolo e, soprattutto, quali siano i modi per far sì che il popolo (cioè tutti) possano governare, ossìa avere il potere. Vista così la questione è già più complicata in quanto, innanzitutto, il potere si esercita su qualcuno e se il popolo – che rappresenta tutti – ha il potere non c’è più nessuno su cui esercitarlo.

 

Allora qualcuno dice: va be’, non è proprio che tutti possano avere il potere, ma facciamo in modo almeno che tutti possano partecipare al potere -mmmhhh- , cioè partecipare alle decisioni di chi ha il potere -mmhhhh – , o quantomeno… scegliere a chi dare il potere… ah! ecco…

 

E si inizia a parlare così di democrazia rappresentativa, cioè il popolo sceglie a chi affidare il potere.

 

E qui già i più sospettosi cominciano ad annusare qualcosa di poco pulito… e sottovoce chiedono: ma come? non era governo di tutti? se è solo un discorso di scelta e poi fanno quello che gli pare non ci sembra tanto diverso da qualunque altra forma di governo!…

 

E qui si arriva al punto fondamentale perché si dice: tranquillo, caro popolo, perché se tu puoi scegliere da chi farti governare, sicuramente sceglierai quello che è meglio per te! e poi comunque anche dopo la scelta potrai continuare a dire la tua perché “democrazia è partecipazione!”…

 

E i sospettosi riflettono sempre più sospettosi…

 

Iniziano infatti una serie di altri problemi di sempre più difficile soluzione…

 

Innanzitutto sulla necessità e possibilità di fare scelte giuste. La scelta infatti per definizione può essere o giusta o sbagliata. E nella comune esperienza ci sono degli elementi che possono fare sbagliare le scelte: fra tutti si indicano la mancanza di conoscenza e l’impulsività. Si sbaglia di frequente perché non si conosceva quella cosa o perché si è scelto troppo in fretta…

 

E allora gli strenui sostenitori della democrazia dicono: perfetto, basterà dare al popolo la conoscenza e il tempo per riflettere.

 

E così si inventano la scuola obbligatoria (per far sì che tutti siano obbligati ad avere la conoscenza) e più o meno lunghe campagne elettorali (per dare il tempo di riflettere).

 

Si persegue con decisione questa strada, per arrivare alla perfetta democrazia!… Con le civiltà moderne la conoscenza diventa sempre più protagonista… Tutti dicono che è il segreto di ogni successo in ogni campo; ci sono sempre più diplomati e laureati… l’accesso alle informazioni e alla conoscenza è sempre più facile…. questo dovrebbe aumentare il tasso di conoscenza generale del popolo, e quindi la possibilità di compiere scelte sempre migliori…

 

A guardarla con un po’ di distacco sembra che non stia andando proprio così… c’è qualcosa che non sta funzionando… ma cosa?

 

Nessuno forse si è curato troppo del fatto che per acquisire conoscenza ci vuole tempo e riflessione silenziosa; già duemilacinquecento anni fa il buon Confucio in uno dei suoi bellissimi aforismi ammoniva: studiare senza pensare porta a nulla, pensare senza studiare è pericoloso.

 

Per conoscere, apprendere, analizzare, è necessario tempo di riflessione, sospensione del giudizio; è necessario accostarsi ad una qualsiasi questione con pacatezza, come se la condividesse, per poi trovare i punti che non tornano… e poi cercare la soluzione a qui punti con altre informazioni ed altre riflessioni… è un processo lento e silenzioso…

 

Questo è proprio l’esatto contrario del modo di conoscenza che ci viene proposto oggi. La televisione e ora Internet hanno semplificato enormemente la possibilità di attingere informazione e conoscenza… e la possibilità di “partecipare” anche… ad una velocità tale però che ci lascia tutti intontiti più che saggi. Sembrava che internet fosse la vittoria della democrazia, tutti possono attingere tutte le informazioni e tutti possono dare il proprio contributo partecipando democraticamente…

 

Ma il problema è proprio quello che si diceva all’inizio: conoscenza e tempi di risposta. Le informazioni vengono presentate a migliaia e subito viene richiesta una reazione, una confusione enorme… quando faccio zapping su internet mi perdo tra decine di informazioni e penso di poter partecipare al dibattito con status di facebook e post su forum e blog… (proprio come sto facendo ora…)

 

Il tempo per conoscere ed effettuare le scelte è brevissimo, la partecipazione politica si risolve in pochi click di sottoscrizione agli appelli più giusti o assurdi, o con risposte veloci a qualche forum: leggi, partecipa, condividi, mi piace… tutto in un click… tutte decisioni immediate… Questo probabilmente non è che sia dannoso in sé…. forse è meglio aver letto superficialmente qualche blog di qualche studente iraniano piuttosto che no, o che ci sia una causa contro chi diffonde immagini per i pedofili piuttosto che non ci sia ma, a parte l’utilità di queste informazioni e sottoscrizioni, dà un modo mentale di analisi e partecipazione assolutamente distorto che poi viene riprodotto nell’acquisto dei beni e soprattutto nella scelta dei rappresentanti…

 

Va be’ devo tagliare anch’io…. siamo arrivati alla fine di questo post un po’ confuso (lo stile riproduce la confusione mentale anche di chi scrive, assolutamente figlio del proprio tempo) per cui le decisioni vengono prese sempre più veloci e con conoscenze sempre più sommarie… proprio l’esatto contrario di ciò che dovrebbe essere per effettuare scelte giuste.

 

La soluzione?

 

Ovviamente rifiutare totalmente la televisione e internet sarebbe probabilmente la scelta più saggia. Smetterla con il blog che si è appena aperto nella speranza che la gente commenti i propri articoli, anche…

 

(continua?…)