Le leggi livornine

chiesa armeni.JPGLe cosiddette leggi livornine sono una serie di provvedimenti legislativi emanati dal Granduca di Toscana tra il 1587 e il 1593 che, al fine di incentivare l’aumento demografico e lo sviluppo della città, garantivano una serie di benefici a chiunque decidesse di trasferirsi a Livorno.

In particolare la costituzione livornina del 1593 invitava i “Mercanti di qualsivoglia Nazione, Levantini, Polentini, Spagnuoli, Portughesi, Grechi, Tedeschi, Italiani, Ebrei, Turchi, Mori, Armeni, Persiani, dicendo ad ognuno di essi salute… per il suo desiderio di accrescere l’animo a forestieri di venire a frequentare lor traffichi, merchantie nella sua diletta Città di Pisa e Porto e scalo di Livorno con habitarvi, sperandone habbia a resultare utile a tutta Italia, nostri sudditi e massime a poveri…” garantendo a tutti una pressoché immunità totale per condanne penali e civili, libertà di culto e altri benefici fiscali e doganali.

Questi provvedimenti portarono effettivamente ad un grande sviluppo demografico ed economico e in molti decisero di iniziare una nuova vita a Livorno: una specie di Nuovo Mondo senza dover attraversare l’oceano…

Fiorirono per tutto il seicento commerci di tutti i tipi, comunità di moltissime nazioni (di cui ancora rimangono sopratutto i luoghi di culto), una grande e importante comunità ebraica, e Livorno si può dire divenne una delle città più cosmopolite d’Europa.

Questo, come direbbero i sociologi, contribuì anche a costruire quell’animo livornese che durerebbe ancora oggi fatto di grande apertura e banditismo insieme…

Nella foto: La chiesa degli Armeni (WikiMedia)

Le leggi livornineultima modifica: 2010-01-13T08:30:00+01:00da admin
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