El Alamein, cosa si festeggia?

Cippo_El_Alamein.jpgSenza nessun intento polemico, volevo davvero capire qual è il senso delle celebrazioni per la battaglia di El Alamein, previste in questo mese di ottobre.

Sarò ignorante, ma da quel poco che so mi sembra di ricordare che in quella battaglia l’Italia fascista combatteva al fianco della Germania nazista. Sarò ignorante ma mi sembra che i nostri valori repubblicani siano l’opposto di quegli ideali.

Quindi che si festeggia? Forse la sconfitta?… Forse potrebbe avere un senso, ma non mi sembra possibile…

Perché invece non dedicare una giornata di lutto (anziché celebrazione che mi sembra una parola proprio sbagliata riferita a una battaglia) a tutti i morti in tutte le guerre. Per provare a non farle più le guerre…

Il 23 ottobre, per chi non ha voglia di celebrare nessuna guerra giusta o sbagliata che sia, manifestazione contro la crisi, contro i tagli alla scuola e al sociale e a favore dei tagli alle spese militari… Per l’appunto…

Foto: Wiki

 

El Alamein, cosa si festeggia?ultima modifica: 2010-10-13T08:27:00+02:00da admin
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12 pensieri su “El Alamein, cosa si festeggia?

  1. infatti si ricorda una battaglia (fascista) in cui tanti giovani (anche italiani) persero la vita, ma non l’onore di essere italiani.
    Si ricorda l’eroismo di quei giovani, si biasima la stupidità della guerra
    Non è non dicendo delle guerre che non si faranno più, semmai è mostrando l’orrore di queste che molti desisteranno.

  2. Ciao omonimo!

    Per quel che riguarda l’onore di essere italiani, il fascismo e l’alleanza con una delle dittature più crudeli della storia dell’uomo non mi sembrano molto onorevoli… Semmai dovrebbe essere onorato chi si oppose…

    E poi non mi pare proprio che le celebrazioni per questa battaglia siano nel senso di mostrare l’orrore della guerra… anzi, mi sembra di vedere sempre un certo compiacimento e celebrazione della forza.

  3. Di solito non scrivo mai, però credo che questo sia un caso speciale.
    Su EL Alamein si possono dire tante cose, ma io vorrei ricordare non i motivi di quella battaglia, ma coloro che sono caduti per la loro patria, qualunque fosse e ritengo che non possono esistere caduti della parte sbagliata in nessuna guerra, come invece qualcuno asserisce.
    Queste per volontà politica sono ferite ancora aperte.
    Manca una vera riconciliazione, sempre per volontà politica.
    Ed ora scomodate pure la Costituzione.
    Un saluto anche a chi non se lo meriterà, per onorare tutti i caduti…..tutti !!!

  4. Non sono d’accordo. Così ragionando bisognerebbe onorare anche i torturatori nazisti periti sul campo.

    L’onore si deve per le azioni onorevoli, non per il semplice morire in battaglia. I morti in battaglia dalla parte sbagliata, quando non conniventi, si possono al limite commiserare per non aver trovato la forza di opporsi al loro destino.

    La patria è un concetto sfuggevole; se la patria commette crimini chi combatte da quella parte o è un criminale, o un ignavo, o, al massimo, un “truffato”: in tutti i casi non vedo cosa ci sia di onorevole…

    Anche se non so se mi meritavo i tuoi, ricambio i saluti…

  5. Caro Paolo, sei un po’ troppo criptico… io forse sono più semplice figlio del sistema ecc… e forse non ci si intende proprio sulle parole…

    Onorare qualcosa o qualcuno a casa mia significa prendere quella cosa ad esempio innanzitutto. Metterla lì e dire: si dovrebbe fare così, facciamo tutti così che è buono e giusto.

    Cosa c’è da prendere ad esempio dalla battaglia di El Alamein e in generale dalla guerra accanto alla Germania nazista, qualcuno me lo può spiegare?
    Se in molti sono morti per questa causa, non soltanto per essere morti sul campo debbono essere posti ad esempio; anzi, tutto al contrario! dovrebbero essere posti come monito semmai… Guardate come hanno sbagliato, magari in buona fede, magari con le migliori intenzioni, ma non facciamo così di nuovo.

    Per inciso poi: non onorare, non significa invece -soltanto per questo- insultare o chissà cosa… Significa soltanto non porlo ad esempio.

    Saluti

  6. Purtoppo sono ignorante anch’io su questo fronte e tutto questo lo devo sicuramente ad una scuola che su molti argomenti ha glissato perchè molto probabilmente secondo l’intelighenzia erano pagine non politicamente interessanti per la conoscenza della nostra storia (vedi anche le fosse ardeatine). La scuola appunto per cui vuoi manifestare e dalla quale anche tu sei uscito con una grave lacuna (da te stesso ammessa) e chi sa quante altre (dopo la liberazione che è successo?), di non conoscere la storia di El Alamein. E non parlarmi dei posti di lavoro perchè nella scuola hanno riversato migliaia di posti di lavoro a scopi elettorali ed ora ne paghiamo (socialmente) il prezzo. E per quanto riguarda le guerre giuste o sbagliate… perchè la festa di liberazione cosa è? e non sarebbe giusto festeggiare anche gli anglo americani che hanno fatto (loro si)una guerra per liberare l’EUROPA INTERA dalla barbaria del nazzismo? purtoppo le guerre si dividono in giuste o sbagliate e pur essendo sempre guerre qualcuna vale la pena farla.
    PS: manifestare contro la crisi è come voler manifestare contro il terremoto, non si manifesta ci si rimbocca le maniche.

  7. El Alamein e’ una guerra da ricordare perché fa parte della nostra storia come tante altre. I soldati quando vanno in guerra ci vanno per la nazione e non per interessi loro. Quando pronunciano le parole “lo giuro” e’ un impegno di fedeltà alla patria, e difendono i suoi valori e colori fino alla morte. Lascia perdere il contesto, ma in quella battaglia non sono mica morti gerarchi fascisti. Sono morti uomini italiani che potrebbero essere stati nonni ai nostri giorni e invece riposano in un deserto. E’ giusto che questo deserto venga coltivato per far capire che la guerra e’ sempre sbagliata, perché regala solo morte da qualsiasi lato la si veda. Altrimenti i morti di Re di Puglia andrebbero santificati perché abbiamo vinto in quel caso. Purtroppo la politica e certi insegnanti pretendono di raccontare queste pagine di storia partendo da concetti di approccio al discorso in maniera totalmente sbagliata. Forse i nostri nipoti riusciranno ad avere una visione d’insieme migliore di quella che han preteso di insegnare a noi, valutando con obbiettivita’ ciò che e’ stato giusto e ciò che e’ stato sbagliato, ma la morte va ricordata sempre sia nella vittoria che nella sconfitta, ogni vita ha un valore che supera ogni significato.

  8. @Mirco: Fai un sacco di discorsi non tutti collegati, secondo me. Sulla scuola non sono d’accordo, ho delle lacune ma forse mio figlio ne avrà molte di più.
    Sulle guerre giuste o sbagliate non vedo cosa abbiamo detto di diverso. Il 25 aprile più che la guerra si festeggia proprio la fine della guerra e la sconfitta del fascismo… C’è una bella differenza!
    Sulla manifestazione infine, a parte che la crisi ha cause molto più umane di un terremoto (anche questo pensare a fenomeni umani come naturali è un bell’inganno…), la manifestazione ha una motivazione ben precisa: protestare contro l’allocazione delle risorse pubbliche: meno spese militari e più spese sociali. Mi sembra molto chiaro e definito…

    @Cristiano: non ho mai detto che non vadano ricordati i nostri morti in battaglia. Ho detto che non capisco cosa voglia dire onorare questa battaglia, specie nelle celebrazioni che si fanno qui a Livorno con parate militari molto compiaciute della forza e quasi nostalgiche dei bei tempi andati quando si andava a combattere… Quello che si percepisce da questa celebrazione è: quanto è bella la guerra e quanto è bello e onorevole morire in battaglia…

  9. Ma, la folgore ricorda i suoi caduti e se lo facesse ( come ha sempre fatto ) all’interno delle loro caserme nessuno direbbe nulla. La vergogna è che volgiono addirittura renderla pubblica questa cosa e le spese le paghiamo pure noi. Partirono in sordina qualche anno fa, con tende senza armi e qualche spettacoletto dei loro, poi anno dopo anno sempre più armi e mezzi in esposizione. Tre o quattro anni fa 5 omoni veronesi con una maglia del duce provocarono in centro e manca poco finisce male.
    Se si gira in rete si trovano ricerche come questa che dimostrano, per bocca degli stessi interessati chi sono i personaggi che vengono ogni anno a Livorno e quale è l’umus culturale della brigata paracadutisti folgore:

    http://localhostr.com/files/cefb92/Dossier%20el%20alamein.pdf

  10. @ Dubbio: grazie dell’interessante contributo. Qualcuno prima o poi dovrebbe porsi il problema della “nostalgia” presente in molte caserme italiane…

    Ho leggermente edulcorato il tuo commento però… cerchiamo di rimanere sempre nell’ambito di una discussione educata e pacata; altrimenti il dialogo diventa impossibile ed è già l’inizio della fine…

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