Appuntamenti del Weekend

logo liperli.jpgVi presentiamo di seguito alcuni dei molti appuntamenti per questo weekend primaverile che va a incominciare. Vi ricordiamo come sempre che per tutti gli altri appuntamenti c’è sempre Li per Li… Sempre che non ci siano altri incidenti ai server di Aruba!…

Venerdì La primavera della scienza: Energia per il futuro @ Fortezza Vecchia

Sabato Blues Buster @ Elvis’ Fan Club

Sabato Spash di Giorgio Conti @ TST Art Gallery

Sabato Liberi di Essere @ Teatro C

Domenica K-Congjog @ TOR

Fino al 26/05 Antoni Violetta @ Galleria Peccolo

 

Armando Picchi

Armando_Picchi.jpgPer i percorsi storici livornesi vorrei parlare anche un po’ dei personaggi che hanno reso celebre la città. Partiamo da un grande calciatore che è ormai entrato definitivamente nel mito: Armando Picchi.

Riprendo le notizie da Wikipedia, ma sarebbe anche molto bello se chi avesse notizie, anededdotti, storie, volesse ampliare questa pagina nei commenti al post.

Armando Picchi (Livorno, 20 giugno 1935 – Sanremo, 27 maggio 1971) è stato unallenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo libero. Suo figlio, Leo Picchi, è membro dell’Ufficio stampa dell’Inter.

Gli inizi

Esordì nel Livorno nella stagione 1954/55 da mezzala. All’inizio la sua carriera sembrò stentare, ma decisiva fu l’intuizione dell’allenatore Mario Magnozzi, il quale decise di spostarlo in difesa, da terzino destro. Da terzino guadagnò ben presto il posto da titolare. Rimase al Livorno per cinque stagioni, giocando complessivamente 105 partite con 5 goal all’attivo. Nel 1959 fu ingaggiato dalla SPAL, allora militante in Serie A. Fu una stagione magnifica per la squadra di Paolo Mazza che raggiunse il quinto posto in classifica (traguardo mai più toccato dalla squadra ferrarese). Picchi offrì un rendimento straordinario e l’Inter decise di puntare su di lui pagandolo 24 milioni, la cessione definitiva di Massei, Matteucci e Valadè, ovvero una contropartita veramente ingente per l’epoca.

Capitano della Grande Inter

Nella squadra nerazzurra iniziò a giocare da terzino destro, ruolo che aveva ricoperto nella SPAL. Herrera lo provò come libero al termine della stagione 1961/1962, contro il Bologna. L’esperimento riuscì e Picchi soffiò il posto al suo amico Costanzo Balleri. Il timido terzino divenne in breve tempo il leader di una difesa praticamente insuperabile e, dopo l’esclusione di Bolchi, il capitano della squadra. Come libero dimostrò un buon senso dell’anticipo e uno straordinario senso tattico, che uniti alla sua nitida battuta, ne fecero uno dei migliori interpreti del ruolo. Con la Grande Intervinse 3 scudetti, 2 Coppe dei Campioni e 2 Coppe intercontinentali. Venne ceduto alVarese al termine della stagione 1966/67, dopo aver giocato in nerazzurro 257 partite complessive con 2 goal segnati. Da “caposcuola” nel ruolo di “libero” indirettamente funse anche da esempio ai due compagni di squadra, i terzini Burgnich e Facchetti, che con gli anni ne divennero “discepoli”: dapprima Burgnich, quindi, una volta passato al Napoli, Facchetti.

Nazionale

Esordì in nazionale ,subito dopo essere diventato campione del mondo per club, aGenova, il 4 novembre 1964 (Italia-Finlandia 6-1). Sotto la gestione Fabbri non ebbe molta fortuna, poiché ritenuto da parte della critica sportiva e dallo stesso ct simbolo di un calcio troppo difensivista. Venne cosi lasciato a casa per il Mondiale del 1966, mutilando in tal modo quella che era considerata la più forte difesa al mondo, dai tempi del Brasile bicampione mondiale. Sotto la gestione Valcareggi, peraltro coadiuvato da Helenio Herrera, invece, venne chiamato per tutte le partite delle qualificazioni agli Europei del 1968. Ma il 6 aprile 1968, durante Italia-Bulgaria, subì la frattura del bacino e dovette dire addio al sogno di partecipare ad una grande manifestazione per nazioni. Quello fu il suo ultimo incontro con la maglia azzurra. Chiuse con 12 presenze. Nota curiosa. Insieme ai compagni di squadra Giuliano Sarti e Mario Corso è uno dei pochissimi grandi del firmamento calcistico internazionale a non avere disputato neppure un Mondiale.

Allenatore

Cominciò da allenatore-giocatore nel Varese nella stagione 1968/69. La squadra si batté bene, ma retrocesse in serie B per un punto. L’anno dopo, appesi definitivamente gli scarpini al chiodo, subentrò a Puccinelli alla guida del Livorno. Picchi prese la squadra in piena zona retrocessione e chiuse con un onorevole nono posto. Lasciata la squadra labronica, venne chiamato a sorpresa alla guida della Juventus, voluto da Italo Allodi. A 35 anni era il più giovane allenatore della serie A. L’esperienza fu però di breve durata poiché si ammalò presto di un male incurabile. Fece comunque in tempo a porre le basi per il fortunato ciclo di Trapattoni, lanciando molti giovani fra cui Causio e Bettega.

La Morte

Morì il 27 maggio 1971 a neanche 36 anni per le conseguenze di una forma di amiloidosi. ll giorno dei funerali, che la famiglia avrebbe voluto in forma privata, ma che invece si svolsero in forma pubblica, tutta Livorno si fermò. I negozi chiusero dalle 17.30 alle 19.00 “in memoria di Armandino”.

Nel giugno 1971 gli venne intitolato il Trofeo Nazionale di Lega Armando Picchi.

Nel 1990 lo stadio dell'”Ardenza” di Livorno venne intitolato alla sua memoria.

Esiste inoltre una squadra dilettantistica livornese chiamata “Armando Picchi Livorno”.

Capraia

250px-Capraia_calarossa_003.jpgE finalmente si può riprendere a parlare anche di posti dove andare a fare il bagno… E quest’anno inizio da una delle isole più belle davanti alle nostre coste: Capraia.

Alla Capraia c’è il mare più trasparente che mi sia capitato di vedere in tutta la mia vita. Sott’acqua con la maschera se c’è il sole si riesce a vedere a distanze incredibili. Quindi dotatevi di maschera o occhialini perché sarebbe un peccato…

L’isola è montagnosa e gli accessi al mare quasi tutti rocciosi; quindi non è il posto giusto per chi ama le spiagge di sabbia per passeggiare coi piedi nell’acqua. Per chi ama il trekking invece, ci sono moltissimi sentieri nella splendida macchia mediterranea con panorami incredibili sul mare. La stagione migliore per le passeggiate inizia proprio ora… Poi farà troppo caldo.

Di traghetti ce ne sono due, uno più veloce (che però funziona con regolarità solo la domenica) e l’altro un po’ meno. Se non avete la macchina (che non serve…) è ovviamente preferibile quello veloce che non costa molto di più.