Bottini dell’olio

bottini olio.jpgOggi torniamo a fare i turisti nella nostra città e andiamo a conoscere i Bottini dell’Olio, luogo magico di incontro.

Storia e descrizione sono prese da wikipedia ma ripeto sempre che se volete aggiungere qualcosa di particolare per migliorare questo blog sarebbe una cosa molto bella e utile per tutti.

I Bottini dell’olio, a Livorno, costituiscono una delle più caratteristiche architetture del quartiere della Venezia Nuova. In origine erano destinati al deposito dell’olio, mentre oggi ospitano esposizioni periodiche e parte della Biblioteca Labronica.

I Bottini dell’olio furono eretti nel 1705 in un’area ancora non urbanizzata della Venezia Nuova, tra ilForte San Pietro ed il Canale dei Navicelli. Pochi decenni dopo, nel 1731, l’edificio fu ingrandito sotto la direzione di Giovanni del Fantasia e su disegno di Antonio Foggini.

Successivamente, con la costruzione di alcuni magazzini privati, i Bottini persero la loro importanza e furono utilizzati come deposito di determinati generi alimentari. Inoltre, sul finire delXIX secolo, con l’interramento del vicino Canale dei Navicelli (attuale viale Caprera), la struttura fu privata di un collegamento diretto con il porto.

Durante la seconda guerra mondiale l’immobile fu danneggiato ed in seguito adibito al ricovero dei senzatetto; parallelamente, nel dopoguerrafu completamente isolato ad ovest per l’abbattimento delle adiacenti Case Pie, ad esclusione della piccola chiesa dell’Assunzione e di San Giuseppe. L’edificio è stato restaurato negli anni ottanta del Novecento, mentre è in fase di realizzazione la riapertura del Canale dei Navicelli.

Il palazzo dei Bottini dell’olio è un immobile dalla volumetria articolata, il cui fronte principale si eleva su due piani fuori terra. Una lapide, in cui si ricordano le fasi della costruzione, è posta sul portone d’accesso al magazzino vero e proprio; questo è costituito da un salonevoltato, conpilastrituscanicidisposti su trenavate. Qui, dove oggi si tengono esposizioni e manifestazioni culturali, un tempo si trovavano quasi 300 vasche (ibottini) per il deposito dell’olio, per una capacità complessiva di circa 8.000ettolitri; i mercanti sprovvisti di magazzini propri potevano depositare l’olio dietro il pagamento di una tassa mensile.

Al piano superiore invece si trovavano gli alloggi per le maestranze del non distante arsenale, mentre oggi, circa 1.000 metri quadrati di superficie sono destinati ad ospitare alcuni locali della Biblioteca Labronica. La struttura della biblioteca, dove sono conservate le pubblicazioni dal 1950 in poi, è caratterizzata da una vasta copertura a capriate di legno, sostenuta da una teoria di pilastri.

 

Foto. FabioBartolozzi.com

Bottini dell’olioultima modifica: 2011-07-11T17:27:00+02:00da admin
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