L’ora dell’ormai. Un altro Bobo Rondelli


L'ora dell'ormai_copertina copia.jpgLivorno by night il tuo mare sorveglia nottambuli incalliti atleti del sorriso stanco che più di tutto temono il sale della vita ma te un lo puoi sapè di notte a Livorno piove sempre anche se non si vede Lacrime che bagnandomi il viso mi dicono che un giorno anch’io dovrò morire È notte sulla terrazza mascagni anche i lampioni dormono essa ospita i miei fantasmi e insieme aspettiamo la pioggia che non serve a dimenticare e mentre il libeccio mi spettina l’anima tetro ho un sorriso e respirando le righe del buoi mi sdraio dentro me Vista da un cieco stanotte Livorno è bellissima.

Livorno Nocturne…settima traccia del nuovo disco di Bobo Rondelli “L’ora dell’ormai”, scritta da Dimitri Espinoza (saffofonista nel disco e nella vita), ennesimo omaggio che il cantautore labronico dedica alla sua città…questa volta vista attraverso gli occhi bui di un cieco. Struggente ballata notturna in una Livorno solitaria, dannata, buia ma sempre bella, anzi di una bellezza che ti riempie il cuore ogni volta che parti e poi ritorni, ogni volta che ti vien voglia di scappare e poi non sai perché è l’unico posto al mondo dove ami vivere…Anche in quest’ultimo lavoro di produzione livornese (registrato da Antonio Castiello presso lo Studio Spaziozero in Via degli Asili, spazio purtroppo oramai chiuso), Rondelli non si nasconde dietro niente, regalandoci uno dei più bei dischi della sua carriera. Affetti (Per amarti, L’albero, Canto di un padre), ricordi (La giostra dell’amore, L’ora dell’ormai), lotte (Sporco denaro), amore (Angelo azzurro, Bambina mia, Sì a me delle donne, Tu mi fai cantare, Blu) si susseguono in quel suo modo unico di raccontarli attraverso parole e musica, che riescono sempre ad abbracciarti, a cullarti. Continua dunque a venir fuori il suo lato più intimo, nascosto, quello che ci piace e come dicono a Livorno “Bobo ci fa sta’ bene!”…perché se potessero i Livornesi, e forse qualcuno lo fà, si metterebbero in casa la gigantografia di Bobo! Ed aggiungo io: “Farebbero anche di morto bene!”.

C’è una traccia nel disco che è un piccolo capolavoro, una poesia di grande estetica, Franco Loi, dedicata al poeta dialettale di origini genovesi, tra l’altro autore anche della canzone Sì a me delle donne (tradotta poi in italiano e musicata da Bobo). È un po’ come entrare in un’altra stanza attirati da una voce calda, corposa, come quelle voci di nonni che da piccini ti raccontano le favole e te staresti ore ad ascoltarli. Voce come musica. Parole come suoni. Dunque grazie a Bobo che anche questa volta ci ha portato altrove!

L’ora dell’ormai. Un altro Bobo Rondelliultima modifica: 2011-11-28T10:05:50+01:00da admin
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