Storia del carnevale a Livorno e dolci della tradizione

cenci-300x225.jpgOggi 18 gennaio inizia il carnevale, allora volevo parlarvi della tradizione dolciaria livornese legata a questa festa. Sull’argomento, molto interessante è il libro di Paolo Ciolli La pasticceria a Livorno. Storie e ricette (Edizioni Erasmo, 2010): “ Il carnevale a Livorno cominciava in ritardo, il 28 gennaio; un ritardo voluto per adempire il voto che la città fece nel febbraio del 1472 in occasione del tremendo terremoto. Erra uso che il 2 febbraio giorno della “Candelora”, nel quale si benedicono le candele come simbolo del “Cristo luce per illuminare le genti”, cominciassero ad apparire delle maschere nel centro della città. I costumi raffigurati erano di semplice fattura e bastava indossare un vecchio cappotto, un camice o un copricapo buffo per impersonarle. La ricorrenza del carnevale era importante per la città ed al suo culmine si faceva, quella che oggi sarebbe ricordata come “notte bianca”, quindi festa fra risa, scherzi e canti fino a tarda notte, al suono di nacchere e organetti. Piazza Grande illuminata con torcetti veneziani primi, terzi e quarti piani era proprio un bel veder. (Poesia popolare)

Il martedì grasso chiudeva il festoso periodo quando “il Carnevale”, simboleggiato da un obeso fantoccio veniva bruciato in un grande falò, allo scadere della mezzanotte nell’allora superba piazza Grande, cinturata di palazzi seicenteschi. La partecipazione della popolazione era globale e dovette essere persino regolata da editti che tutelassero la loro incolumità, perché in quel periodo molte erano le esagerazioni e qualche volta le rese dei conti portavano anche all’obitorio. Era tradizione offrire le roschette (ne ho già parlato nel nostro blog) insieme ad altre dolcezze quali cialdoni, moscardini e marroni glassati ed i cenci (orecchiette di Haman) tipici del carnevale ebraico (festa del Purim)”.

Moscardini

Dosi per un po’ di dolcetti

300 gr di zucchero

80 gr cioccolato amaro

300 gr mandorle

2 uova + 1 tuorlo cannella in polvere q.b.

un pizzico di sale

Sciogli il cioccolato a bagnomaria. Tosta le mandorle e macinale grossolanamente. Sbatti le uova con lo zucchero e aggiungi tutti gli ingredienti, lascia raffreddare; forma delle palline che poste su ostie lascerai riposare per una oretta prima di infornare a 150° per una dozzina di minuti. 

Una volta tolte dal forno saranno morbide e puoi decorare con una ciliegina candita. Lasciate raffreddare prenderanno consistenza, pur rimanendo con l’anima tenera. Alcuni, formate le palline, le tuffano in una granella di zucchero.

 

Cenci (da “cencio” straccio per strusciare in terra)

250 gr di farina

1 uovo

acqua d’arancio q. b.

90 gr  di zucchero

una manciata di anaci

1 cucchiaio di olio di oliva

un cucchiaino di lievito

un bicchierino di rum (se si vuole)

Metti la farina nella spianatoia e impasta bene con l’uovo, qualche cucchiaio di essenza di arancio, un pizzico di sale, lo zucchero, gli anaci, e l’olio. Impasta bene e lascia riposare la pasta, poi stendila con il matterello, taglia a rombi o a fiocchi e friggi in abbondante olio. A piacimento cospargi con zucchero a velo. Accompagnali con vin santo servito leggermente fresco…e la festa può cominciare!

Storia del carnevale a Livorno e dolci della tradizioneultima modifica: 2012-01-18T09:40:50+01:00da admin
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