Palio Marinaro, una tradizione lunga 85 anni

 

palio marinaro livorno, terrazza mascagni, piazza mazzini, ovosodoDal 1927 nello specchio di mare di fronte alla Terrazza Mascagni, uno dei luoghi più suggestivi, amati e fotografati della città, si svolge la competizione per eccellenza della tradizione remiera labronica che insieme alla Risiatori ed alla Barontini costituisce il cosiddetto “Trittico”, ovvero il Palio Marinaro.

Ancora una volta confrontandosi con l’elemento dell’acqua i vari equipaggi che rappresentano i rioni o zone della città si sfidano sui caratteristici ed ormai familiari “gozzi” a 4 e 10 remi.

Ieri, Domenica 8 luglio, è andata in scena l’edizione 2012 (arricchita da una serie di eventi che hanno preceduto e contornato, sia per attirare turisti e forestieri, sia per coinvolgere gli stessi livornesi che spesso hanno perso il contatto con i quartieri ai quali non si sentono più legati) del Palio vero e proprio. Nella gara delle gozzette a 4 remi ha trionfato l’equipaggio rosso-verde dell’Ardenza, mentre il Palio a 10 remi è stato vinto a sorpresa (favorito infatti era il Venezia) dai bianco-gialli dell’Ovosodo che hanno vogato in boa 3 (8 sono le boe, alcune più vicine a terra altre più verso il largo, quindi entrano in gioco varie componenti ambientali: per questo il posto in boa viene sorteggiato il giorno prima del Palio). Da segnalare poi il successo nella categoria femminile dell’equipaggio del Labrone, una delle nuove sezioni nautiche nata dalla fusione di due storiche cantine Fabbricotti e Shangay-Torretta.

Come ho scritto più volte ogni gara del cosiddetto “trittico” si svolge in un contesto particolare che determina una differente fruizione da parte di chi guarda. Il Palio, come accennato, si svolge completamente in mare aperto, ma a due passi dalla terra. Alcuni, come per la Risiatori seguono la gara dal mare su piccole e medie imbarcazioni godendo di una prospettiva particolare, con il sole alle spalle che illumina gli spalti e le bandiere posizionate sulla Terrazza Mascagni  (come recita Wikipedia è un grande piazzale delimitato verso il mare da una sinuosa balaustra formata da 4.100 eleganti colonnine in conglomerato cementizio; il pavimento è costituito da una scacchiera di 8.700 metri quadrati formata da 34.800 piastrelle bianche e nere) che si fondono nel gioco della prospettiva e degli zoom fotografici con lo sfondo costitutito dalle facciate dei palazzi del Viale Italia.Ma il grosso del pubblico segue la gara da terra, disposto appunto sulle spallette e le tribune montate sulla Terrazza (come familiarmente la chiamano i livornesi), ma anche disposti sulle “punte” dei vicini Bagni Pancaldi, direttamente in costume ed infradito.

Poi c’è una terza categoria di spettatori, diciamo anfibi, tra i quali rientro anche io, ovvero coloro che seguono la gara da quella zona naturale caratterizzata da pozze d’acqua intervallate da piccoli scogli e secche che separano la Terrazza dal mare fondo. Ognuno si dispone dove vuole o può in connaturale disordine, chi in piedi, chi arroccato con l’asciugamano su qualche sperone roccioso, chi andando in su e giù rischiando la più classica delle “figurette” ovvero scivolare sulle alghe vischiose che ricoprono tipo muschio questi scogli a pelo d’acqua.

Personalmente preferisco scegliermi la mia pozza d’acqua e godermi con i piedi a mollo ed il corpo ristorato da una lieve brezza lo spettacolo in controluce  (che non è solo la gara ma anche la stessa cornice di atipico pubblico) del Palio Marinaro ovviamente in compagnia dei miei RayBan very very vintage.

Così ho fatto anche quest’anno per poi concedermi sulla strada di ritorno a casa, percorsa rigorosamente in bicicletta, una cena-sosta in P.zza Mazzini a base di totani fritti e buon vino bianco. Ma sarà  bello il Palio Marinaro?

 

foto: La Nazione

 

Palio Marinaro, una tradizione lunga 85 anniultima modifica: 2012-07-09T08:30:11+02:00da admin
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