A passeggio con.. i Risi’atori

Coppa Risi'atori, Coppa Barontini, Palio Marinaro, Scali Novi Lena, Borgo dei Cappuccini, La meloria, Piazza MazziniOgni anno, nel periodo estivo, a Livorno si volgono le tradizionali gare remiere che rinsaldandano il forte legame che la città ha con il mare.

Domenica scorsa, 3 giugno, con la “Coppa Risi’atori” si è infatti aperto il cosiddetto “mese del remo”, durante il quale si svolgeranno le altre due tradizionali gare che formano il “trittico”, ovvero la “Coppa Barontini” e il “Palio Marinaro”. Tre diverse manifestazioni sportive con protagonisti i “gozzi” (imbarcazioni a 4 e 10 remi) dei vari quartieri cittadini che riempiranno diversi specchi d’acqua della città.

La Risi’atori, come spiegano a chi proprio di Livorno non è, i vari siti istituzionali e non, “è stata ideata per ricordare le mitiche gesta di coloro che nei secoli scorsi, su fragili imbarcazioni, andavano per mare, spesso in burrasca, a portare soccorso ad altri marinai sfortunati che stavano naufragando nelle acque di fronte al nostro porto e spesso proprio nelle secche della Meloria da dove parte la gara. Erano chiamati risi’atori, dal verbo risicare (rischiare) e da questi coraggiosi nasce la storia della città, del porto e della economia di Livorno”.

E quest’anno il mare in burrasca c’è stato da vero, con onde ingrossate dal forte vento di scirocco.

Già perchè ¾ della gara si svolge in mare aperto, con partenza dalle secche della Meloria per finire alla linea d’arrivo nella Darsena Nuova, nello specchio d’acqua davanti agli Scali Adriano Novi Lena dietro ai quali si estende il quartiere popolare di Borgo dei Cappuccini. Più di 7000 i metri del percorso per i gozzi a 10 remi (quelli a 4 hanno un percorso più breve, circa 2500 m, stesso l’arrivo ma differente il luogo di partenza anche se sempre in mare aperto, vicino alla diga che protegge l’ingresso al porto).

Molti tradizionalmente seguono la gara proprio in mare aperto con imbarcazioni private (che spesso però creano intralcio sia ai gozzi che alle imbarcazioni di supporto alla gara), ma il grosso attende gli equipaggi, ognuno sperando che quello che rappresenta il proprio quartiere arrivi prima degli altri, a terra, disponendosi sulle “spallette” e moletti in un continuo spaziale che forma una sorta di abbraccio della Darsena Nuova: da Via del Molo Mediceo, ponte mobile compreso (dal quale la prospettiva è magicamente suggestiva ed il mare quasi acceca riflettendo la luce del sole nel quale si perdono i profili e le sagome delle imbarcazioni che entrano in porto), passando da Via Cialdini, fino a tutti gli Scali Novi Lena, che finiscono la dove comincia la P.zza Mazzini: che per l’occasione ospita un “caotico” e colorato mercatino.

In attesa che arrivino i gozzi così, aggiornati dallo speaker che gracchia dagli altoparlanti sparsi lungo gli Scali incorniciati dallo sventolio delle bandiere con i colori dei vari quartieri, è piacevole passeggiare dalla città fino alla punta dei Piloti e viceversa, magari gustandosi un gelato o una bibita fresca, nel caos tipico di queste occasioni scoprendo i mille scorci e le mille facce che questa città, se la si osserva bene, sà regalare.

 

Per la cronaca, nella gara a 10 remi ha vinto il gozzo bianco-rosso del Venezia, una delle “cantine” più forti ed attrezzate. Nelle gozzette a 4 remi si è invece imposto l’Ardenza.

L’appuntamento con i “gozzi”(da disciplina anzi, mondo esclusivamente maschile negli ultimi anni si è aperta anche ad equipaggi femminili che gareggiano però naturalmente a parte), è per il prossimo 16 Giugno, con la Coppa Barontini, intitolata al famoso partigiano labronico, che animerà le spallette lungo i Fossi Medicei, ovvero i canali d’acqua che circondano l’antica pianta pentagonale della città.

 

 

Foto:

http://livornodailyphoto.blogspot.it

Giù le mani dalla Cala del Leone!

cala del leone, mare,Non è stato un bel risveglio quello che i livornesi hanno ricevuto qualche giorno fà: “La Cala del Leone (spiaggia cult della costa labronica), in parte, diventerà zona privata a pagamento con tutte le attrezzature adeguate, lettini sdraio e ombrelloni. Questa è una notizia che in città proprio non si riesce a buttare giù “come l’ovo sodo”! Subito è partita una protesta sul web in perfetto stile livornese con tanto di commenti esilaranti e battute, senza però tralasciare l’amarezza per la perdita di un angolo di mare libero. Certo scendere alla cala e vedere una fila di ombrelloni “stile bagni” tutti uguali piazzati non fà un bell’effetto per chi da anni e da generazioni è legato a quel pezzo di terra e di mare. Speriamo solo che ci sia una convivenza pacifica tra chi utilizzerà i nuovi servizi e chi continuerà a stendere l’asciugamano sulla spiaggia e magari vedere meno spazzatura (negli ultimi anni stava diventando un problema lo smaltimento dei rifiuti). Staremo a vedere, fatto sta che un pezzo di storia livornese si è conclusa e sempre meno sono luoghi di mare ad accesso libero cosa che, alla fine, dovrebbe essere un diritto.

 

 

Foto: Quercianella info

 

Piazza Mazzini…tra fritto, stuzzicheria ed insalate: che l’estate abbia inizio!

4254007173_c03dd7f388.jpgEd anche quest’anno si riparte alla velocità della luce, Giovedì 19 aprile Jhonny Paranza, sfidando le intemperie, ha riaperto bottega con la solita formula: fritto gratis e concerto dei Morning Skifflers. “Come sempre in Piazza Mazzini! E’ tempo di ingurgitare fritto, ma di quello bono! Compagno di avventura lo storico bar Sirena sempre pronto a supportare le maratone di fritto di Paranza. Il tutto condito dalle ottime performance musicali. Insomma, che dire, anche se le temperature non sono ancora “da magliettina”, una volta partita la stagione del fritto l’estate ha ufficialmente inizio!
A pochi passi, una gestione familiare caratterizza l’attività della Stuzzicheria di Mare, la prima pescheria-ristorante di Livorno. Il negozio, presente ormai da più di 60 anni nel quartiere di Borgo dei Cappuccini (prima era collocato proprio nella via di Borgo), alla la vendita di pesce fresco di giornata ha aggiunto la preparazione di aperitivi con cruderie di mare, primi di mare (tra i quali spiccano il riso nero e la pasta alle cicale), frutti di mare, grigliate e frittura e ovviamente il cacciucco, che anche mangiato sulle panchine in piazza (perchè dentro è tutto pieno!) è di una bontà…
Oramai collaudata la formula di Green and Go (al civico 68 della piazza): insalate take away, frullati, macedonie, piccoli dolci. Dalla strepitosa idea di Giulia Bernini un posto unico in città dove ognuno può inventare la sua insalata scegliendo tra i tanti ingredienti freschi di stagione e portarla via per mangiarla dove più gli piace! C’è la possibilità di ordinare on line http://www.greenandgo.it/ o usufruire del servizio a domicilio.
W PIAZZA MAZZINI!

Foto:
http://flickriver.com/photos/zamm/4254007173/ (foto jhonny)

Surfer Joe’s Diner. Livorno si tuffa negli anni ’50!

 

surfer diner.jpgE ‘ aperto da soli due giorni è già fa parlare di sé il Surfer Joe’s Diner, nuovo punto di ristoro nella location della terrazza Mascagni vicino all’acquario. Atmosfera anni ’50 e grande varietà di menù tra pancakes, french toast, croissants, omelettes e molto altro gustati ascoltando buona musica dal beat, al garage, al rock’n roll, al rockabilly, al blues (il giovedì sera a ingresso libero) e alla musica surf di band provenienti da tutto il mondo (il sabato sera). Credo che diventerà il luogo cult dell’estate livornese ed ha tutte le carte in regola per esserlo! L’ambiente è ricostruito alla perfezione in tutti i particolari. Il progetto, sviluppato da Lorenzo e Luca Valdambrini, è il risultato di un’ esperienza maturata da anni nel settore della Surf Music…e magari nei giorni di onde perfette si vedranno surfare le tavole in lontananza, nella migliore tradizione labronica! Click…una fotografia anni ’50.

 

Apertura dal martedì alla domenica, dalla mattina fino a tarda notte con orario continuato.

 

http://www.surferjoe.it/diner/index.php

 

foto: http://surfguitar101.com/forums/topic/17597/?page=2#p232136

 

 

Il “mercatino del venerdì”…un cult tutto livornese!

mercatino venerdì.jpgIl venerdì a Livorno non è un giorno come un altro. Da anni, oramai, i livornesi sanno cosa fare in questo giorno della settimana, che ci sia il sole o venga una pioggia “a sassate”. La giornata incomincia presto, perché chi prima arriva fà i migliori affari e poi perché, come in tutti i mercatini, dopo un po’ non si cammina! Andare al mercatino e tornare a casa pieni di buste è decisamente terapeutico. La cosa curiosa è che ho visto gente chiedere i permessi dal lavoro pur di non mancare all’appuntamento. Non sei un vero livornese se non vai al mercatino, infatti in pochi rinunciano a trascorrere qualche ora a girellare tra i numerosi banchi che si snodano vicino allo stadio in zona Ardenza, per la precisione in via dei Pensieri e via Allende. Ho visto di tutto al mercatino…mamme con figlioli piccolissimi, nonne con nipoti, una volta, sembra incredibile, persino un ragazzo con intorno al collo un serpente (siamo a Livorno, sì sà questa è una città un po’ colorata), ragazzi che d’estate sfoggiano milioni di tatuaggi e pearcing come fanno sui bagni (ma questa è un’altra storia che presto racconterò con dovizia di particolari), cani, gatti e chi più ne ha più ne metta. Dunque aldilà di tutto il mercatino è un monumento e guai a chi lo tocca ed è bello andarci proprio per vedere questa varietà tutta insieme.

In questo mese di dicembre, per la gioia di tutti, aperture straordinarie giovedì 8, venerdì 9, domenica 11, venerdì 16, domenica 18, venerdì 23 dalle ore 7 alle ore 15.

E allora non mi resta che augurarvi BUON MERCATINO A TUTTI!

Una terrazza sul mare

livorno_terrazza_mascagni.jpg

La prima volta che venni a Livorno non ebbi dubbi su dove andare. I miei amici livornesi (compagni di studi a Pisa) mi avevano tanto parlato della Terrazza Mascagni come uno dei posti più belli e suggestivi della città, e non solo.

Quando arrivi alla terrazza (dalla città o dal mare, precisamente dopo aver percorso tutta la costa livornese) l’impatto visivo è talmente forte da rimanerne subito affascinati. Il pavimento a scacchiera e la particolare balaustra costituiscono i tratti unici di questo meraviglioso affaccio sul mare.

Guai a chi tocca la terrazza! I livornesi amano questo posto più di ogni altra cosa ed hanno ragione. L’effetto ottico suscitato dalla camminata lascia stupefatti…nei giorni di sole, che sia estate o inverno,  passeggiare alla terrazza è un rituale al quale difficilmente si rinuncia…e quando lo fai nelle ore del tramonto allora sì che ti metti in pace con il mondo! Il sole che scende nel mare, entrando dalla balaustra, dipinge sul pavimento giochi di luce molto amati dai fotografi che si divertono a immortalarli dai vari punti di vista. Mi è capitato di andare alla terrazza nelle giornate di libeccio…allora sì che la si vive veramente! Le onde sorpassano la balaustra e arrivano ad inondare il pavimento (a volte in maniera talmente forte che sono stati necessari lavori di ripristino). Comunque, in un modo o nell’altro, l’impatto emotivo è unico. Parlando con alcuni livornesi, c’è chi la preferisce nelle giornate di vento:

“ Questa è Livorno! Il libeccio, il salmastro che si respira è meglio di qualsiasi medicina!”. Sono un po’ così i labronici, attaccati  alle loro cose in maniera viscerale, “di pancia” dicono loro e non c’è da stupirsi se anche a gennaio si vede qualcuno che, piacevolmente, fà il bagno in mare!

foto:  Eliandric ©iStockphoto.com

Vernacolo

gangillo (1).jpgIl mio primo post per questo blog per conoscerci meglio…

Come vi  ho già anticipato sono una livornese verace e pertanto credo sia giusto soffermarci un po’ sulle  origini del nostro modo di parlare. 

Livorno che ha origine come porto franco ha ospitato nei secoli numerose comunità (ne sono testimoni le varie chiese presenti nella nostra città) Inglesi, Greci, Ebrei, Francesi, Fiamminghi, Armeni tesi a fare Diversis Gentibus Una, ossia “Una sola cittadinanza da genti diverse” così come era scritto su l’“Unghero”, la prima moneta livornese fatta coniare dal Granduca Ferdinando II nel 1655. Molti dei nostri termini hanno origine dai loro vocaboli e locuzioni. I piedi (generalmente quelli grossi) talvolta vengono chiamati “fette” termine che deriva dall’inglese “feet”  quando  ai tempi della seconda guerra mondiale i soldati americani utilizzavano l’inglese per comunicare con i livornesi. La Comunità Ebraica è però quella che maggiormente ha influito sul nostro vernacolo  con il linguaggio del bagitto che scompare nei primi del ‘900 lasciando dei segni significativi nelle espressioni, parole e modi di dire ancora oggi utilizzati dai nostri concittadini: provate a spostarvi da Livorno andare in un panificio e chiedere le roschette…difficilmente capiranno ciò che volete!

Con il Vernacoliere ci facciamo conoscere in tutta Italia ma spesso continuiamo a confonderci nello scrivere la nostra esclamazione preferita…facciamo attenzione che “dhe” è un esortativo della lingua italiana ormai non più utilizzato quindi d’ora in poi scriviamo come parliamo…utilizziamo il nostro DE’ come meglio crediamo per rafforzare un concetto, in risposta ad una domanda scontata oppure per un esclamazione ma in quest’ultima circostanza, se l’esclamazione vuole esprimere meraviglia, concediamoci un sano BOIADE’!

Vi lascio con qualche verso “der Cangillo” per chi non lo conosce con questo pseudonimo dico il nome di Dino Targioni Tozzetti, versi dedicati all’amata Livorno:

Pel di’ la verità ‘n po’ po’ ho girato

son stato a Roma, a Genova, a Milano, 

e di peltutto a statti un po’ lontano

a te, Livolno mia, sempre ho pensato.

Qui, volè’ o non volere ci son nato,

ci son cresciuto onesto, folte, sano,

eppoi, ner camposanto di Sarviano 

c’è ‘r mi povero babbo sotterrato.

La mi’ mamma l’ho viva, e ancora lei, 

Livolno mia, ti polta n’affezione

che co’ ‘n’antra città ‘n ti ambierei.

Ma ‘ndove mai si possono trovare,

pr’esempio, la Via Grande, ‘r Cisternone

le bimbe belle, e ‘Vattro Mori, ‘r mare?

Lady  S.

Porta a mare

livorno-0003-copia.jpgProcedono spediti i lavori per la riqualificazione dell’area di Porta a Mare. Per una volta un cantiere che sembra camminare e per una volta dei lavori di riqualificazione che appaiono sensati per ridare vita ad una zona che stava declinando nella bruttezza post-industriale.

Il mitico Cantiere Navale Orlando ormai è chiuso da molti anni ed è inutile stare troppo a piangere sul latte versato… Ora diventerà qualcosa di diverso ma non per questo meno bello, importante e affascinante per la città.

L’area, quando sarà finita, dovrebbe comprendere nuovi approdi di un porto turistico, nuove attività commercialie e anche nuove unità abitative.

Le foto dei progetti sono molto belle e sembrano arrivare da una città del nord Europa. Speriamo che la realtà non sia troppo diversa dai progetti e che sopratutto non si debba aspettare troppo per passeggiare nel nuovo porto.

Via de Larderel – Nuovo Pro Memoria

de larderel.jpgRiprendendo il discorso lasciato in sospeso il 28 febbraio scorso – quando commentavo qui la dichiarazione del nostro Sindaco sull’imminente dismissione del ponteggio davanti al Palazzo di Giustizia di Via de Larderel – per aggiornare la situazione ad oggi (foto).

Il Sindaco informava su GranducatoTV che il ponteggio sarebbe stato tolto “in tempi brevissimi”, senza troppo specificare cosa significasse. Ebbene, oggi a tre mesi di distanza, possiamo dire che “tempi brevissimi” per il Comune di Livorno sono superiori a tre mesi.

Continueremo a seguire questo cantiere che, anche per la sua posizione centrale all’ingresso della città, è un po’ paradigmatico per tutti i lavori fermi.

Fortezza dal Basso

livornofortezzanuova.jpgCome ogni anno la Fortezza Nuova verrà occupata pacificamente dal 29 aprile al 1 maggio dagli animatori del gruppo Fortezza dal Basso. L’occupazione vuole porre l’attenzione sia sui problemi del lavoro a Livorno sia sull’utilizzo degli spazi pubblici.

Sull’occupazione è notizia di qualche giorno fa un poco lusinghiero primato per Livorno che, secondo un articolo del Sole24ore, risulta essere prima nel centro nord per disoccupazione giovanile. La percentuale dei giovani in cerca di occupazione nella nostra provincia è pari al 36,7 per cento, una misura davvero preoccupante.

Sugli spazi pubblici c’è molto poco da dire. La Fortezza Nuova è il simbolo dell’incapacità della città (non dico volutamente solo dell’Amministrazione) di sapere gestire gli spazi e le bellezze a disposizione per tutta la comunità.

Come ogni anno allora la Fortezza si animerà (purtroppo credo solo sul pratone davanti al Pontino – ormai la struttura è irrimediabilmente inagibile) con concerti, aperitivi e braciate popolari. Per tutto il programma vi rimando al sito dell’organizzazione.