Intervento di Gabriele Baldocci sulla cultura livornese

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Pubblico volentieri questo intervento di Gabriele Baldocci, sia per le questioni che pone sia perché Gabriele è davvero un artista a livello mondiale e quindi esprime il meglio della cultura labronica. Grande emozione nel vederlo suonare ai 4 mori insieme a Martha Argerich… Non se se vi rendete conto? Martha Argerich ai 4 mori…

Conosco Gabriele da anni e conosco la sua passione e il suo amore per questa città. Noi di Liperli, che nel nostro piccolo e da non professionisti abbiamo cercato di smuovere la cultura in città, rispondiamo presenti.

Cari amici, cari colleghi,
il tempo della sopportazione è finito. La città di Livorno per la sua stessa natura di porto di mare, di punto di commistione fra culture e popoli, di città aperta al diverso è da sempre una fucina di talenti e di persone che nel loro piccolo hanno cambiato il mondo. Da Fattori a Modigliani, da Nardini a Mascagni fino ai nostri più contemporanei Carlo Azeglio Ciampi, Piero Ciampi e Paolo Virzì, giusto per citarne alcuni. Eppure la quasi totalità delle personalità suddette hanno sviluppato la loro carriera fuori dalla nostra amata città dove, anzi, spesso il loro talento è stato riconosciuto soltanto dopo che già erano personalità a livello mondiale.
Si intuisce molto chiaramente che c’è una stretta equipollenza fra quello che è l’altissimo potenziale culturale del livornese e la bassezza intellettuale dei propri rappresentanti politici già dalle azioni intraprese a partire dal dopoguerra. Mi riferisco, ad esempio, all’abbattimento di Teatri come il Politeama, alla chiusura architettonica di Piazza Grande con il mai tanto odiato “nobile interrompimento” o a tutte le scialbe ricostruzioni del dopoguerra, alla demolizione del palazzo natale di Mascagni. Fino agli scempi di oggi: la chiusura de “La Gran Guardia” e dell'”Odeon”, la chiusura della Casa di Modigliani (peraltro a malapena pubblicizzata e conosciuta), la riduzione smodata di fondi destinati alla cultura che hanno portato all’agonia istituzioni come l’Istituto Mascagni ed il Teatro Goldoni. Livorno vive oggi una situazione di totale degrado artistico ed intellettuale che ben poco si addice all’orientamento politico che da sempre la contraddistingue che,anzi, dovrebbe avere tra le basi fondamentali della propria costituzione proprio la cancellazione dell’ignoranza e la promozione culturale ai massimi livelli. 
Tirando le somme, i risultati come tutti possiamo vedere sono a dir poco allarmanti. Viviamo in un’epoca di vile Berlusconismo, un’epoca di tagli all’istruzione, un’epoca in cui si cerca il più possibile di mantenere la popolazione incolta proprio perchè conviene, e quindi ecco che gli si propinano scurrilità, divertimenti all’acqua di rose e montature mediatiche al posto di buona musica, grandi mostre e rassegne teatrali. Il fenomeno è globale e purtroppo non conosce colore politico, come ci stanno dimostrando da troppi anni coloro che governano la nostra città.

E’ giunta l’ora di dire BASTA! 
Basta al nascondere i tagli alla cultura con motivazioni politiche!
Basta predicare bene e poi comportarsi in modo diametralmente opposto! 
Basta mettere in mano la gestione culturale della realtà cittadine a politici che invece di costruire distruggono!
Basta stare in silenzio davanti a questo massacro!

Ecco alcune domande da porsi:
– Che ne è della promozione culturale cittadina? Il Comune sta invogliando la gente ad andare a Teatro o al Museo? 
– Che ne sarà del Teatro Goldoni, che ormai conta su esigue produzioni e che ogni anno vede ridotto il suo budget disponibile, con la solita vecchia scusa dei tagli del governo? Perchè il Teatro Goldoni ha presentato il suo cartellone con grande ritardo, rispetto agli altri teatri della Toscana, che pur soffrono degli stessi problemi derivanti dai tagli del Governo Berlusconi?
– Come e quanto vengono aiutate le Associazioni Culturali cittadine? C’è una vera presenza attiva delle Istituzioni nello sviluppo delle loro attività?
– Che ne è della Fortezza di Livorno? Anni fa era diventata punto di aggregazione e di eventi. Adesso quasi non se ne parla più! Quale sarà il suo destino?
– Quali sono le prospettive per un giovane livornese che voglia intraprendere un percorso artistico o culturale serio e concreto?
– Che ne sarà dell’Istituto Mascagni, che già quest’anno fatica a mantenersi in vita e che da sempre rappresenta un polo musicale di altissimo livello?

Il momento è cruciale e bisogna attivarci. E’ necessario che tutti gli operatori culturali di Livorno, senza distinzione di colore politico, prendano atto della situazione d’emergenza e si uniscano per costruire. Dobbiamo costruire! Costruire il bello, costruire le dignità dei nostri talenti, costruire una coscienza culturale nella popolazione assopita dai governi dello schifo. 
Costituiamo un gruppo solido. Siamo tanti e capaci. Tanti di noi viaggiano molto, conoscono molte realtà e sanno benissimo come il punto del non-ritorno sia vicino nella nostra amata Livorno. 
Costruiamo un tavolo di discussione e di progetti a tutto tondo e presentiamolo ai nostri politici. Non stanchiamoci di manifestare il nostro disprezzo contro i nemici della cultura e contro coloro che solo operano a favore della loro poltrona!
Iniziamo con il proporre un luogo ed un’orario per iniziare la nostra collaborazione. Sono convinto che uniti riusciremo finalmente a cambiare le cose!

Vi invio un calorosissimo saluto!
Gabriele Baldocci