Stills. Quando la fotografia racconta il cinema

foto, cinema, villa fabbricotti, virzì, bruni, gabriellini, Terrazza Mascagni 30 giugno 1896, sei mesi dopo la nascita del cinematografo, la Settima Arte arriva a Livorno con i fratelli Lumière e, grazie alla sua fama turistica e culturale, il legame che la città ha con il cinema è fin da subito molto forte. Legame che  ancora una volta viene sottolineato e celebrato grazie all’allestimento della mostra fotografica (organizzata dalla cooperativa Itinera in collaborazione con il Comune di Livorno) dal titolo “Stills Fotografie per il Cinema” di Paolo Ciriello che dal 31 marzo (si è conclusa ieri domenica 29 aprile) è stata ospitata nei locali della Bibiloteca Labronica F.D Guerrazzi, nella splendida cornice della Villa Fabbricotti, vero e proprio polmone verde della città. Ventiquattro scatti realizzati dal livornese Ciriello come fotografo di scena sui set dei film “La prima cosa bella” di Paolo Virzì del 2009; “Scialla” di Francesco Bruni del 2010; “I più grandi di tutti” di Carlo Virzì (proiettato in anteprima nazionale la sera stessa del 31 marzo a Livorno) ed “I padroni di casa” di Edoardo Gabriellini in uscita nelle sale. Quella di Paolo è una passione coltivata fin da bambino (padre e nonno noti professionisti in città) che con il passare degli anni si è arricchita di esperienze proprio in campo cinematografico al seguito di registi non solo livornesi. Tra bianco e nero e colore i fotogrammi dei film rivivono grazie all’occhio che ferma l’immagine cogliendo la naturalezza dell’espressione, conservando nella staticità quello che spesso attraverso il movimento della macchina da presa sfugge. Volti, situazioni, luci, colori, oggetti, luoghi riscrivono il film raccontandolo da un differente punto di vista, cogliendo momenti e prospettive spesso più singolari di quelle registrare dall’inquadratura della macchina da presa. Ma con la fotografia Ciriello racconta “per il Cinema” il suo stesso farsi narrando per immagini il set ed i suoi protagonisti, dagli attori e registi naturalmente, ma anche operatori, truccatori, macchinisti, ovvero coloro che rendono materialmente e tecnicamente possibile l’artificio del cinema.

Da sottolineare come il percorso fotografico sia stato arricchito dall’esposizione in apposite bacheche di volumi tematici sul rapporto tra cinema e fotografia, cogliendo così l’occasione per valorizzare parte di quel prezioso tesoro custodito proprio dalla Biblioteca ospitata nella Villa, ovvero il Fondo Bibliografico “Athos Rinadi”  (5.000 e più volumi sul cinema donati alla biblioteca Labronica).

Livorno ed il Cinema, un legame indissolubile che persiste nel tempo, attraverso le pagine ingiallite di un libro come nell’opaca patina di un ingrandimento in bianco e nero.

 

Foto: Paolo Ciriello