Centrali nucleari a Livorno

centrale_nucleare.jpgSono ben quattro le centrali nucleari che secondo le indiscrezioni dovrebbero essere costruite sulla costa toscana; o meglio, tre sulla costa e una sulla splendida isola di Pianosa.

Sicuramente sarebbe una delle più alte concentrazioni di nuovi impianti rispetto a tutte le altre zone d’Italia. Non ho sentito dichiarazioni ufficiali dei nostri amministratori locali ma la cosa non sembra destare né preoccupazione né irritazione. Tutti gli amministratori appartenenti ai partiti di governo nelle altre regioni si sono invece affrettati a dire che – pur essendo favorevoli alla nuova tecnlolgia – sul loro territorio la cosa non si può fare. In Lombardia, molto significativo, il Presidente regionale Formigoni ha detto che il nucleare non “serve” in quanto la regione sarebbe autosufficiente dal punto di vista energetico. Livorno, seguendo questo ragionamento, non potrebbe essere mai scelta per le nuove centrali in quanto produce credo il 50% di tutta l’energia regionale…

Saremmo invece una provincia perfetta per le energie pulite quali solari ed eolico, invece si pensa solo a tecnologie tradizionali e inquinanti (biomasse con oli inquinanti) oltre a questa nuove centrali nucleari ancora più dannose e pericolose.

Dopo la tragedia giapponese oggi il Governo nazionale sembra ripensare al nucleare, ma bisogna sperare e impegnarsi affinché il referendum del 12 Giugno ponga lo stop definitivo a questa tecnologia che ha dimostrato di essere molto più dannosa che utile.

Un’ultima annotazione la voglio fare sull’utilizzo della lingua italiana. Ogni volta che qualcuno parla di nucleare dopo quello che è successo in Giappone rischia di essere accusato di “strumentalizzare” la tragedia. O come quando qualcuno parla di un politico condannato per corruzione o per rapporti con la mafia, ugualmente strumentalizza… La cosa mi sembra piuttosto ridicola. Direi piuttosto che indurre dati e giudizi dalla realtà costituisce un normale processo logico.

Detto questo, esprimo tutta la mia vicinanza al popolo giapponese; e nutro anche la speranza che, grazie alla sua saggezza millenaria e a causa della recente tragedia, possa diventare una nuova guida per l’umanità per trovare nuove forme di socializzazione e di consumo, e farci capire che la felicità non dipende da quanti KW di energia produciamo.