Ciao astronave…

stefano pilato, valerio michelucci, piazza mazzini

Non è bello svegliarsi una mattina fare una passeggiata e non trovare più la bellissima installazione di Stefano Pilato e Valerio Michelucci (sulla quale avevo scritto un post questa estate http://virgiliolivorno.myblog.it/archive/2012/07/29/eccoci-strane-presenze-in-p-zza-mazzini.html) in p.zza mazzini. Oramai io e la mia bambina ci eravamo abituate a quella strana presenza e quella collocazione mi sembrava il luogo ideale per il tipo di lavoro dei due artisti livornesi, ma l’amministrazione comunale ha deciso che lì non ci può più stare…non sto in questa sede a dirvi le motivazioni anche perchè di senso ne hanno veramente poco! Ora l’opera si trova a pisa ai navicelli…e chissà che un giorno si innalzi da terra e possa riprendere la via del mare e sorvolare sui nidi di cicogna che, per fortuna ancora resistono sugli alberi!

 

http://www.youtube.com/watch?v=8nz17-OUiqo

“ECCOCI” …STRANE PRESENZE IN P.ZZA MAZZINI

 

piazza mazzini, johnny paranza, stefano pilato, art pesce frescoAndare in vacanza per qualche settimana, tornare a Livorno e scoprire sempre qualcosa di nuovo. Da qualche giorno non passavo da P.zza Mazzini e la Notte Bianca di sabato scorso (28 giugno) è stata l’occasione per  tornare ad assaggiare il buon fritto di Johnny Paranza. E proprio avvicinandomi al magico chiosco di sapori che da anni ormai anima quell’angolo rinnovato della P.zza, delimitato sull’imbocco di Corso Mazzini dallo storico e colorito Bar Sirena, nei pressi di ciò che resta dell’antica Fonte Guglia, l’Obelisco-Fontana  realizzata da Pasquale Poccianti nel 1836, noto sulla destra una strana sagoma. Mi avvicino in curiosità.. ed eccoci. Sì “Eccoci”, è questo il nome dell’istallazione artistica realizzata dal duo Valerio Michelucci e Stefano Pilato, che tornano a collaborare con questo nuovo intervento in P.zza Mazzini: lo scorso anno infatti a giugno presentarono l’originale “Cico cico on the trees”, i nidi di cicogne che ancora possiamo godere passeggiando tra gli alberi della piazza, dando un’occhiata in alto naturalmente. Questa nuova creatura dal titolo Eccoci è stata presentata nel corso di una serata molto partecipata e coinvolgente, una sorta di ready made, il 14 luglio scorso, come ho saputo da vari amici ed amiche che erano presenti che hanno visto pian piano comparire questa strana astronave insetto composta utilizzando materiale di recupero e rifiuti in genere (ventilatori, cassette di attrezzi, grate, etc. etc.), secondo il percorso che contraddistingue l’arte ed il lavoro di ricerca di Stefano Pilato (Art Pesce Fresco), assemblata con grande ingegno, cura e perizia dai due.

Due marziani? No, due umani con il cuore pulsante di creatività.

 

http://www.artpescefresco.com/eccoci/

Palio Marinaro, una tradizione lunga 85 anni

 

palio marinaro livorno, terrazza mascagni, piazza mazzini, ovosodoDal 1927 nello specchio di mare di fronte alla Terrazza Mascagni, uno dei luoghi più suggestivi, amati e fotografati della città, si svolge la competizione per eccellenza della tradizione remiera labronica che insieme alla Risiatori ed alla Barontini costituisce il cosiddetto “Trittico”, ovvero il Palio Marinaro.

Ancora una volta confrontandosi con l’elemento dell’acqua i vari equipaggi che rappresentano i rioni o zone della città si sfidano sui caratteristici ed ormai familiari “gozzi” a 4 e 10 remi.

Ieri, Domenica 8 luglio, è andata in scena l’edizione 2012 (arricchita da una serie di eventi che hanno preceduto e contornato, sia per attirare turisti e forestieri, sia per coinvolgere gli stessi livornesi che spesso hanno perso il contatto con i quartieri ai quali non si sentono più legati) del Palio vero e proprio. Nella gara delle gozzette a 4 remi ha trionfato l’equipaggio rosso-verde dell’Ardenza, mentre il Palio a 10 remi è stato vinto a sorpresa (favorito infatti era il Venezia) dai bianco-gialli dell’Ovosodo che hanno vogato in boa 3 (8 sono le boe, alcune più vicine a terra altre più verso il largo, quindi entrano in gioco varie componenti ambientali: per questo il posto in boa viene sorteggiato il giorno prima del Palio). Da segnalare poi il successo nella categoria femminile dell’equipaggio del Labrone, una delle nuove sezioni nautiche nata dalla fusione di due storiche cantine Fabbricotti e Shangay-Torretta.

Come ho scritto più volte ogni gara del cosiddetto “trittico” si svolge in un contesto particolare che determina una differente fruizione da parte di chi guarda. Il Palio, come accennato, si svolge completamente in mare aperto, ma a due passi dalla terra. Alcuni, come per la Risiatori seguono la gara dal mare su piccole e medie imbarcazioni godendo di una prospettiva particolare, con il sole alle spalle che illumina gli spalti e le bandiere posizionate sulla Terrazza Mascagni  (come recita Wikipedia è un grande piazzale delimitato verso il mare da una sinuosa balaustra formata da 4.100 eleganti colonnine in conglomerato cementizio; il pavimento è costituito da una scacchiera di 8.700 metri quadrati formata da 34.800 piastrelle bianche e nere) che si fondono nel gioco della prospettiva e degli zoom fotografici con lo sfondo costitutito dalle facciate dei palazzi del Viale Italia.Ma il grosso del pubblico segue la gara da terra, disposto appunto sulle spallette e le tribune montate sulla Terrazza (come familiarmente la chiamano i livornesi), ma anche disposti sulle “punte” dei vicini Bagni Pancaldi, direttamente in costume ed infradito.

Poi c’è una terza categoria di spettatori, diciamo anfibi, tra i quali rientro anche io, ovvero coloro che seguono la gara da quella zona naturale caratterizzata da pozze d’acqua intervallate da piccoli scogli e secche che separano la Terrazza dal mare fondo. Ognuno si dispone dove vuole o può in connaturale disordine, chi in piedi, chi arroccato con l’asciugamano su qualche sperone roccioso, chi andando in su e giù rischiando la più classica delle “figurette” ovvero scivolare sulle alghe vischiose che ricoprono tipo muschio questi scogli a pelo d’acqua.

Personalmente preferisco scegliermi la mia pozza d’acqua e godermi con i piedi a mollo ed il corpo ristorato da una lieve brezza lo spettacolo in controluce  (che non è solo la gara ma anche la stessa cornice di atipico pubblico) del Palio Marinaro ovviamente in compagnia dei miei RayBan very very vintage.

Così ho fatto anche quest’anno per poi concedermi sulla strada di ritorno a casa, percorsa rigorosamente in bicicletta, una cena-sosta in P.zza Mazzini a base di totani fritti e buon vino bianco. Ma sarà  bello il Palio Marinaro?

 

foto: La Nazione

 

A passeggio con.. i Risi’atori

Coppa Risi'atori, Coppa Barontini, Palio Marinaro, Scali Novi Lena, Borgo dei Cappuccini, La meloria, Piazza MazziniOgni anno, nel periodo estivo, a Livorno si volgono le tradizionali gare remiere che rinsaldandano il forte legame che la città ha con il mare.

Domenica scorsa, 3 giugno, con la “Coppa Risi’atori” si è infatti aperto il cosiddetto “mese del remo”, durante il quale si svolgeranno le altre due tradizionali gare che formano il “trittico”, ovvero la “Coppa Barontini” e il “Palio Marinaro”. Tre diverse manifestazioni sportive con protagonisti i “gozzi” (imbarcazioni a 4 e 10 remi) dei vari quartieri cittadini che riempiranno diversi specchi d’acqua della città.

La Risi’atori, come spiegano a chi proprio di Livorno non è, i vari siti istituzionali e non, “è stata ideata per ricordare le mitiche gesta di coloro che nei secoli scorsi, su fragili imbarcazioni, andavano per mare, spesso in burrasca, a portare soccorso ad altri marinai sfortunati che stavano naufragando nelle acque di fronte al nostro porto e spesso proprio nelle secche della Meloria da dove parte la gara. Erano chiamati risi’atori, dal verbo risicare (rischiare) e da questi coraggiosi nasce la storia della città, del porto e della economia di Livorno”.

E quest’anno il mare in burrasca c’è stato da vero, con onde ingrossate dal forte vento di scirocco.

Già perchè ¾ della gara si svolge in mare aperto, con partenza dalle secche della Meloria per finire alla linea d’arrivo nella Darsena Nuova, nello specchio d’acqua davanti agli Scali Adriano Novi Lena dietro ai quali si estende il quartiere popolare di Borgo dei Cappuccini. Più di 7000 i metri del percorso per i gozzi a 10 remi (quelli a 4 hanno un percorso più breve, circa 2500 m, stesso l’arrivo ma differente il luogo di partenza anche se sempre in mare aperto, vicino alla diga che protegge l’ingresso al porto).

Molti tradizionalmente seguono la gara proprio in mare aperto con imbarcazioni private (che spesso però creano intralcio sia ai gozzi che alle imbarcazioni di supporto alla gara), ma il grosso attende gli equipaggi, ognuno sperando che quello che rappresenta il proprio quartiere arrivi prima degli altri, a terra, disponendosi sulle “spallette” e moletti in un continuo spaziale che forma una sorta di abbraccio della Darsena Nuova: da Via del Molo Mediceo, ponte mobile compreso (dal quale la prospettiva è magicamente suggestiva ed il mare quasi acceca riflettendo la luce del sole nel quale si perdono i profili e le sagome delle imbarcazioni che entrano in porto), passando da Via Cialdini, fino a tutti gli Scali Novi Lena, che finiscono la dove comincia la P.zza Mazzini: che per l’occasione ospita un “caotico” e colorato mercatino.

In attesa che arrivino i gozzi così, aggiornati dallo speaker che gracchia dagli altoparlanti sparsi lungo gli Scali incorniciati dallo sventolio delle bandiere con i colori dei vari quartieri, è piacevole passeggiare dalla città fino alla punta dei Piloti e viceversa, magari gustandosi un gelato o una bibita fresca, nel caos tipico di queste occasioni scoprendo i mille scorci e le mille facce che questa città, se la si osserva bene, sà regalare.

 

Per la cronaca, nella gara a 10 remi ha vinto il gozzo bianco-rosso del Venezia, una delle “cantine” più forti ed attrezzate. Nelle gozzette a 4 remi si è invece imposto l’Ardenza.

L’appuntamento con i “gozzi”(da disciplina anzi, mondo esclusivamente maschile negli ultimi anni si è aperta anche ad equipaggi femminili che gareggiano però naturalmente a parte), è per il prossimo 16 Giugno, con la Coppa Barontini, intitolata al famoso partigiano labronico, che animerà le spallette lungo i Fossi Medicei, ovvero i canali d’acqua che circondano l’antica pianta pentagonale della città.

 

 

Foto:

http://livornodailyphoto.blogspot.it

I rotoloni di prato di Piazza Mazzini…

livorno2.jpgHanno finito di aggiustare Piazza Mazzini sembra… saranno tre anni che ci vedo i lavori; un annetto fa avevano già finito, poi si vede che non gli era piaciuto come era venuto e allora hanno ricominciato quasi da capo…

Ora è quasi tutto pronto, manca poco all’elezioni… L’altro giorno passo in macchina e che ti vedo!? Srotolavano l’erba pronta!! Quella che mettono negli stadi quando devono riparare dei pezzi alla svelta.. Quella che (immagino) usino a Dubai quando devono costruire un giardino… Chi ha tempo di aspettare che l’erba cresca naturalmente buttando dei vili semini sulla terra?!

Tra poco ci sono le elezioni insomma, non si può aspettare l’erba! Quella pigrona ci avrebbe messo almeno un paio di mesi a diventare un bel prato all’inglese… e allora via coi rotoloni pronti!

Ma quanto costano questi rotoloni di prato? Chi lo sa alzi la mano…